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LAOS: La diga a Xayaburi uccide il fiume Mekong

Posted on 09 novembre 2011

Dal 7 al 9 dicembre a Siem Reap in Cambogia, si terrà la riunione della Commissione del Fiume Mekong per approvare la controversa e costosissima diga sul Mekong a Xayaburi che rappresenta il primo di 11 progetti idroelettrici sul fiume. La diga è attualmente sostenuta dai governi laotiano e thailandese, ma ad essa si oppongono tantissime associazioni ambientaliste per la minaccia alla pesca e alla sicurezza alimentare di almeno 60 milioni di persone che vivono lungo il bacino del fiume.

Secondo International Rivers, una ONG americana, il governo Laotiano sta usando un rapporto edulcorato di una ditta svizzera, Poyry Energy AG, per convincere i ministri della Commissione (Cambogia, Laos, Thailandia e Vietnam) a dare il loro consenso alla costruzione della diga proposta. Inoltre il processo in corso è destinato a costituire un precedente per il percorso decisionale che si ripercuoterà su tutto il progetto delle undici dighe. Secondo le regole del processo di consultazione, il governo laotiano deve rispondere alle richieste di informazione e deve aspettare che i governi raggiungano un accordo sul futuro del progetto stesso. Ma secondo varie fonti il governo laotiano ha già iniziato i preparativi per la costruzione come le strade di accesso e i campi di costruzione nel sito della diga. Si ricorda che Thailandia, Cambogia e Vietnam avevano chiesto di estendere il processo decisionale a causa dell’impatto transnazionale e le mancanze di conoscenze emerse che richiedono ulteriori studi e consultazioni. Il Vietnam stesso raccomandava che la decisione sulla diga a Xayaburi e gli altri progetti fosse ritardata di almeno dieci anni per poter valutare completamente gli impatti.
La diga proposta dovrà produrre 1200 megawatts di energia destinate alla Thailandia mediante 200 chilometri di linee elettriche, ed è sostenuta da una serie di banche e compagnie thailandesi per sostenere la continua crescita dei bisogni di energia in Thailandia.
Da parte Vietnamita e cambogiana invece, sono state poste varie preocupazioni, riguardo al declino della pesca con la perdita da 200 mila a 400 mila tonnellate di pescato in quanto sono messe in pericolo le zone dove il pesce si riproduce.
A maggio il governo Laotiano chiese alla ditta Pöyry Energy di condurre una valutazione di tre mesi dell’adesione del progetto alle richieste della Commissione del Fiume Mekong e alle procedure di presa di decisione regionale, in risposta alle preoccupazioni sugli impatti transfrontalieri dell’incontro di Aprile e sul bisogno di ulteriori studi e consultazioni scientifici.
Agl iinzi di settembre il Laos annunciava che il rapporto Pöyry sarebbe stato presentato ai governi vicini come parte di un piano per cominciare la costruzione della diga prima della fine dell’anno. Del rapporto finora sono emerse solo copie ma la versione ufficiale pubblica non è ancora stata presentata.
Secondo il direttore di International Rivers nel sudest asiatico «Il rapporto Pöyry èlude la scienza e si affida invece solo a ipotesi rendendolo non adatto ad una presa di decisione sulla diga. Afferma che il progetto segue le lineeguida della Commissione del Fiume Mekong nonostante siano elencati 40 grossi studi scientifici e tecnici che ancora devono essere completati. Sarebbe una grave atto di irresponsabilità da parte del Laos e delle altre nazioni del bacino sostenere il progetto della diga di Xayaburi sulle falsità di questo rapporto.»
Ci sarebbero «almeno 15 richieste fondamentali della Commissione a cui il progetto non dà alcuna risposta. Il rapporto Pöyry evita di citare molte di queste richieste, ed invece propone misure di mitigazione mai provate senza avere dati fondamentali sull’impatto, sul chi, quando, quanto subiranno l’impatto.
Il rapporto secondo International Rivers prova a dare al progetto una veste verde per quanto attiene all’impatto sulla fauna acquatica. Gli studi della Commissione del Fiume Mekong stabiliscono che la diga potrebbe minacciare seriamente da 23 a 100 specie attualmente presenti nel fiume danneggiando fortemente di conseguenza l’industria della pesca su tutto il bacino. Le linee guida della Commissione, di conseguenza, chiedono che le dighe prevedano una tecnologia che permetta il passaggio di almeno il 95% delle specie attualmente presenti.
«Il rapporto Pöyry non cita affatto questo punto, proponendo invece varie tecnologie che non sono mai state applicate con successo sul Mekong o su qualunque fiume tropicale. Secondo gli esperti di tutto il mondo non esiste alcuna tecnologia per mitigare realmente gli impatti che le dighe sul corso principale del fiume avranno sull’industria della pesca interna più grande al mondo.»
Ma altre incongruenze sono state riscontrate nel rapporto nell’analisi dell’ecosistema, del flusso dei sedimenti e della sicurezza della diga, cose che non impediscono alla ditta svizzera di trarre conclusioni mentre ammette che esistono grandi mancanze negli studi fondamentali.
«Nonostante il fatto che non sia stata presa nessuna decisione regionale e che non sia stato fatto uno studio di impatto transfrontaliero come richiesto dalle nazioni vicine, il rapporto in modo falso afferma che la consultazione prioritaria sia già completata, e che il governo laotiano possa prendere decisioni unilaterali se il progetto possa andare avanti. Inoltre il progetto afferma, sbagliando, che il governo laotiano non deve rispondere alle preoccupazioni degli altri governi e della Commissione sugli impatti transfrontalieriprima che inizi la costruzione della diga.»
Ma le conclusioni del rapporto non sono sorprendenti, considerato che la ditta Pöyry è già impegnata da tempo in progetti controversi nella regione del Mekong ed ha già molti legami con la ditta Thailandese costruttrice Karnchang Ch, tra i quali la costruzione della diga Nam Ngum 2. «Non sorprende affatto che Pöyry avrebbe dato al suo partner in affari un giudizio positivo sul progetto nonostante forti prove contrarie. Ma è oltraggioso che il Laos si pieghi così in basso per mettere le opinioni dei suoi consulenti al di sopra delle preoccupazioni dei suoi vicini. Le vaste prove scientifiche che dimostrano i forti impatti sociali ed ambientali della diga non si dovrebbero più ignorare e si dovrebbe cancellare del tutto il progetto»

Asiasentinel, International Rivers.

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