1MDB, un fondo per tutte le stagioni malesi

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L’epicentro dello scandalo finanziario di 1Malaysia Development Berhad, 1mdb, si sposta in continuazione. Politici e gruppi della società civile malese attendono le indagini indipendenti e la giustizia applicata per le accuse straordinarie di irregolarità finanziarie nel fondo creato dal primo ministro Najib Razak.

Ma sempre di più la rabbia generale è costantemente deviata attraverso la lente dei media e dei politici ossessionati da una battaglia suprema tra Najib e la sua nemesi Mahatir Mohamad di cui è noto e documentato il desiderio di vedere la fine di Najib e la promozione del figlio Mukhriz all’interno del governo.

Scandalo 1MDB

Questa idea è stata dedotta da un ex primo ministro Musa Hitam che ha chiamato il novantenne Mahathir come “il terminator dei politici” il quale prima o poi avrà ragione nel cacciare dall’ufficio Najib. Gli altri due furono il primo primo ministro malese e rispettato Abdul Rahman, che si dimise dopo gli scontri razziali del 1969, ed il predecessore i Njib Badawi, costretto a lasciare la politica nel 2009.

Sia Najib che 1MDB hanno negato con forza le accuse secondo cui furono fatti affluire in due conti bancari di Najib presso la AmBank 700 milioni di dollari, dei quali 680 giunsero poco prima delle elezioni del maggio 2013.

Sia Najib che 1MDB accusano Mahathir, che è stato primo ministro per 22 anni, di aver causato il guaio a fini politici propri. Benché questo sia vero, chiaramente Najib accusa tutti tranne se stesso.

Najib inoltre accusa di denunciare Sarawak Report e Wall Street Journal per aver denunciato la storia, e potrebbe anche farsi una bella sommetta indipendentemente dalla verità dietro questo scandalo. Comunque la verità non è necessariamente una difesa nella diffamazione.

Per vincere deve solo provare che la sua reputazione è stata danneggiata dalle accuse che centinaia di milioni di dollari furono spostati nei conti che portano il suo nome. Quindi una vittoria del genere nei tribunale non prova necessariamente che le denunce sono sbagliate.

Le denunce dei due giornali sono state sensazionali ed hanno portato a richieste ripetute di dimissioni di Najib. I documenti relativi sono stati consegnati alla Procura dello Stato Malese riguardo alle accuse e al fondo senza soldi che deve ai creditori oltre 11 miliardi di dollari.

Il Wall Street Journal per bocca del suo responsabile di Hong Kong ha confermato il rapporto e dice che “le tracce che abbiamo portano ai conti bancari col nome del primo ministro.” Ed aggiunge: “Siamo stati molto attenti e crediamo che le indagini ed i documenti che abbiamo sono forti e giungono da indagini fatte bene e non indagini politiche”.

Ovviamente è stata lanciata la caccia alle streghe su chi abbia diffuso l’informazione al WSJ e a Sarawak Report. Ma quella prova potrebbe essere stata lanciata anche da un blogger noto in esilio, Raja Petra Kamarrudin , che avrebbe fatto i nomi di tre rappresentanti della Banca Centrale che sarebbero sotto indagine per aver passato notizie confidenziali.

Raja Petra avrebbe detto che le accuse erano parte di una disegno più vasto per cacciare Najib e che forse lui potrebbe non essere l’ultimo beneficiario del denaro. Nel frattempo secondo Citizens For Accountable Governance Malaysia (CAGM) quel denaro era parte del sistema di “oleare la ruota” del sistema elettorale creato da Mahathir.

“CAGM può affermare, secondo i documenti della corte in nostre mani, che i milioni del conto di Najib presso la AmBank furono usati per sostenere i partiti componenti della coalizione BN nella corsa alle elezioni generali del 2013.” ha detto il presidente del CAGM Mohamad Zainal Abidin.

Eppure le ambizioni poltiche di Mahathir, le minacce di denunce, la caccia alle streghe e le accuse sono secondari rispetto al gioco principale e alla minaccia maggiore all’ UMNO che ha governato sin dal 1957, anno dell’indipendenza malese, attraverso la coalizione del BN.

L’incapacità di Najib di rispondere alle accuse pienamente ed onestamente resta il suo impedimento maggiore. Altre accuse dicono di centinaia di migliaia di dollari depositati in conti bancari legati alla moglie di Najib, Rosmah Mansor, che resta una figura profondamente impopolare e divisiva della politica malese.

“Invece di predicare l’integrità dei servitori pubblici o di quotare editti religiosi per mettere al sicuro la sua immagine malandata, è imperativo che Najib, Rosmah e i membri della famiglia dichiarino i loro bilanci pubblicamente, e facciano conoscere i dettagli bancari che ora sono sotto un’indagine accurata” dice Cynthia Gabriel del Centro di Lotta Alla Corruzione.

Luke Hunt, Thediplomat

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