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THAILANDIA: Quanto durerà la pace politica nel paese? Thaksin testa l’accordo pre elettorale

Posted on 24 settembre 2011

Thaksin testa l’accordo pre elettorale
Quanto durerà la pace politica in Thailandia? Secondo certe valutazioni l’accomodamento, raggiunto con i militari ed il palazzo, prima delle elezioni che aveva aperto la strada alla salita al governo del Primo Ministro Yingluck Shinawatra e il ritorno all’influenza politica per il Thaksin Shinawatra, in esilio volontario, sta già dando segni di frizione. Come risponderà il potere realista alle minacce percepite è comunque difficile da prevedere.

Yingluck, sorella di Thaksin e nuova alla politica, si presentò, nella sua campagna elettorale, con un atteggiamento notevolmente conciliatorio ponendo enfasi sulla riconciliazione nazionale come una delle sue priorità fondamentali. In un inchino simbolico al potere reale, il suo discorso di insediamento da premier sottolineava il bisogno dei thailandesi di radunarsi attorno al Re nel giorno del suo 84° compleanno che cade a Dicembre.

La sua decisione di non nominare i capi della protesta del UDD (le magliette rosse), alcuni dei quali molto critici verso la Monarchia, e elementi risaputi antimonarchici del suo partito a posti di governo è stata interpretata da vari analisti come un altro inchino alla monarchia, come lo sono stati i commenti pubblici di importanti ministri, secondo cui era loro ferma intenzione di applicare le leggi draconiane di lesa maestà in modo più deciso di quanto fatto dal governo uscente di Abhisit.

C’erano anche alcuni segni di reciprocità. Alcuni facevano notare che, diversamente dalle conferme reali dei due governi pro -Thaksin nel 2008, il Royal Household Bureau, che gestisce le relazioni pubbliche del Palazzo Reale, distribuiva e permetteva ai giornali locali di pubblicare bene in vista le foto dell’incontro di Yingluck con il Re dopo che era stato dato il comando reale affinché assumesse il ruolo di premier.

Altre mosse, orchestrate in modo più appariscente dal suo fratello anziano in esilio che non può partecipare, per legge, alla vita politica, sono state più provocatorie verso gli interessi cristallizzati del potere realista e indicano di voler rischiare di superare il limite dell’accordo preelettorale. Il governo di Yingluck sta ora allontanando dalla burocrazia i funzionari ritenuti alleati del passato governo Abhisit per sostituirli con persone fedeli a Thaksin e ai membri della famiglia. Furono anche gli aggressivi rimpasti della passata amministrazione di Thaksin, compresi quelli del settore della sicurezza, a contribuire alle instabilità del passato.

Una rotazione ai massimi vertici della polizia libererà la strada per un cognato di Thaksin, Priewphan Damapong, a capo nazionale della polizia alla fine di questo anno. Un altro familiare di Thaksin, Surapong Tovichakchaikul, era stato nominato ministro degli esteri, nonostante uno scarso curriculum vitae nel campo degli affari esteri. Il nuovo governo ha inoltre cacciato il capo del National Security Council, un ufficiale con legami risaputi al pensatore del golpe del 2006 nonché ex spia Prasong Soonsiri.

I movimenti vanno d’accordo con le promozioni politiche passate di Thaksin di membri della famiglia alle posizioni di vertice, compreso il comando delle forze armate, mentre sono stati spostati in posti inattivi i nemici politici. Poiché Abhisit presiedette vari movimenti piccoli e grandi durante il suo governo di due anni e mezzo, Yingluck e i suoi consiglieri, legati a Thaksin, si muovono in modo più aggressivo per assicurarsi il controllo della burocrazia, tradizionalmente vista come un bastione dell’influenza reale.

Mentre questi movimenti erano largamente prevedibili, il rapido rimpasto dei funzionari di vertice del ministero della giustizia discutibilmente porta con un più grande rischio di arruffare le piume realiste. Ed è particolarmente vero se i funzionari promossi fanno diventare prioritarie le mozioni per assolvere potenzialmente Thaksin dal suo crimine e invertire la decisione del 2010 della Corte Suprema che sequestrò 1,5 miliardi di dollari di Thaksin.

Il rimpasto dei funzionari giudiziari realisti è considerato delicatissimo a causa della speciale enfasi che il Re ha posto negli anni recenti sui giudici supremi di decidere con indipendenza e giustezza nel risolvere i problemi complessi e politicamente delicati della nazione. Sin dal golpe del 2006, la magistratura è emersa cime un centro di potere realista importante, uno di quelli che le Magliette Rosse, alleati di Thaksin, accusavano di doppi standard nelle decisioni politiche definite “golpe giudiziari”. Una serie di decisioni importanti sono andate contro Thaksin e i suoi alleati, compreso la dissoluzione del partito iniziale, Thai Rak Thai, e le decisioni del 2008 che hanno fatto cadere due suoi governi eletti. Decisioni più recenti, comunque, hanno permesso ai membri della famiglia di Thaksin di farla franca dall’accusa di evasione fiscale e da altre accuse legate agli affari.

Mentre i giudici delle corti thailandesi sono legalmente indipendenti dal ministero della giustizia, sembra chiaro che gli alleati politici di Thaksin stanno facendo la scommessa di neutralizzare la capacità futura del sistema giudiziario di minare o sovvertire l’amministrazione di Yingluck. Detto questo, ci sono moltissimi dubbi su chi è il potere reale dietro Yingluck, con un gruppo di lavoro ben nascosto di consiglieri legati a Thaksin che controllano più chiaramente la politica e i tempi del suo governo.

Il vice primo ministro Chalerm Yoobamrung, un ex ufficiale di rango della polizia dai modi duri e politico patrono di lungo corso, ha riempito molto del vuoto di leadership lasciata dall’inesperienza della Yingluck. E’ stato lui a parlare per primo di rivedere l’accusa nei confronti di Thaksin e di spingere per il suo ritorno con il perdono del re. Thaksin ha detto che vorrebbe tornare a Novembre al matrimonio di sua figlia.

Chalerm, che ebbe un ruolo di prima importanza, negli anni 80, nell’assicurare a Thaksin una concessione statale per fornire alle forze di polizia nazionale di computers, incarna il doppio standard della società thailandese contro cui il movimento delle “magliette rosse” si è tanto battuto

nell’opporsi a Abhisit e alla aristocrazia realista, e ha esposto chiaramente, ed agli inizi, la disconnessione tra la retorica delle riforme di Thaksin e le azioni politiche. Il figlio di Chalerm, Duangchalerm, fu assolto nel 2004 sulla base di dubbie base legali nella sparatoria fatale di un ufficiale di polizia fuori servizio in un locale notturno di Bangkok. Fu tenuto in carcere per un mese e condannato ad una multa di 25 dollari.

 

Gli analisti credono che la salita di Chalerm era stata in parte favorita dal suo storico antagonismo con uno dei consiglieri più importanti del Re, nonché ex primo ministro e capo delle forze armate, Prem Tinsulanonda, che, secondo le magliette rosse, è stato colui che ha orchestrato il golpe del 2006 con cui si rovesciò il governo di Thaksin, un’accusa che lui nega. Chalerm fu di aiuto a cacciare Prem da capo del governo nel 1988, quando denunciò Prem, in parlamento, di cattiva condotta di Prem in una base navale, cosa che lui avrebbe registrato su video.

La dinamica più delicata comunque riguarda la relazione con i militari. La nomina del ministro Kowit Wattana, un rinomato realista e favorito del Re, e di Yuthasak Sasiprapha, un generale in pensione con legami ai comandi militari, è stato largamente interpretata come una prima mossa conciliatoria. Yuthasak ha promesso di non cambiar alcun generale al vertice compreso il comandante delle forze armate e favorito del palazzo Prayuth Chaocha, al rimpasto annuale dovuto per il primo di ottobre.

Gli analisti della sicurezza analizzeranno approfonditamente le promozioni di medio rango del rimpasto e le retrocessioni, alla ricerca di indicazioni che possano dire se Thaksin sta mettendo i suoi alleati nei posti per consolidare il suo controllo sulle forze armate nei futuri rimpasti. E’ indicativo di questo disegno la possibilità di nominare il generale in pensione Panlop Pinmanee a capo del Security Operations Command, ISOC, l’equivalente del dipartimento americano alla sicurezza interna. Il generale è un vecchio amico di Thaksin e invocò la rivolta armata popolare per rovesciare Abhisit.

Il gioco di potere sull’ISOC suggerisce un altro potenziale scontro tra Prayuth e Thaksin, attraverso Yingluck, sul controllo del centro di sicurezza delle forze armate, l’apparato di spionaggio principale e fortemente efficace delle forze armate. I militari, attraverso la nomina del comandante, hanno tradizionalmente ritenuto il controllo su questa istituzione che genera una fonte continua di intelligence nazionale, compreso le attività dei politici.

Alcuni analisti delle forze armate speculano che in base alle informazioni già raccolte dal centro si potrebbe creare un caso legale contro i vertici militari, compreso lo stesso Prayuth, responsabili per la repressione cruenta dello scorso anno delle manifestazioni delle magliette rosse, quando 92 civili furono uccisi. E’ quindi da notare che Chalerm, già capo dell’intelligence della polizia, abbia richiesto nuove indagini della polizia ne in una serie di morti che, sotto il governo di Abhisit, erano rimaste immobili.

Questione di unità

Non è immediatamente chiaro che retorica e rimpasti sono necessariamente all’opposto con i termini dell’accomodamento preelettorale raggiunto tra Thaksin, i militari e almeno una parte del palazzo reale. La più grande domanda è se il potere realista era all’inizio e lo è ora, unito nel fare l’accordo con Thaksin per amore della stabilità, e se reagirà all’unisono se Thaksin sarà percepito rompere l’accordo, come i realisti dicono che abbia fatto con vari accordi dietro le quinte del passato.

Infatti ci sono indicazioni di modi diversi di pensare nelle alte sfere del potere realista, benché non sia chiaro se i punti di vista apparentemente opposti rappresentano una reale divisione oppure un diversivo del gioco buono e cattivo per far scappare Thaksin. Gli analisti notano che i realisti hanno un interesse di bottega nel mantenere alta la posizione della monarchia nella società Thai, e ci sarebbe da aspettarsi un serrare le file, se si affacciasse una minaccia genuina a quella continuità.

In particolare sembra improbabile che il consiglio privato del Re sosterrà un esclusivo perdono reale in favore di Thaksin, in considerazione dell’enfasi che il riverito monarca ha posto sul bisogno di una forza e indipendenza maggiori del sistema giudiziario. E’ probabile una reazione fortissima dei realisti ad ogni azione che sia percepita come pressione politica sul Re per decidere in favore del perdono di Thaksin. Per legge la Monarchia Thai è al di sopra della politica.

Detto questo, le forze del potere realista che sono ancora opposte a Thaksin hanno sempre di più opzioni limitate per controbattere e stanno per essere anche spuntate. La loro capacità di mettere in moto proteste di strada destabilizzanti è diminuita con la marginalizzazione del gruppo di protesta delle magliette gialle, PAD, che fu essenziale nel creare l’ambiente per il golpe del 2006 e la destituzione di due governi allineati a Thaksin nel 2008. Mentre le magliette gialle potrebbero ancora mobilitarsi, non è chiaro se il gruppo avrà la stessa capacità di richiamo popolare o la risonanza della classe media come in precedenza, in particolare se è percepito, come furono percepite le proteste contro il governo di Abhisit lo scorso anno, come l’inizio della presa di potere dei militari. Queste manifestazioni nazionalistiche mancarono di galvanizzare lo stesso sostegno popolare come le precedenti manifestazioni anti Thaksin e hanno messo in luce una divisione nel campo conservatore che, in precedenza, si era unito nella sua opposizione a Thaksin.

Inoltre, ci sono altre questioni sullo stato dell’alleanza di quello che è stato un potente gruppo di protesta. Uno dei leader delle magliette gialle e magnate dei media, Sondhi Limthongkul, ha di recente detto in privato di vedere come uno dei problemi politici al cuore della nazione “i feudali”, una linea che sembrerebbe echeggiare le proteste delle magliette rosse.

Allo stesso tempo il suo giornale locale Puu Jaht Gahn-ASTV è rimasto fortemente critico sia di Thaksin che Yingluck, compreso una storia importante che affermava che un curatore di immagine di Thaksin avrebbe comprato una copertura giornalistica favorevole a Yingluck della campagna elettorale in un pugno di giornali locali.

Se sono remote le proteste di strada contro Thaksin, non è neanche chiara la produttività di un altro golpe militare appena dopo delle elezioni democratiche, benché non ci sia dubbio che i corpi influenzati dai militari continuano ad affilare e raffinare i loro strumenti autoritari. Mentre il potere militare è largamente percepito sul piano dell’ascendenza, ci sono indicatori contrari che Prayuth e i suoi vice di alto grado abbiano la volontà di ritirasi dalla politica di ogni giorno fin quando mantengono abbastanza potere per fare da guardia da ogni possibile minaccia alla Monarchia compreso durante il periodo della successione reale.

Il conflitto lungo cinque anni in Thailandia non si risolverà finché la successione reale non sarà compiuta e non si sarà stabilito un nuovo ordine di divisione dei poteri. Come indica l’accomodamento preelettorale, è possibile che Thaksin, i militari ed il palazzo possano raggiungere un accordo e lavorino insieme per assicurare la stabilità durante la successione anticipata da Re Bhumibol al principe reale Vajiralongkorn. Thaksin, dopo la successione, potrebbe essere scongelato e data una posizione importante nel nuovo ordine reale guidato da Vajiralongkorn.

Comunque un altro scenario di successione prevede che il Consiglio del Re dichiari un lungo periodo di lutto nazionale, forse 999 giorni nel fausto riconoscimento del regno di Bhumibol come il nono monarca della dinastia Chakry, ed una sospensione sostenuta dalle forze armate della democrazia per assicurare una transizione tranquilla. Per legge il Consiglio del Re avrà due anni per incoronare formalmente il prossimo monarca dopo che il nome (uomo o donna) è approvato formalmente dal parlamento, ed i membri del consiglio nell’interregno avranno per legge il potere di assumere le responsabilità del re.

Alcuni credono che un tale scenario possa portare Thaksin in conflitto diretto con il curatore reale, i cui membri sono stati accusati dalle magliette rosse di aver orchestrato il golpe del 2006 che lo cacciò dal potere. Il suo gruppo di protesta delle magliette rosse ha messo in moto potenti sentimenti anti monarchici nel passato e gli analisti credono che potrebbe essere più facile sostenerlo in assenza del fortemente riverito re Bhumibol. E’ uno scenario cupo che potrebbe portare a maggiore violenza e ad un intervento militare dalla mano dura, ed è uno scenario che, a giudicare dagli attuali e scorsi eventi, deve essere messo nel conto.

di By Shawn W Crispin apparso su AsiatimeOnline.com

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