5 gli abitanti uccisi a Papua e 22 i feriti, distretto Paniai

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Sono 5 gli abitanti uccisi a Papua e 22 i feriti nel villaggio di Togokotu, del distretto Paniai di Papua, dopo che forze di sicurezza hanno aperto il fuoco su una folla di abitanti che protestavano anche ballando al Karel Gobai Field.

jokowi papua
5 gli abitanti uccisi a papua

Il sindaco del villaggio racconta che gli abitanti stavano ballando dopo aver dato fuoco ad una macchina scura che, la notte precedente, stava viaggiando ad alta velocità a fari spenti nel villaggio passando davanti  ad una capanna che rappresentava un presepe di natale. Dopo una breve lite tra i possessori dell’auto e i bambini vicino alla capanna a causa della guida spericolata, l’auto si sposta ad alta velocità verso la vicina base militare e ritorna piena di reclute che attaccano i bambini.
Poi tutto il villaggio si sposta verso Karel Gobai Field per sapere le ragioni di questi comportamenti ma i soldati hanno reagito in modo eccessivo pensando che sarebbero stati attaccati. Il capo villaggio esclude anche che gli abitanti abbiano attaccato la stazione di polizia.

Papua Peace Network ha detto che la polizia deve dare spiegazioni per le sue azioni contro i civili e i giovani della chiesa che non appartengono ad alcun gruppo armato o separatista. «I civili sono stati presi a colpi da arma da fuoco ed uccisi senza una ragione.Sono da ritenersi responsabili il capo della polizia di Papua e quello di Paniai. Queste azioni mostrano che la sicurezza ha trattato i residenti come nemici da eliminare piuttosto che da cittadini».

Il network ha anche chiesto che il presidente Jokowi crei un gruppo di indagine indipendente sui fatti accaduti che stabilisca l’identità di chi guidava quell’automobile e chi è coinvolto nella tortura di un ragazzino presso la capanna del presepe che poi ha condotto ai disordini di massa e alle morti. Le indagini devono anche condurre alle ragioni che hanno portato alla morte dei civili.

«Si spera che che le indagini saranno rese pubbliche ed aiuteranno ad avere soluzioni comprensive che possano porre fine agli atti violenti in Papua.» ha detto il responsabile del gruppo che ha ricordato che questa non è la prima volta, dalla dichiarazione dell’indipendenza nel 1969, che dei civili siano stati uccisi.
In questa occasione molti gruppi hanno condannato l’idea di Jokowi di istituire nuovi comandi militari regionali a Papua e Papua occidentale per paura che questo possa accrescere ancora di più a violenza. Jokowi porta la responsabilità di assicurare la libertà di espressione e di risolvere i casi di diritti umani violati nella regione. JakartaPost.com

Nuove presenze militari rischiano di peggiorare la situazione a Papua

Le uccisioni violente di manifestanti disarmati da parte delle forze di sicurezza a Papua ha diffuso la paura che sia iniziata una nuova era violenta nella regione più orientale del paese. Secondo molti analisti la violenza recente potrebbe essere stata alimentata da un ringalluzzito esercito nazionale, TNI, in seguito all’annuncio del presidente che sosteneva il piano militare d un nuovo comando regionale.

Secondo Adriana Elizabeth del Indonesia Institute of Sciences (LIPI) i militari potrebbero usare questo incidente come un pretesto per accrescere la loro presenza nell’area dove il Free Papua Movement, OPM, ha un qualche presenza.

«L’ultimo scontro potrebbe creare nuovi luoghi comuni sui papuani. La protesta è stata già attribuita al comando del gruppo separatista anche se la protesta era stata causata da abusi delle forze di sicurezza sui bambini
I militanti ed attivisti hanno rigettato il piano del governo di incrementare le presenza militare che non è necessaria e contro l’iniziale impegno di Jokowi di risolvere le annose questioni dei diritti umani del paese, molti dei quali sono accaduti proprio a Papua. Qui sono state uccise  oltre 16 mila persone dal 1969, quando si votò per l’unificazione con l’Indonesia con il fucile puntato alla tempia in quello che doveva essere «atto di libera scelta».
«Il piano di espandere il numero di comandi militari regionali a Papua è errato, disperato ed è un passo senza basi intrapreso dal governo di Jokowi nello sforzo di porre fine al conflitto nell’area.» ha detto Haris Azhar del Kontras. «Un piano che non sarebbe dovuto essere iniziato del tutto.»
Secondo Imparsial ci sono oltre 16 mila soldati nella regione, a cui bisogna aggiungere la polizia locale. Se si fa il conto sono di più le forze di sicurezza che la gente indigena. E’ una presenza militare simile a quella applicata ad Aceh dal 1990 al 1998, quando la regione di Aceh fu dichiarata dai militari regione di operazioni militari….
Il direttore di Imparsial ha detto che il piano era indicativo della poca comprensione da parte dello stato dei problemi che colpiscono la regione. «In aggiunta il piano di formare comandi militari regionali a Manado e Papua potrebbe distruggere l’attuale riforma militare. La riforma doveva raffinare la struttura militare, la cultura e la politica per poter diventare una forza di sicurezza nazionale. «Questo potrebbe essere anche un segno che il ruolo del TNI potrebbe regredire a quello che era nell’era Suharto».

«Impartial rigetta quindi il piano e invita il presidente a lasciar perdere la struttura del comando militare regionale in Indonesia.»

Una accresciuta presenza militare potrebbe esacerbare la violenza, ha detto il capo di Kontras. «Un numero addizionale di forze di sicurezza potrebbero far scoppiare più violenza alludendo a quanto successo a Pianiai.

Secondo la polizia questa violenza potrebbe essere stata orchestrata dal OPM che da decenni ha una insorgenza di basso livello in difesa della popolazione a maggioranza etnica Melanesiana della provincia di Papua.

Secondo Impartial la pianificata espansione militare indica che il presidente sta sulla stessa strada del predecessore nel vedere il problema di Papua come legato solo al separatismo. Dove è finita la promessa del presidente di risolvere le attuali e precedenti questuioni dei diritti violati come detto nella campagna elettorale?
La nomina a ministro degli interni di Ryamizad Ryacudu è stata vista con molto scetticismo a causa del passato del generale che guidò varie campagne militari proprio ad Aceh e Papua contro i Free Aceh Movement e contro il Free Papua Movement, con una lunga serie di violazioni di diritti umani sulla sua scheda personale. Basta questo secondo molti militanti ad escludere questa persona da quel dicastero.
Secondo Adriana del LIPI qualunque sia la ragione dietro le intenzioni dei militari di accrescere la potenza militare nella regione «si deve sottolineare una cosa: l’approccio delle agenzie della sicurezza non porrà fine alla violenza a Papua. C’è una valida preoccupazione che il presidente non comprenda quale sia veramente il problema. Questo indicherebbe che la gente attorno a Joko Widodo non gli dà adeguata informazione sulla provincia.»

La ricercatrice aggiunge: «Per anni l’approccio della sicurezza non ha dato significativi risultati. ha accresciuto un senso di alienazione tra i Papuani indigeni. Non sntono di far parte dell’Indonesia… il potere militare non è riuscito a dare sicurezza. Al contrario ha traumatizzato la gente. La soluzione deve essere simultanea, comprensiva e tenere in considerazione il fattore umano. Il dialogo è la via migliore per risolvere i problemi di Papua.»

La ricercatrice aggiunge che non si possono separare i problemi della sicurezza da quelli dell’assistenza sociale che sono tra loro molto legati. «Ma come può dare un governo sicurezza e benessere se ogni incidente di violenza nell’area è associato al movimento separatista?» si chiede la ricercatrice del LIPI. «Certe parti del governo fanno subito a politicizzare ogni singolo scontro che viene dalla regione. E’ un modo di vedere le cose discriminatorio. Non vedremo cambiamenti nei prossimi cinque anni se si mantiene questa attitudine da parte dello stato.»

Con l’autonomia speciale giunta nel 2001 sono stati spesi nella regione quasi 5 miliardi di dollari in assistenza sociale nella regione eppure Papua continua ancora a dibattersi nella povertà estrema, nelle infrastrutture povere e mancanza di istruzione e di centri di cura.
La visita di parlamentari alla regione ha portato in luce l’inadeguatezza sia del personale medico che dell’equipaggiamento nelle strutture con un campo limitato di sostegno medico.
Inoltre i residenti non sono registrati nel piano sanitario nazionale dell’assicurazione nazionale obbligatoria per poter usufruire dei fondi e servizi medici adeguati.

Il presidente Jokowi ha anche annunciato un piano per la costruzione della ferrovia a Papua durante un incontro in teleconferenza con i capi distretto e governatori di Maluku e Papua.

«Speriamo che l’agenzia di sviluppo provinciale sosterrà i nostri sforzi per poter iniziare quanto prima la costruzione della ferrovia … Vogliamo che raggiunga le aree più elevate di Papua.». L’inizio dei lavori si avrà dopo un periodo di sei mesi di studio di fattibilità.

«E’ venuto il momento che la parte orientale dell’Indonesia riceva più attenzione dal governo centrale. Vogliamo iniziare nello stesso tempo a sviluppare, mantenere l’unità ella nazione e gestire le aree di frontiera.»

JakartaGlobe.com

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