15 nuove morti da Covid in Thailandia e chi comanda non dà l’esempio

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15 nuove morti da Coronavirus in Thailandia per il terzo giorno mentre si registrano 2179 nuove infezioni nella terza ondata pandemica del paese scoppiata quando il governo pensava di fare aperture selezionate al turismo internazionale.

Delle 15 nuove morti, tutte thailandesi, ci sono nove uomini e sei donne, in un range di età che va dai 28 agli 88 anni, mentre le morti totali in Thailandia sono 163 e le infezioni totali 59687.

Delle 2179 nuove infezioni solo 5 sarebbero casi importati, vale a dire di nazionalità indonesiana, svizzera, indiana UAE, mentre gli altri sono tutti casi di infezioni locali.

La parte del leone la fa Bangkok con 993 nuovi casi mentre ci sono 149 casi a Nonthamburi, Pathum Thani e Samut Prakan 93 l’una.

Delle 77 province thai sette avevano almeno 50 casi, 25 almeno dieci e le altre meno di 10.

La cosa che meraviglia è che molte morti sono accadute in media nel giro di 4 giorni dall’esito del tampone, con una presenza notevole di giovani, ponendo così molti dubbi sulla capacità di risposta del sistema sanitario, sulla quantità di tamponi e sui tempi di questa terza ondata.

Numeri in blu indicano l’età delle persone morte, il numero cerchiato i giorni di attesa

La cosa è stata confermata dal portavoce del centro per il COVID-19 Taweesilp Visanuyothin il quale ha detto che molti avevano malattie croniche ed erano venuti in contatto con casi confermati nelle famiglie o nei posti di lavoro, oppure avevano visitato aree ad alto rischio come centri di intrattenimento e mercati.

“I tempi intercorsi tra la conferma dell’infezione e la morte varia essenzialmente tra 1 e sei giorni, un caso invece dopo 16 giorni”

Si deve notare che la Thailandia porta chi ha il tampone positivo in ospedali normali e da campo, ora sono 25,973, e che talvolta i tempi per trovare un ospedale possono essere anche di tre giorni. Ad oggi ci sono 201 casi di positivi che attendono il ricovero, mentre la scorsa settimana erano oltre 1300 i positivi in attesa.

I casi in terapia intensiva sono 628 mentre 169 sono sotto ventilatore.

“La terza ondata che iniziò nei centri di intrattenimento di Bangkok e province circostanti ha portato a 30824 casi confermati a partire da 1 aprile” scrive Eric Parpart

L’età media delle persone morte nella terza ondata è più giovane di quella dei morti della seconda ondata e della prima ondata: 29 anni contro i 32 della seconda e 36 della prima nel 2020.

I dati dei vaccini in Thailandia sono di poco più di un milione di vaccinati alla prima dose e 214644 alla seconda dose.

Thiravat Hemachudha, che dirige il centro delle malattie infettive emergenti della Croce Rossa Thai, ha detto alla Reuters che la terza ondata giunge dai casi non rintracciati della seconda ondata a causa di un insufficiente numero di tamponi fatti anche in relazione all’approccio mirato usato nel paese, per cui i dati affidabili sarebbero difficili da ottenere.

Tuttora sarebbero da 40 a 50 mila i tamponi al giorno effettuati.

“Una sorveglianza davvero proattiva significa che bisogna testare tutti, che abbiano o meno i sintomi e in tutte le aree” ha detto Thiravat.

Il tampone è gratis per chi è nelle aree a rischio e presenta sintomi, mentre il costo varia da 70 a 150 euro.

Contrariamente a quanto fatto con la prima ondata della pandemia, quando il governo chiuse tutto con una serrata che è rimasta in piedi per mesi, mettendo in ginocchio l’industria turistica, ora le serrate ed i coprifuoco sono a carico dei governi locali.

La terza ondata è scoppiata poco prima del capodanno thai quando il governo thai pensava di aprire in modo mirato al turismo internazionale ed il premier disse allegramente “accada quello che sia” lasciando ai governi locali il compito di prendere le misure negative.

Con il crescere delle infezioni, delle morti e delle proteste per l’incapacità del ministro della sanità Anutin, Prayuth ritorna alla carica accentrando ancor di più i poteri come se quelli che ha non siano sufficienti.

E’ stata introdotta tra l’altro a Bangkok ed altre 46 province una multa salata da oltre 600 euro per chi non indossa in pubblico la mascherina, ma lo stesso Prayuth è stato multato per non averla indossata in una riunione di governo. Nè aiuta l’atteggiamento dei reali che in un video appaiono senza mascherina al ricevimento dell’ambasciatore inglese.

Sono stati chiusi i centri di intrattenimento, i giardini pubblici, piscine, asili e le scuole, ma non sono stati chiusi i grandi centri commerciali ed i ristoranti.

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