I realisti hanno lanciato una campagna violenta contro un gruppo di docente, che si definisce “Nitirat”, cioè legge per il popolo, di legge della stimata Università Thammasat. Il gruppo ha proposto un emendamento da attuare subito alla anacronistica legge di Lesa Maestà, e per questo si sono attirati le accuse degli ultrarealisti di tentare a rovesciare la monarchia, un crimine orrendo per la Thailandia.
Hanno lanciato un incredibile catalogo di minacce contro il gruppo Nitirat, e come messo in luce in New Mandala da Elizabeth Fitzgerald, tra loro c’è un piano per spingere i militare a fare un golpe per difendere la monarchia dai cosiddetti traditori. Forse però questi ultrarealisti hanno dimenticato che fu proprio il golpe del 2006, in primo luogo, ad agitare dei sentimenti antimonarchici.
In prima linea a questa caccia alle streghe ci sta il PAD, il movimento delle magliette gialle, conosciuto per aver nel 2008 occupato il parlamento e l’aeroporto internazionale. I suoi sostenitori hanno chiesto ai militari di rapire i membri del gruppo Nitirat o di butttarli giù dagli elicotteri. Hanno chiesto che siano pubblicati i nomi, gli indirizzi, i numeri di telefono e siano messi sulle mappe le loro abitazioni. Li vogliono incatenati e bruciati vivi di fronte alle loro case.
Hanno persino suggerito che siano decapitati e le loro teste che siano messe sulle ringhiere della Università Thammasat, e che il loro rappresentante più famoso, Worachet Pakeerut, sia fucilato.
Ad unirsi al coro degli ultrarealisti nella loro campagna malvagia ci sono personalità importanti nel governo e nella comunità universitaria. Il comandante delle Forze Armate Paryuth Chanochoa ha descritto i professori come “malati mentali”, invitandoli anche a lasciare il paese per la loro mancanza di rispetto per la monarchia. Nel frattempo, membri del partito di opposizione hanno lanciato un’altra malvagia campagna di parole. Il portavoce del partito Chavanond Indarakomartsut li ha definiti “feccia della società”.
Il governo di Yingluck Shinawatra, che salì al governo grazie ai suoi sostenitori delle magliette rosse, ha reso chiara la sua posizione di non emendare la legge di lesa maestà. Il vice primo ministro Chalerm Yubamrung ha detto: “Il mio partito non cambierà mai questa legge. Mi opporrò a chiunque proponga di cambiarla.”
la scorsa settimana il rettore della Thammasat, Somkit Lertpaitoon, ha vietato le discussioni sulla legge dentro il terreno dell’Università. Essendo uno dei membri del gruppo che ha steso la costituzione dei militari durante il governo Chulanont dal 2006 al 2008 e quindi con forti legami con i militari, è stato attaccato dai gruppi in favore della democrazia: è una disgrazia per l’università Thammasat che fu fondata dal primo ministro Pridi Banomyong che fu il capo della fazione civile che portò avanti il golpe contro la monarchia assoluta nel 1932.
Ma il gruppo Nitirat non è il solo ad essere vittima di questo gioco infernale. Una ragazza di 19 anni della stessa Thammasat, Abhinya Sawatvarakorn conosciuta come Joss Stick, sarà presto accusata di crimine di lesa maestà per alcuni commenti che fece su Facebook due anni fa, quando era ancora una ragazza della scuola superiore. E’ la più giovane vittima della legge articolo 112 ed ha già vissuto una lunga serie di punizioni sociali. Le fu rifiutata l’ammissione alla prestigiosa università Sinlapakorn (fondata dall’italiano Corrado Feroci agli inizi del 1900) dove alcuni docenti l’avrebbero chiamata traditrice e non l’anno ammessa agli studi. E’ stata rifiutata dalla propria famiglia che le ha tagliato anche i viveri. E’ stata costretta a dover cambiare nome per non essere riconosciuta e attaccata.
Joss Stick il giorno 11 febbraio andrà all’ufficio di polizia di Bang Kane dopo aver ricevuto la chiamata della polizia per l’accusa di lesa maestà.
Nel frattempo Panitan “Tai” Pruksakasemsuk inizierà uno sciopero della fame per chiedere giustizia per suo padre Samyot, un sindacalista molto noto, che è stato accusato nell’aprile 2011 durante il processo per lesa Maestà, e gli è stata negata cauzione anche se il processo è ancora in corso.
Tai inizia uno sciopero della fame, presso l’aeroporto internazionale di Bangkok, per 112 ore, come l’articolo di legge che si vuole emendare, l’11 febbraio e lo terminerà quattro giorni e mezzo dopo il 16 febbraio. Ha detto che la sua protesta avverrà pacificamente e non comporterà danni all’operatività dell’aeroporto.
Il giorno di San Valentino, 14 febbraio, sarà organizzato un evento speciale “Love for Justice” in cui gli studenti della Thammasat ed un gruppo di attivisti offriranno fiori a Tai per commemorare tutte le vittime di questo articolo 112. Alla fine dello sciopero della fame, Tai andrà a recarsi all’udienza del padre che ha fatto sette richieste di cauzione alla corte Ratchada.

Bangkok - Ampon Tangnoppakul e’ morto stamattina in carcere. Il nonnino 62enne ammalato di cancro era stato condannato nel novembre scorso a 20 anni di galera con l’accusa di aver spedito 4 SMS giudicati critici o offensivi nei confronti della regina della Thailandia. La sua condanna, frutto di indizi tutt’altro che convincenti, aveva suscitato molti dubbi nel paese ed aveva attirato l’attenzione internazionale.
Ampon, un uomo poverissimo e semianalfabeta di origine cinese, si era dichiarato innocente sostenendo di non essere nemmeno in grado di inviare SMS col cellulare.
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