2018 Thailandese: democrazia nella morsa tra militari e Re Rama X

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Il 2017 segna un’altra data fondamentale nella politica thai. Il paese è entrato nella nuova fase della vita politica con la fine ufficiale dell’era magica di Re Bhumibol. La dipartita del compianto re lascia un grande vuoto da riempire, ed il paese attende incerto di vedere come procederà il regno di Vajiralongkorn.

Re Bhumibol scomparve ad ottobre 2016 ed il periodo di lutto è durato un anno culminando nel funerale reale tenutosi in uno spazio pubblico di fronte al Grand Palace. Il 26 ottobre del 2017 Bhumibol fu finalmente cremato.

La memoria collettiva dei thailandesi ricorda vivamente il re riverito, la cui scomparsa ha visto una considerevole ansia per l’arrivo di un nuovo e controverso monarca e la possibile instabilità che si potrebbe accompagnare alla sua transizione al potere.

Vajiralongkorn, figlio di Bhumibol, è asceso al trono meno di due mesi dopo la morte del padre. Alcuni analisti previdero che Vajiralongkorn sarebbe stato un re debole dominato da militari forti a causa di una mancanza di autorità morale e di divinità. Ma il nuovo re ha dimostrato che questi analisti si sono sbagliati.

Persino prima della scomparsa di Bhumibol, Vajiralongkorn ha combattuto per liberarsi dei suoi nemici dal palazzo, come coloro che hanno creato legami forti col padre. Ha ridotto ai minimi termini il consiglio della corona, il motore che reggeva la rete della monarchia, togliendo loro la responsabilità principale di consiglieri del re.

Questo cambio nel Consiglio della Corona ha indebolito la posizione del suo presidente, il generale Prem Tinsulanonda, ex primo ministro e comandante dell’esercito, conosciuto come un nemico acerrimo di Vajiralongkorn.

Il nuovo Re richiese anche un emendamento alla costituzione dei militari, nonostante fosse stata già approvata in un referendum pubblico, che gli permettesse di decidere egli stesso se avrebbe dovuto nominato un reggente mentre era all’estero. L’articolo rivisto permette al re di risiedere a Monaco, dove preferisce spendere la maggior parte del tempo e da dove ‘governa’ ancora la Thailandia.

Un altro sviluppo importante dentro il palazzo è stato l’emendamento della legge delle Proprietà della Corona che ha dato a Vajiralongkorn il controllo totale dell’Ufficio della Proprietà della Corona, l’agenzia che controlla le proprietà miliardarie della monarchia. L’emendamento fu approvato dal parlamento fantoccio a luglio 2017.

Senza dubbio, Re Vajiralongkorn ha iniziato a consolidare il proprio potere con l’appoggio dei militari. Sembra che le due più importanti istituzioni del paese, monarchia e militari, abbiano tentato di stabilire una relazione di lavoro costruttiva per rafforzare i loro interessi consolidati, per lo meno durante questo periodo critico di transizione reale.

Fuori del palazzo, i militari che controllano il governo hanno lavorato per raggiungere due obiettivi: eliminare i propri nemici politici e legittimarsi come attori politici.

La nuova costituzione dei militari è stata pensata per impedire che grandi partiti politici, come quello di Thaksin Shinawatra, di ritornare al potere. Le prossime elezioni politiche, di conseguenza, saranno qualcosa in gran parte già orchestrata. Il senato sarà probabilmente dominato dai militari, poiché un certo numero di seggi sono riservati ai loro generali. Questo spiega perché molti thailandesi non sono entusiasti delle elezioni generali previste a novembre 2018.

L’opposizione è stata presa di mira direttamente. L’ex primo ministro Yingluck è sfuggita ad una condanna al carcere fuggendo per precauzione all’estero. Fu dichiarata colpevole di negligenza nel caso del progetto di sostegno al prezzo del riso e condannata a cinque anni di prigione in contumacia.

L’ala democratica delle magliette rosse vicine agli Shinawatra fu soppressa in modo duro. Il militante studentesco Jatupat Pai Daodin fu messo in prigione per aver condiviso un articolo della BBC sulla biografia del nuovo Re, la sola persona imprigionata tra gli oltre 2000 che condivisero quello stesso contenuto.

Il verdetto politico contro Yingluck e gli attacchi contro i sostenitori della democrazia in Thailandia rivelano una prospettiva triste per la riconciliazione tra tutti i partiti in questione.

Nel frattempo, i militari continuano a rafforzarsi con l’aumento della spesa militare e l’acquisto di nuovi sistemi d’arma, nonostante la critica pubblica su queste questioni. All’inizio dell’anno il governo militare acquistarono 28 carri armati VT4 e 34 trasportatori armati di personali dalla Cina, firmando poi l’accordo da 390 milioni di dollari per acquistare un sottomarino cinese a maggio. Il pagamento avverrà in sette anni. Poi a giugno ha acquistato elicotteri dagli USA in accordi che furono sospesi dopo il golpe 2014.

Con i militari che fanno passi per rafforzare la loro presa sul potere ed il nuovo re attivo in politica che si muove in modo fermo, il futuro della Thailandia non è definito.

Il 2018 metterà alla prova la longevità delle relazioni interdipendenti tra militari e Vajiralongkorn.

Se si si garantisce la longevità di questa relazione, per la democrazia ci vorrà qualche altra contraddizione.

Pavin Chachavalpongpun, EAF

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