Continua la guerra civile birmana e non se ne vede la fine

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Finisce il secondo anno ma continua la guerra civile birmana senza che si possa intravedere un cambio di situazione di mutuo beneficio.

Entrambi i campi avversari, l’alleanza etnica e democratica contro la giunta militare del SAC, sono in conflitto perché dicono di fare la cosa giusta e perché per loro è una necessità di sopravvivenza.

La posizione della alleanza etnica e democratica è che il SAC è il maggiore ostacolo per la creazione di una unione democratica federale ed è perciò da estirpare per poterla realizzare.

Da parte sua il SAC e la classe militare pensa di dover fare di tutto per stare sulla sommità della struttura di potere che prende le decisioni, perché è il solo modo per mantenere la sua supremazia nell’arena politica e proteggere i propri interessi istituzionali, politici ed economici.

guerra civile birmana

Sono posizioni polarizzate senza possibilità di negoziato di parti che si definiscono a vicenda “organizzazione terroristica”.

Esaminiamo la situazione sul campo nel 2022 per prevedere qualcosa sul prossimo 2023.

Stati etnici

… Le Organizzazioni armate etniche, OAE, le possiamo dividere in quattro classi.

La prima è quella che simpatizza per i Bamar e i gruppi di opposizione democratica aiutandoli nell’addestramento e nell’equipaggiamento armato. La seconda è quella degli indifferenti che vedono il conflitto Bamar come una lotta tra NLD e SAC e non vogliono prenderne parte. La terza è quella di chi vede questo conflitto come opportunità per allargare i propri territori per arrivare meglio posizionati ad un tavolo del negoziato con un’attitudine da “batti il ferro quando è caldo”. La quarta è di quelli che hanno firmato il cessate il fuoco del 2015 e sostengono di essere intenti al dialogo e non alla guerra e non vogliono essere trascinati nel conflitto.

Stato dell’Arakan

Ad ottobre 2020, prima delle elezioni, fu firmato un cessate il fuoco tra Arakan Army, AA, e militari birmani che dopo il golpe di febbraio 2021 cominciò ad andare verso la rottura. I primi scontri minori apparvero nel periodo febbraio-maggio 2022 quando la giunta militare non apprezzò l’espansione amministrativa da parte di AA vedendola come rivale al suo sistema di governo militare, tra cui il reclutamento ed il rafforzamento. Ci furono arresti reciproci di funzionari e simpatizzanti con scontri di rappresaglia che si intensificavano.

A luglio del 2022 gli attacchi aerei dei militari birmani sulle posizioni di AA nello stato Karen fecero collassare il cessate il fuoco ed AA rispose con attacchi nelle regioni settentrionali dell’Arakan e Paletwa nello stato Chin.

Il 26 novembre AA e SAC raggiunsero un cessate i fuoco umanitario mediato dal giapponese Sasakawa del Nippon Foundation senza però un quadro temporale e con condizioni vaghe. Secondo un rapporto di ISP Myanmar ci furono 48 scontri armati tra febbraio e novembre 2022.

Stato Chin

Le forze di resistenza Chin sono attive sin dal golpe militare nel resistere alle forze del SAC ed hanno formato il 30 settembre 2021 il CDF, forze di difesa dello stato Chin, che poi fu rinominato in CJDF Comitato di difesa congiunto dello stato Chin a cui partecipano tutte le forze di difesa Chin delle varie città e province.

Per tutto il 2022 sono continuati gli scontri iniziati dopo il golpe nelle nove cittadine dello stato riuscendo ad impedire il controllo dello stato ai militari birmani che riescono a tenere una presenza nelle aree urbane sotto gli attacchi continui della resistenza.

“Quando si parla di controllo territoriale si deve anche parlare di sostegno popolare. Prima di tutto possiamo dire di godere del sostegno totale del popolo Chin perché la sua maggioranza vive nelle campagne. Così la gente è dalla nostra parte. Le forze del CNA e CDF cooperano nelle aree rurali di tutte le nove cittadine fino alla regione del Sagaing… Abbiamo oltre il 70% della terra sotto il nostro controllo. Operano già le nostre strutture sanitarie ed educative nelle aree rurali” ha detto Salai Htet Ni del CNF a Burma News International il 22 novembre.

Ci sono stati 588 scontri armati nello stato Chin tra 1 febbraio 2021 e 15 novembre 2022, secondo ISP Myanmar. Secondo CJDC tra febbraio e agosto 2022 ci sono stati 291 scontri in cui sono morti 73 del CJDC con altri 20 feriti mentre il SAC ha avuto 1124 morti 68 feriti. Feriti anche 15 civili.

Stato Kachin

Il KIA, esercito indipendente Kachin, combatte contro il SAC dal 2009 continuando dopo il golpe del febbraio 2021 quando ha cooperato con le forze della giunta militare dando rifugio ai militanti democratici e ai parlamentari scappati al golpe. Ha anche addestrato ed armato le forze di opposizione di tutto il paese e da Sagaing, Magway e Mandalay.

Da allora coopera nella parte settentrionale di Sagaing con le forze locali di difesa da loro addestrati ed equipaggiati allo scopo di tagliare le linee logistiche dei militari birmani. Controlla inoltre almeno 5000 persone del KPDF mentre mette in campo da solo 20mila soldati e milizie con i quali attacca le imbarcazioni dei militari lungo il fiume Ayeyarwaddy che portano uomini e mezzi.

Il KIA opera anche nelle aree di Namkham-Muse e Kutkai dello stato Shan settentrionale dove nacque nel 1961 l’insorgenza Kachin. In tutto il KIA ha almeno 52 battaglioni che operano in diverse città del Kachin.

Secondo ISP Myanmar dal 1 febbraio 2021 al 15 novembre 2022 ci sono stati 213 scontri nel Kachin ma non si conoscono le perdite di entrambe le parti, come avviene da sempre. Dopo l’attacco aereo dei militari birmani a A Nan PA quando furono uccisi 70 civili durante un concerto, il KIA per bocca del generale Gun Maw ha detto che il popolo Kachin combatte al fianco del NUG con cui coopera per eliminare la dittatura militare e stabilire un’unione federale democratica.

Stato Shan

Il teatro di guerra nello stato Shan è il più complicato e sofisticato. Nella parte settentrionale ed orientale operano OAE che non hanno firmato il cessate il fuoco come UWSA, NDAA, MNDAA, TNLA, SSPP e KIA. Di questi TNLA, MNDAA e KIA combattono ad intermittenza con il SAC mentre SSPP Shan State Progress Party raramente lo ha fatto e solo quando il SAC ha preteso che si ritirasse da 3 posizioni occupate nella parte meridionale. Ci sono stati scontri tra due eserciti Shan, RCSS e SSPP quando SSPP ha provato ad entrare nei territori del RCSS. RCSS ha chiesto aiuto al SAC per riavere i territori occupati dal SSPP da cui sarebbe partita la richiesta del SAC di abbandonare tre territori a meridione.

RCSS comunque il 10 ottobre 2022 ha proposto “di iniziare un dialogo con le parti interessate e confrontarsi per ridurre incomprensioni, costruire la fiducia e risolvere i problemi politici con mezzi politici per il bene del popolo Shan e l’Unione”. Proposta che ancora non ha risposta.

Un’altra zona di conflitto intenso è la punta meridionale dello stato Shan a confine con lo stato Kayah, Karen, a Pekon e Moebye e Taunggyi, mentre a nord le forze di difesa e TNLA dello stato Paulung si sono scontrati con i militari birmani.

La maggioranza delle OAE dello stato Shan non accettano il NUG e sono più inclini a seguire i propri interessi politici ed ad accrescere le aree di autogoverno, sebbene TNLA e MNDAA abbiano espresso simpatie per il NUG. Nello stato Shan gli scontri sono stati 291.

Stato Karenni o Kayah

Nel 2022 lo stato Karenni ha vissuto pesanti attacchi aerei insieme a continui bombardamenti di artiglieria e campagne di terra bruciata fatte dai militari birmani. Ma il KNDF delle forze di difesa afferma che nel 90% del suo territorio non ha più l’amministrazione militare e le forze della giunta non escono più dalle loro baracche neanche per andare nelle grandi città che dicono di controllare.

Gli agenti principali dei media sono Esercito Karenni e numerosi gruppi spontanei di resistenza. Il 6 aprile 2022 si è formato il KRU, unione rivoluzionaria Karenni, che unisce varie forze emerse dopo il golpe. Il viceministro della difesa del KNPP Khu Daniel il 5 dicembre ha detto a Myanmar Now che circa 80% di chi ha partecipato alla rivoluzione di primavera considera il capo di stato maggiore del KA come proprio. Pochi PDF sono con il NUG e KNPP lavora con chiunque sia contro il SAC.

… Secondo PKPF, forze popolari progressiste Karen, dal 1 febbraio 2021 al 30 novembre 2022 sono stati uccisi 284 civili, 116 persone sfollate, 184 della forza di resistenza in 545 scontri armati con 173 attacchi aerei. Sono stati distrutti 27 strutture religiose e 1293 case. 1656 militari del SAC sono stati uccisi, 58 veicoli e 278 civili detenuti. Ma secondo ISP Myanmar gli scontri nello stato Karenni Kayah sarebbero solo 339.

Stato Karen

Anche prima del golpe del 2021 la V brigata dell’Esercito di liberazione Karen si scontrava con i militari che provavano ad espandersi nella loro aree con costruzione e miglioramento di strade, nonostante il KNU avesse firmato il cessate il fuoco del 2015. Con il golpe la situazione cambia radicalmente perché il loro territorio diventa un santuario per i giovani che scappavano dalle città a cui il KNU dava addestramento militare ai giovani che tornavano a combattere nei loro territori.

L’attacco della giunta al villaggio di Lay Kay Kaw a dicembre 2021 che ospitava dissidenti democratici portò all’espansione del conflitto costringendo un riluttante KNU ad entrare nel conflitto civile che dal 2022 copre l’intero stato Karen, parti dello stato Mon, di Bago e Tanintharyi.

Secondo l’analista Ye Myo Hein i militari birmani hanno usato 50 battaglioni della XI divisione di fanteria leggera ed altri vari corpi tra cui le forze di Guardia della Frontiera.

KNU si crede schieri 20mila soldati mentre ci sono 10mila volontari delle forze di difesa popolare.

In 20 mesi da gennaio 2021 ad agosto 2022, secondo una dichiarazione del quartier generale del KNU ci sono stati scontri giornalieri tra le forze del KNU, KNLA, KNDO e le forze militari della giunta e della guardia di frontiera.

Ci sono stati 6356 scontri che hanno fatto 5125 morti tra i militari birmani e 4174 feriti con la distruzione di 9 grandi basi militari, mentre tra le forze Karen ci sono stati137 morti e 352 feriti.

Ci sono stati 4456 attacchi mirati contro la popolazione civile con 117 attacchi aerei che prendevano di mira le forze della difesa Karen e i villaggi comportando la morte di 131 persone civili e 294 feriti. 412 persone civili sono state arrestate senza ragione ed usati come facchini e scudi umani.

Decine di migliaia di persone hanno dovuto perciò lasciare i villaggi a causa degli attacchi e ripristinare i luoghi di lavoro in aree più sicure. La maggioranza di loro era fatta di bambini, anziani e disabili. Solo a novembre 2022 ci sono stati secondo il KNU 300 scontri con la morte di 333 soldati e 237 feriti. 30 persone del KNU sono stati uccisi ed altri 68 feriti…

Secondo ISP Myanmar ci sono stati 4394 scontri armati, il numero maggiore nel paese, registrati tra 1 febbraio 2021 e 15 novembre 2022.

Stato Mon

Nello stato Mon si possono distinguere tre categorie. Chi è alleato con la giunta del SAC, chi è impegnato nei colloqui di pace e chi resiste alla giunta e la combatte.

Nella prima categoria rientra MUP che lavora con la giunta e MPDF che è diventata una milizia locale a favore della giunta.

Nella seconda categoria coinvolta nel colloquio di pace c’è NMSP che all’inizio era riluttante a partecipare per la pressione popolare a rigettarli. Poi ha deciso di parteciparvi facendo arrabbiare molti della popolazione Mon.

Nella terza categoria partecipano chi resiste alla giunta come MSICC che sta nel parlamento di riferimento del NUG, MDSF che opera con il NUG in due cittadine dello stato. Ci sono altri gruppi di resistenza che operano insieme al KNU perché vicini allo stato Karen…

Secondo ISP Myanmar tra il 1 febbraio 2021 e 15 novembre 2022 ci sono stati 244 scontri armati.

Conflitti in sette regioni

Le regioni di Sagaing, Magway, Mandalay, Bago, Ayeyawaddy, Yangon e Tanintharyi sono in rivolta contro la giunta. La Zona Secca che include una combinazione delle prime tre regioni è l’epicentro della resistenza della maggioranza Bamar mentre le altre regioni sono meno coinvolte.

Teatro di guerra della Zona Secca

Senza dubbio la Zona Secca, che include Sagaing, Magway e Mandalay ed è popolata dall’etnia Bamar, è un epicentro della resistenza del popolo Bamar contro la dittatura militare. Qui la resistenza è iniziata appena dopo il golpe militare con una resistenza armata diffusa e con la disobbedienza civile che continua. La giunta ha risposto facendo terra bruciata con truppe consistenti che usavano artiglieria, veicoli armati e attacchi dal cielo per colpire le forze di resistenza del PDF sotto l’egida del NUG e di altri gruppi indipendenti.

“Oltre al Tatmadaw gli agenti del conflitto nella Zona Secca sono le milizie Pyusawhti legate al SAC ed i PDF anti SAC, che sono forze civili buddiste Bamar senza esperienza di combattimento. Qui non c’è presenza importante di OAE. Qui le forze non sono uguali: mentre il Tatmadaw rinforza i Pyusawhti con armi pesanti, veicoli armati ed aerei, le forze PDF usano esplosivi improvvisati, armi che improvvisate e piccole armi. Eppure non si vede una vittoria decisiva del regime ma la regione vive una dolorosa guerra di attrito. I PDF fanno piccoli passi avanti con imboscate alle colonne militari, migliorando gli armamenti e migliore organizzazione persino mentre il SAC da fuoco alle comunità che sostengono le PDF. Per PDF e Pyusawhti la lotta è esistenziale. La Zona Secca mostra come il golpe ha destabilizzato le relazioni sociali giornaliere con le comunità che si dividono lungo le linee del conflitto disegnando una mappa di villaggi pro Sac e anti Sac.” scrive IISS il 10 giugno 2022.

Gli attori che si scontrano sono da una parte il SAC e Pyusawhti e dall’altro PDF e gli alleati del KIA e CNF nel Sagaing insieme ad AA a Magway dove addestra e dà armi ai PDF.

Secondo Ye Myo Hein le forze di difesa emerse dopo il golpe sono PDF, Forza di difesa locale LDF e Team di difesa popolare, o PaKhaPha/PDT. PDF sono legate al NUG ed operano secondo un comando unico con alcune OAE, mentre LDF operano in autonomia e localmente, e PDT sono unità di guerriglia per la difesa locale insieme al LDF. PDF operano su più cittadine o regioni. Ci sarebbero 65mila militari nel PDF di cui il 20% ha armi di grado militare, il 40% di armi fatte in proprio. Ad ottobre 2022 c’erano 300 battaglioni di PDF da 200 a 500 uomini l’uno.

“I PDF nelle aree etniche sono comandate o affiliate alle OAE. KPDF sotto il comando del KIA, il CDF sotto il comando di CJDC e KNDF è legato al Karenni Army del KNPP. Ci sono tre comandi di divisione militare MDC. Circa 200 unità PDF operano sotto MDC1 nel Kachin, Zona Secca e Chin. Circa 50 unità PDF operano nelle aree MDC 2 e 3 che gestiscono le operazioni negli stati Karen e Karenni.”

Secondo il NUG ci sono 401 unità LDF ad aprile 2022 e le ultime stime parlano di 30mila persone. SI finanziano da soli con le donazioni di comunità e della diaspora ed usano armi fatte in proprio sebbene alcune unità hanno legami con armate etniche che fanno addestramento e danno armi. LDF operano secondo modalità di guerriglia con mine, scontri brevi, sabotaggio e omicidi mirati per negare il controllo del SAC sulle aree rurali.

Le PDT sono formate dal NUG e fanno guerriglia urbana addestramento di base per reclute logistica, mobilitazione pubblica e sostegno al PDF. Sono presenti in 250 delle 330 cittadine.

Per la Zona Secca l’IISS riporta un aumento crescente di dati di conflitto tra aprile 2021 e ottobre 2022 da 1 scontro di aprile 2021 alle 654 scontri di ottobre 2022.

Secondo ISP Myanmar, per il periodo 1 febbraio 2021 al 15 novembre 2022 ci sono stati 1333 scontri armati nella zona secca con 919 a Sagaing, 341 a Magway e 73 a Mandalay, posizionando la Zona Secca come la seconda zona per scontri armati nel paese.

Myanmar Now elenca le aree dove si sono avuti scontri armati e il livello di intensità per distretto e città…

Come dovunque nel Myanmar la situazione della guerra civile nella Zona Secca coinvolte offensive ella giunta con l’uso di bombardamenti di artiglieria, attacchi con Jet ed elicotteri e incursioni di sorpresa della fanteria insieme alle milizie Pyusawhti contro i campi dei PDF e LDF e la popolazione sospettata di sostenerli. La gran parte degli attacchi è rivolta alle città e villaggi facendo terra bruciata.

Le forze di resistenza attaccano di contro le posizioni della giunta e delle milizie quando possono con imboscate con mine e vari armi. Gli informatori della giunta, gli amministratori e facilitatori sono considerati obiettivi nemici e trattati di conseguenza.

Altre regioni

Le regioni di Bago, Yangon, Ayeyawaddy e Tanintharyi sono meno interessate dalla guerra civile birmana rispetto alla Zona Secca con maggiore intensità a Bago e Tanintaryi dove opera una brigata del KNU. …

ISP Myanmar dice che a Bago gli scontri armati sono stati 259, mentre a a Tanintaryi sono stati 107, Yangon 30, Ayeyawaddy 8 e Naypyidaw, la capitale, 1.

Dati della guerra civile birmana

Secondo la AAPP, associazione di assistenza ai prigionieri politici di base a Mae Sot, dal 1 febbraio 2021 fino al 23 dicembre 2022 sono stati isolati dalla giunta 900 case e strutture. Sono stati uccisi 2641 persone e militanti democratici. 13116 persone sono in carcere con 1778 già condannati. Ci sono 97 prigionieri nel braccio della morte a cui si aggiungono 42 condannati in contumacia. 24 persone sono state rilasciate su cauzione e 3542 persone sono state rilasciate.

L’ACLED al 21 ottobre 2022 ha documentato che 27063 persone sono state uccise dopo il golpe ma non c’è però una separazione tra civili e combattenti uccisi.

L’agenzia ONU OCHA il 3 dicembre 2022 ha detto che ci sonno 1,4 milioni di persone dislocate internamente delle quali 1,1 milioni dopo il golpe soltanto.

Tra maggio 2021 e novembre 2022 Data For Myanmar ha detto che sono state distrutte o incendiate 38383 proprietà civili. Fino al 30 novembre 2022 i militari hanno bruciato quasi 28 mila case nel Sagaing che è la regione più colpita, seguita da Magway con 7818 e 1475 dello stato Chin. Seguono 419 case nel Kayah, 414 nel Kachin, 133 nello Shan Meridionale. 119 nel Tanintharyi, 81 a Bago, 20 nel Karen e 13 nel Rakhine o Arakan.

ISP Myanmar ha documentato le morti da attacchi aerei che hanno fatto 216 morti. La più colpita è Hpakant con almeno 72 morti, seguita da Yinmabin 20, Depayin 20, Momauk 12, Kanbalu 12, Myinmu 8, Hpapun 8, Nyaungshwe 5, Kyaukkyi 5, Kutkai 5, Demoso 5, Kawlin 4, Myawaddy 3, Kawkareik 3, Thaton 2, Mingin 2, Minbya 2, Loikaw 2, Banmauk 2, Ye-U 1, Wetlet 1, Pauk 1 e Kani 1. Tranne che nella cittadina di Hpakant nel Kachin, dove morirono civili e truppe del KIA durante un concerto il 23 ottobre, le vittime sono per lo più civili.

Tra 1 febbraio 2021 e 15 novembre 2022, ci sono stati 7855 scontri nel paese dei quali 4393 nello stato Karen più colpito, seguito da Sagaing con almeno 919 scontri. 191 città sono state interessate da scontri armati.

Prospettive della guerra civile birmana

La resistenza al regime militare è diffuso in tutti gli stati e regioni se non nello stato Shan e nell’Arakan. Ma anche nello stato Shan settentrionale e meridionale si sono registrate sacche di resistenza mentre la giunta ha condotto grandi offensive contro il TNLA a dicembre prima della fine dell’anno. A fine novembre la giunta ha provato a spostare MNDAA o il Kokang dalle sue posizioni nello stato Shan settentrionale vicino al confine cinese senza successo. Anche il KIA si scontra di routine con la giunta. La parte meridionale dello stato Shan vicino allo stato Karenni sono zone attive del conflitto tra giunta e PDF e LDF attorno a Pekon e Moebye talvolta insieme al PDF Karenni.

L’Arakan Army dopo due anni di guerra tra 2018 e 2020 giunge ad un cessate il fuoco informale a novembre 2020 che dura fino a luglio 2022. Poi il cessate il fuoco si interrompe per quattro mesi fino a Novembre quando entra in vigore un cessate il fuoco umanitario mediato da Sasakawa. Resta da vedere quanto dura questo cessate il fuoco perché l’accordo è vago e non ha un quadro temporale definito.

Le Organizzazioni etniche armate del Chin, Kachin, Karenni e Karen e i loro gruppi di difesa sono schierate per “nessun negoziato, sradichiamo la dittatura militare” come massima priorità per creare una unione federale democratica. Lavorano insieme al NUG e questa tendenza va bene.

Nello stato Mon, la principale OEA NMSP vuole il negoziato con la giunta ed è fuori dalla resistenza, sebbene combattano contro la giunta nello stato Mon vari PDF locali e il KNU.

Per le sette regioni, l’epicentro della resistenza etnica Bamar è la Zona Secca con Sagaing, Magway e Mandalay. Nelle restanti regioni la resistenza è meno attiva. Nel Bago e Tanintharyi stanno crescendo i movimenti di resistenza con l’aiuto del KNLA che opera in aree adiacenti.

In breve tutto il paese resiste in modo militare al governo della giunta.

sagaing resistenza

Sul piano politico la giunta non è riuscita a sostituire Kyaw Moe Tun a cui di recente è stato permesso di mantenere la sua posizione di ambasciatore all’ONU per il NUG per un altro anno dal Comitato ONU sulle credenziali, sebbene questo non significhi un riconoscimento del NUG ma solo il preservare il seggio di un paese membro senza il sostegno ad uno dei due governi rivali, NUG o SAC.

Ma paesi come Cina, India, Russia e Thailandia si danno da fare per il riconoscimento della giunta a rappresentare il paese che però non è in accordo con la tendenza ONU a non riconoscere alcuno dei contendenti.

Mentre la Cina è cauta nell’apparire schierata troppo con la giunta, la Russia la sostiene a spada tratta. In una recente risoluzione del Consiglio di sicurezza che chiede la liberazione di tutti i prigionieri politici compresi Aung San Suu Kyi e U Win Myint, Russia, Cina e India si sono astenuti ma la risoluzione è passata con una maggioranza molto larga.

La Thailandia ha di recente tenuto un incontro informale con il ministro degli esteri del SAC Wunna Maung Lwin insieme alle controparti laotiane, cambogiane e vietnamite, stati comunisti autocratici rompendo l’accordo ASEAN di sul non fare nulla che sembri un sostegno alla giunta.

Inoltre la Camera degli USA ha approvato il 7 dicembre una versione mediata del NDAA approvata al senato il 15 dicembre, in cui si promette di dare assistenza non militare e di entrare in rapporti con le OAE del Myanmar e le forze di resistenza.

Il 23 dicembre il presidente Biden ha firmato la legge dando così per ora un primo aiuto psicologico all’opposizione democratica ed etnica, ma è ancora da capire cosa praticamente comporterà questa legge sul piano pratico.

Per il 2023 la giunta vorrà tenere assolutamente le elezioni generali insieme ad una campagna di annichilamento dell’opposizione nel paese ed instillare paura tra la popolazione per sottomettere con la paura la gente al suo governo. Questa doppia strategia sembra la strada su cui la giunta ha deciso di muoversi seguendo l’esempio da quanto fatto dopo il golpe e proseguendolo.

In una situazione così polarizzata tra le parti opposte nel paese, non sembra che la guerra civile birmana in corso si risolverà in qualche modo o terminerà, quanto piuttosto avrà un salto in avanti.

E politicamente combattere per la legittimità e il riconoscimento tra SAC e NUG continuerà all’ONU e nell’arena internazionale se si prendono come indicatori le tendenze attuali dell’anno.

San Wansai, Shannews.org

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