20 persone uccise da gruppo separatista papuano in Indonesia

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Almeno venti persone sono state uccise la scorsa settimana nella provincia orientale dell’Irian Jaya da un gruppo separatista papuano che sostiene si trattassero di soldati travestiti da lavoratori.

A condurre questo ed altri attacchi sarebbe l’Esercito di Liberazione nazionale di Papua Occidentale, TPNPB, guidato da Egianus Kogoya, che è il figlio di Silas Kogoya che guidò il TPNPB negli anni 90.

Le persone morte erano soldati del genio militare indonesiano che dovevano costruire strade e ponti nell’area di Mbua del distretto di Nduga, secondo il portavoce dell’insorgenza Sebby Sembon.

“E’ stato uno scontro a fuoco e non esecuzione. TPNPB segue i lavoratori a Kali Awarok e Kali Yigi ed erano membri del genio militare, non lavoratori civili”

“Tutte le armi che abbiamo le abbiamo prese alla polizia ed i militari” ha aggiunto Sebby Sembon.

I militari hanno confermato che il gruppo di Egianus ha un po’ di armi di livello militare compreso alcuni fucili.

“Alcune della armi sono state tolte dai nostri soldati e dalla polizia” ha detto il portavoce militare il quale ha anche detto che alcune armi invece vengono da fuori il paese.

“L’attacco del TPNPB era stato preparato. Abbiamo dichiarato guerra all’inizio del 2018” ha detto Sebby il cui gruppo opera principalmente sulle alture centrali di Papua. Secondo Sebby Sembon ci sarebbero stati dei feriti nell’insorgenza ma nessun morto.

Secondo il capo di stato maggiore indonesiano Tito Karnavian si trattava di 19 lavoratori ed un soldato.

La polizia papuana aveva detto che i ribelli avevano ucciso 31 lavoratori (e non 20 come detto dai militari) che stavano costruendo strade e ponti che fanno parte del progetto di Joko Widodo per migliorare le infrastrutture della provincia papuana dove mancano strutture elementari di collegamento.

I militari dicono che sarebbero una ventina i separatisti coinvolti nell’attacco a Nduga dove sono giunti 169 militari per recuperare i cadaveri delle 20 persone.

Per i militari questo è l’attacco più mortale lanciato recentemente in Indonesia.

Secondo un eximpiegato dell’agenzia di stato di costruzione lo scorso anno si era raggiunto un accordo tra ribelli e i lavoratori delle costruzioni secondo cui ogni 24 novembre del mese i lavoratori avrebbero lasciato i dormitori per permettere i festeggiamenti dell’indipendenza papuana il primo dicembre.

“Mi spiace. Perché erano ancora nel campo anche se era chiaro che il campo doveva essere evacuato a cominciare dal 24 novembre?” ha detto il lavoratore.

Il presidente Jokowi ha detto di aver ordinato la cattura dei responsabili dell’attacco che ha definito barbarico.

“Sottolineo che non c’è posto per gruppi criminali armati a Papua e in tutto il paese” ha detto Joko Widodo che ha detto che il progetto infrastrutturale a Papua di una strada da oltre 4000 chilometri, la TransPapua, continuerà.

L’ex capo dei militari Moeldoko ha definito l’attacco un atto di terrorismo operato dal Movimento di Papua Libera, OPM, che combatte per l’indipendenza dagli anni 60 quando la provincia fu annessa quasi con la forza all’Indonesia. Il TPNPB sarebbe, secondo il generale, il suo braccio armato.

“Agite in modo professionale e secondo un criterio di proporzionalità. Non siate tentati di agire in vendetta.”

Il presidente della Commissione nazionale dei diritti umani Ahmad Taufan Damanik ha invitato le autorità a risolvere questa inchiesta secondo le regole di legge e dei principi dei diritti umani.

“Il governo deve fare degli sforzi di prevenzione coinvolgendo istituzioni e comunità perché tali eventi non accadano più”

Papua è la regione più orientale dell’Indonesia e la più povera nonostante la ricchezza delle risorse naturali. E’ una zona dove i giornalisti stranieri non possono accedere per presunti rischi sulla loro sicurezza.

(Benarnews.org)

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