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La retorica omofoba costringe la comunità LGBT nella paura.

La gente LGBT è costretta a vivere nella paura a causa della retorica omofoba dichiarazioni dei governanti, ministri sindaci che dicono di stare attenti a noi

I militanti dei diritti LGBT di fronte la campagna di omofobia e ai discorsi di odio da parte delle autorità indonesiane hanno iniziato a istituire hotline telefoniche, luoghi sicuri dove sostare e tutto quanto che potrebbe esporli alla violenza.

I gruppi civili Lesbo Gay Bisex e transgender sono attivi da decenni e sono già stati oggetto di attacco ma per periodi di tempo più limitati. Questa volta la retorica omofoba è già in atto da due mesi costringendo la comunità nella paura.

“E’ la prima volta che dura così tanto” ha detto Dede Oetomo, militante di tanti anni fondatore di Gaya Nusantara nel 1987. ha detto che gli attacchi sono iniziati a gennaio quando il ministro dell’istruzione superiore Nasir ha detto che la gente LGBT deve essere cacciata dall’università continuando sempre giornalmente su queste basi.

La commissione nazionale delle trasmissioni ha rafforzato una politica che vieta ai programmi radio e TV di far apparire la gente LGBT normale per proteggere bambini e giovani che “sono suscettibili di duplicare comportamenti LGBT devianti”.

L’associazione psichiatrica indonesiana ha classificato l’omosessualità, bisessualità e transgenderismo come disordini mentali mentre il ministro della difesa ha definito il movimento LGBT una guerra per procura per fare il lavaggio mentale agli indonesiani.

I critici dicono che il movimento LGBT è finanziato dall’estero, che è vero se si guarda ai fondi delle organizzazioni dell’ONU UNAIDS o governi e fondazioni occidentali, dice Oetomo. “Siamo un pericolo per la sopravvivenza della nazione” dice Oetomo telefonicamente da Surabaya dove si trova Gaya Nusantara. “Diventa in un certo senso ridicolo, sembra una piccola guerra”.

I rappresentanti del goerno non hanno risposto alla richiesta di commenti.

Ci sono stati alcuni momenti in cui alcni del LGBT sono stati attaccati ed Oetomo ha detto di preparare luoghi sicuri e fare piani di evacuazione in caso di bisogno.

A Yogiakarta 23 attivisti LGBT sono stati malmenati dalla polizia che si è giustificata, davanti ai media, dicendo che impedivano loro di fare una manifestazione che si sarebbe scontrata con estremisti musulmani che tenevano una protesta contro LGBT lì vicino. A Yogyakarta un collegio per donne transgender è stato chiuso due settimane fa.

L’omosessualità non è illegale in Indonesia ma alcuni politici hanno chiesto la loro criminalizzazione. Le minoranze sessuali e di genere in Indonesia hanno sempre vissuto storicamente in una calma tesa, con tolleranza e pluralismo a proteggerli dalla violenza ed un senso di discrezione portava della sicurezza, dice Kyle Knight ricercatore LGBT di HRW. “Quello a cui assistiamo ora è qualcosa senza precedenti in termini di agitazione” ha detto Knight che in Indoensia documenta gli abusi dei diritti umani legati alla crescita della retorica anti LGBT. “Questa volta i rappresentanti del governo hanno acceso la cacofonia dell’odio”

Alcuni, compresi il sindaco di Giacarta Basuki e il ministro Lahut Pandjaitan, hanno difeso la comunità LGBT.

“Chiunque essi siano, dovunque essi lavorino, continuano ad essere cittadini indonesiani. Hanno il diritto ad essere anche protetti” ha detto Pandjaitan.

Non è molto per chi si batte per i diritti LGBT.

Kevin Halim, donna transgender per Asia Pacific Transgender Network, è preoccupata per gli esperti che promuovono la terapia di conversione enza considerare i danni psicologici che possono fare con le loro parole.

E in tanti LGBT fanno pulizia tra i loro contatti nei social media di chi può disapprovare il loro modo di essere. “Di solito condivido tutto ciò che di gay in me” dice Safir Soeparna che lavora per Apcom, che lavora a Bangkok con uomini gay con HIV. “Qualcuno può usarlo per ricattarmi? Quindi controllo di nuovo la mia lista di amici e cancello quelli di cui non sono sicuro al 100%”

Molti hanno adottato le loro misure di sicurezza. “I miei non vanno più all’ufficio. Troppo pericoloso. Non l’abbiamo mai vissuto questo” dice Oetomo.

Il personale di Arus Pelangi che dà ssistenza legale per la gente LGBT ha istituito un sistema di amicizia perché la polizia non può garantire la loro sicurezza, ed hanno iniziato una hotline telefonica per chi ha bisogno di aiuto.

Dice Yuli Rustinawati di Arus Pelangi: “Ci hanno messo in un angolo. La gente LGBT è costretta a vivere nella paura a causa della retorica omofoba dichiarazioni dei governanti, ministri sindaci che dicono di stare attenti a noi”.

ALISA TANG, trust.org

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