19 morti a Morowali in una fonderia di nichel in Indonesia

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In una fonderia di Nichel a Morowali sono morti 13 lavoratori per un incendio con esplosione durato 12 ore

Da alcuni anni l’Indonesia ha scelto di trattare i minerali di nichel, estraendo e raffinando il metallo piuttosto che esportare il minerale tal quale, di cui possiede la maggiore riserva di Nichel al mondo. Ha messo al bando le esportazioni del minerale grezzo per diventare il principale fornitore di Nichel al mondo creando anche posti di lavoro e sviluppando una vera economia.

Con l’avvento della mobilità elettrica il Nichel è diventato un nuovo metallo prezioso perché è molto usato nelle batterie di veicoli elettrici, come nelle batterie di telefonini, diventando una merce preziosa su cui si avventano Cina e USA e non solo.

Quale sia il costo reale di questa corsa per favorire il taglio delle emissioni da combustibili fossili è tutto ancora da valutare bene. Ed in questa valutazione si devono considerare gli incidenti sul lavoro negli impianti di trattamento dei minerali di Nichel come quello accaduto di recente nell’impianto della Tsingshan Stainless Steel a Marowali nelle Sulawesi Centrali.

A Marowali sono morti 13 lavoratori, nove indonesiani e quattro cinesi, mentre sono rimasti feriti altri 38 lavoratori per l’incendio di materiali infiammabili durante alcuni lavori sul forno dove erano presenti ancora residui fusi.

Secondo le indagini preliminari l’incendio scoppiato alle 5,30 di mattina è stato domato 12 ore dopo nella struttura di Marowali della PT Indonesia Morowali Industrial Park (IMIP), una joint venture tra il gruppo cinese Tsingshan Steel Group e l’indonesiano Bintang Delapan Group, che occupa un’area di 2000 ettari dove lavorano 81mila persone di cui diecimila lavoratori cinesi.

Questo incidente del lavoro non è il primo nell’impianto di Morowali e nelle Sulawesi dove dal 2019 al 2023 sono morti 30 lavoratori, mentre nel IMIP sarebbero una ventina.

Secondo Mining Action Network, andrebbero riviste sia come è applicata la sicurezza che il sistema sanitario all’interno dell’impianto e negli impianti del Nichel perché questo incidente è sì grosso ma non è il primo.

La sezione provinciale del ministero del lavoro inizierà quanto prima un’indagine ufficiale su quanto accaduto.

A venire a sostenere questa ambizione industriale è giunta la Cina con il trasferimento di tecnologia ed ha aiutato a creare posti di lavoro e a sviluppare infrastrutture locali, lasciandosi dietro però sia un notevole degrado ambientale che il conflitto sociale, facendo peggiorare anche le condizioni di lavoro negli impianti.

A questi investimenti bisogna aggiunger quelli legati alla Via della Seta, BRI, che hanno portato ad un totale di 42mila lavoratori cinesi, 44% della manodopera costituita di expat.

Dopo l’incidente sono esplose le proteste che chiedono sia aumenti salariali che misure di sicurezza per questa industria in rapida espansione.

“Domandiamo un’indagine esaustiva degli incidenti sul lavoro accaduti al IMIP. Chiediamo anche un aumento della paga del 20% oltre al risarcimento equo per i lavoratori che si sono dovuti fermare temporaneamente. Bisogna fermare la produzione di Nichel prima che ci sia un’indagine completa” hanno detto dei lavoratori.

Secondo il portavoce della IMIP la compagnia migliorerà le misure di sicurezza ma “non sarà possibile fermare gli impianti. Dopo l’incontro avuti con i lavoratori, hanno capito e sono tornati al lavoro”.

Ma vista l’alta richiesta di Nichel che fa espandere molto l’industria è probabile che la prima vera vittima di questa esplosione sarà proprio la sicurezza dei lavoratori a spese dei lauti profitti che si generano nel frattempo.

Ed infatti molti lavoratori hanno paura di tornare al lavoro dopo questo incidente

“Abbiamo paura di lavorare. Non vogliamo diventare le vittime a causa della poca sicurezza nella fabbrica” dice un lavoratore che ha chiesto l’anonimato. “Vogliamo assicurazioni che la nostra vita valga di più dei 40 mila euro” che la compagnia pagherà alle famiglie dei lavoratori morti nell’incendio.

Secondo le prime notizie da verificare e rafforzare la fonte dell’incendio è stato un forno difettoso attorno a cui erano state sistemate bombole di ossigeno necessarie per la saldatura, depositi che poi sarebbero esplosi durante l’incendio.

In un editoriale del Jakarta Post sui 19 lavoratori uccisi nell’esplosione di una fonderia di nichel della PT Indonesia Tsingshan Stainless Steel (ITSS) in Morowali, si legge tra l’altro:

“Nell’attendere il risultato delle indagini di questo scoppio mortale ci rimangono alcune domande assillanti sulle leggi e regolamenti della sicurezza del lavoro in Indonesia legate all’industria mineraria.

Mentre il governo spinge a sviluppare il settore di raffinazione dell’estrazione incoraggiando le imprese ad aprire fonderie ed ad offrire ottimi incentivi, l’incidente di domenica ci ricorda dell’importanza di regolamenti che proteggono salute e sicurezza del lavoro specie nei lavori di per sé pericolosi.

L’incidente ha portato alla perdita tragica di vite che avranno un grande impatto sulle famiglie e le comunità dei lavoratori oltre che sulla forza lavoro industriale nel complesso.

Ha anche portato a perdite economiche per l’impresa che è stata costretta a chiudere la fonderia a causa delle indagini. Ci potrebbe essere un altro danno di reputazione per il governo e la sua capacità di controllare le grandi imprese minerarie. Perciò l’indagine deve essere indipendente e credibile. Le prime voci hanno detto che l’incendio è scoppiato mentre un gruppo tecnico era intento a riparare il forno…

Nel salutare l’impresa per il risarcimento annunciato per le famiglie dei lavoratori, speriamo che che l’impresa sarà altrettanto trasparente durante le indagini e sui risultati.

La ITSS è una sussidiaria del Tsingshan Holding Group cinese, uno dei maggiori produttori al mondo di acciaio inossidabile e di nichel. Poiché tra le sue operazioni include USA, India e Zimbawe ci si attende che la compagnia tenga alti gli standard globali per sicurezza del lavoro e salute oltre che ambientali anche qui in Indonesia.

La ITSS è una delle numerose filiali cinesi che hanno avviato attività, tutte legate al nichel, nel vasto Indonesia Morowali Industrial Park (IMIP). L’IMIP è uno dei pochi nuovi parchi industriali che dimostrano la serietà del governo nello sviluppo del settore minerario a valle dell’Indonesia.

Lo sviluppo delle fonderie di nichel sostiene l’ambizione dell’Indonesia, il più grande produttore di nichel al mondo con riserve di circa 21 milioni di tonnellate, di diventare un polo produttivo regionale per veicoli elettronici e batterie. La politica di sviluppo a valle del governo ha portato a massicci investimenti nel settore minerario del nichel, soprattutto da parte della Cina, per integrare il settore manifatturiero locale.

Le aziende occidentali e giapponesi, comprese quelle che operano in Indonesia da decenni, sono state riluttanti e lente a cogliere questa opportunità e a partecipare alla scalata industriale dell’Indonesia, da semplice fornitore di materie prime a esportatore di prodotti manifatturieri.

Se da un lato accogliamo con favore il contributo di queste imprese a valle in termini di valuta estera alle casse del Paese e la creazione di posti di lavoro e di reddito per la nostra popolazione, dall’altro non dobbiamo mai perdere di vista le nostre responsabilità di regolamentazione e supervisione, affinché esse rispettino gli standard accettati a livello globale in materia di lavoro, sicurezza e salute dei lavoratori e ambiente.

Le miniere e i minerali sono industrie di esportazione, quindi dovremmo puntare alla loro adesione agli standard più elevati, compresa l’imposizione di standard ambientali, sociali e di governance (ESG) ancora più severi. Il tragico incidente di domenica a Morowali è un campanello d’allarme per dare un’altra occhiata ad alcuni articoli su questi standard nella Legge per la creazione di posti di lavoro del 2023.

La legge è stata approvata in fretta e furia dalla Camera dei Rappresentanti con poche consultazioni pubbliche e la versione originale approvata nel 2020 è stata respinta dalla Corte costituzionale. La versione emendata in seguito alla sentenza della Corte è stata approvata all’inizio di quest’anno con un ordine esecutivo presidenziale, ma non ha migliorato le numerose carenze individuate dai gruppi di lavoratori e ambientalisti.

Non c’è nulla di male nel redigere una legge per attirare gli investimenti di cui il Paese ha bisogno, ma non dovremmo barattare la vita dei lavoratori in nome dei profitti aziendali o dell’economia.

Thejakartapost.com https://www.thejakartapost.com/opinion/2023/12/28/workers-safety-first.html.

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