700 milioni di dollari e la politica malese

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Il primo ministro Najib lottava per la propria sopravvivenza politica questa estate dopo le rivelazioni secondo cui 700 milioni di dollari erano giunti nel suo conto bancario da fonti sconosciute.

In seguito alle pressioni del partito per dimettersi, ha richiamato gli anziani del partito a luglio per ricordare loro che tutti hanno avuto i benefici di quei soldi che non sono stati usati per scopi personali.

Quei soldi erano stati usati dai politici o spesi per progetti che miravano a sostenere il partito nella vittoria elettorale del 2013. A rivelarlo è un membro del governo lì presente: “Ho preso quei soldi perché li spendessimo”. Resta oscura l’origine di quei soldi come pure dove sono finiti.

Ma le indagini di mesi del WSJ hanno rivelato che furono spesi centinaia di milioni di dollari per oleare la grande macchia patronale che aveva aiutato l’UMNO di Najib a restare al potere. I pagamenti, mentre erano legali, rappresentavano un’altra pietra miliare nel sistema elettorale a ruota libera della Malesia.

L’UMNO ha guidato tutti i governi malesi dall’indipendenza dalla Gran Bretagna fino ad ora, uno dei partiti più a lungo al potere al mondo. La sua presa ferma del potere ha dato tanto economicamente al paese accrescendo gli standard di vita e ponendo il paese come un mercato a rapida crescita ed un alleato degli USA in Asia.

Ma la stessa presa del potere ha impedito la crescita adeguata della democrazia lasciando sopravvivere un sistema di patronato e di compravendita di voti che ha portato i risultati favorevoli all’UMNO.

Le indagini vaste del WSJ che hanno indagato sul fondo di investimento di stato istituito da Najib, scoprì che milioni di dollari non conteggiati erano usati per spese politiche. Molto derivava da programmi o fonti pubbliche istituite allo scopo.

Il tutto si reggeva sul fondo 1MDB creato da Najib secondo vari documenti esaminati dal WSJ e da varie interviste.

Il primo ministro Najib aveva promesso che il fondo 1MDB avrebbe accresciuto l’economia del paese attraendo finanziamenti stranieri. In realtà ha accumulato oltre 11 miliardi di dollari di debiti senza riuscire ad attrarre investimenti stranieri.

Eppure Najib, secondo le indagini del WSJ, è riuscito a far giungere 140 milioni di dollari per progetti di carità come scuole e case a basso prezzo per accrescere le possibilità elettorali dell’UMNO. Dalle bozze delle riunioni si evince che era sempre resa prioritaria la spesa politica anche quando il flusso di cassa del fondo non riusciva a coprire il pagamento del proprio debito.

I membri del consiglio si domandarono a voce alta se non sarebbero finiti nei guai, discutendo, in una riunione di dicembre 2014, anche del che fare di fronte ad una indagine della polizia sulle irregolarità finanziarie.

Il fondo 1MDB trasferì anche centinaia di milioni di dollari ai politici attraverso una finanziaria Ihsan Perdana B costituitasi nel 2011per portare avanti i progetti di responsabilità sociali, perché questa finanziaria era esentata da presentare resoconti.

Gli investigatori malesi credono che la somma finita nel conto personale di Najib sia stata mossa attraverso agenzie governative, banche e imprese legate al 1MDB, come i 14 milioni di dollari fluiti attraverso la Ihsan Perdana B. L’origine di questi 14 milioni di dollari era SRC Int B controllata dal ministro delle finanze guidato dallo stesso Najib.

Najib firmò assegni in favore dei politici dal proprio conto personale i quali li usavano come più piaceva, secondo varie interviste.

Najib che ha rifiutato di essere intervistato ha negato tutto o di aver preso denaro per sé ed ha difeso la spesa del 1MDB. Ma non ha spiegato da dove i 700 milioni di dollari provenissero e come siano stati usati.

Politici navigati dell’UMNO dicono che si trattasse di donazioni di sconosciuti dal Medio Oriente, mentre l’agenzia contro la corruzione ha difeso l’uso del conto personale di Najib per scopi politici, cosa legale per la Malesia.

1MDB si trova sotto inchiesta in sei paesi, Malesia compresa, da parte di banche centrali e centri anticorruzione e comitati parlamentari.

I responsabili del fondo hanno negato che le loro decisioni siano state di natura politica ma solo decisione di business promettendo di cooperare nelle indagini. “Notiamo sorpresi che WSJ continua la sua campagna maligna contro 1MDB basata su accuse vecchie e riciclate”.

L’UMNO stesso i cui bilanci finanziari non richiedono di essere resi pubblici non risponde a richieste di commenti.

FBI americana starebbe indagando sul 1MDB e sulle proprietà di Najib e della famiglia come proprietà di lusso a New York e Los Angeles. Le indagini riguarderebbero anche il finanziamento di una impresa cinematografica, Red Granite Picture, creata da un figliastro di Najib e che ha prodotto un film con Di Caprio.

Finora nessuno è stato accusato di nulla a causa dello stato di raccolta di informazioni in cui l’indagine si troverebbero. La Red Granite Picture ha dichiarato a WSJ che né il figliastro di Najib né la compagnia hanno fatto alcuna attività di affari inappropriata.

Ad agosto migliaia di manifestanti si riversarono per le strade di Kuala Lumpur per chiedere le dimissioni di Najib per la sua gestione dell’economia e del fondo 1MDB.

Secondo Lily Zubaidah Rahim dell’Università di Sydney, l’uso di conti personali per finanziare attività elettorali non è qualcosa che accade nelle democrazie decenti dove c’è qualche elemento di resoconto delle spese.

L’UMNO, fondato negli anni 40 per rappresentare i Malay, governa da decenni in coalizione con partiti delle minoranze cinesi e indiane. Si è avvantaggiato di politiche affermative istituite negli anni 70 che riservavano ai Malay, circa il 50% della popolazione totale, posti nelle scuole, contratti economici del governo, posti statali.

L’opposizione ha sempre accusato che UMNO concedeva contratti alle compagnie Malay in cambio di donazioni per la spesa elettorale, cosa confermata dai politici al potere e considerata legale.

Non ci sono leggi in Malesia che regolamentano la spesa di un’impresa nel finanziamento elettorale, né si richiede la denuncia del finanziamento. I candidati devono limitarsi ad una spesa di 47 mila dollari ma non ci sono limiti alla spesa dei partiti, né leggi che impediscano l’uso di fondi pubblici per le campagne elettorali. La compravendita dei voti benché proibito è diffuso e l’osservatorio elettorale non ha potere di indagine.

Dopo le elezioni del 2008 quando la coalizione di governo perse la maggioranza dei due terzi l’UMNO cambiò la guida e salì al trono Najib, vice primo ministro, il quale promise la fine della corruzione e di migliorare la trasparenza, la fine dei privilegi con il suo programma 1Malysia.

Parlò anche di liberare l’UMNO dalla dipendenza dalle donazioni, dicono le persone che gli erano vicino, benché sapesse che i finanziamenti fossero necessari.

In quel momento apparve Jho Low, giovane finanziere malese, amico del figliastro di Najib, che frequentò poi la scuola di Wharton in Pensilvania. In Malesia aiutò all’istituzione di un fondo per lo stato Terengganu che poi Najib trasformò in una entità federale. Così nacque 1MDB.

Jho Low poi avrebbe seguito la spesa elettorale senza però avere un titolo formale dentro l’UMNO, dice una fonte del partito di governo. Il fondo avrebbe dovuto attirare investimenti nel campo energetico, nella proprietà e nel turismo e non era citata la spesa di carità.

L’opposizione denunciò che il paese aveva già un fondo destinato a simili obiettivi, Khazanah Nasional Bhd e domandò le ragioni per cui il fondo fu posto sotto il controllo diretto di Najib.

Per la figlia di Anwar Ibrahim, Nurul Izzah l’istituzione del fondo è una vergogna assoluta e un tentativo chiaro di avere l’intervento diretto del premier sulla gestione della ricchezza del fondo

Il Premier Najib, in parlamento, disse che si trattava di assicurare lo sviluppo economico e l’investimento estero per “ridistribuire ugualmente la ricchezza indipendentemente dalla razza e dall’etnia ma solo per 1Malaysia”.

Sin dall’inizio si creò un’aura di segretezza e vari gestori rifiutarono l’idea di rendere pubblici i documenti per paura che finissero nelle mani dell’opposizione, come ha rivelato un ex impiegato. Jho Low partecipava attraverso telefonate con un nome in codice, UC,

Il primo grande accordo lo si ha nel settembre 2009 con la compagia petrolifera saudita PetroSaudi per investimenti in campo energetico.

Di un miliardo di dollari di investimento del 1MDB, quasi 700 milioni andarono in un altro conto bancario, gestito da Good Star Ltd basata nella Seychelles istituito da Jho Low secondo varie fonti.

Non è chiaro cosa è successo ai soldi. L’anno seguente la joint venture fu chiusa senza alcun grande progetto energetico.

1MDB dice che no nci fu nulla di male e di aver fatto profitti dalla Joint Venture con la PetroSaudi che ha confermato la buona riuscita per il 1MDB. Ma due gestori del fondo si dimisero nel 2009 e nel 2010.

Nl 2010 Najib autorizzò l’istituzione del braccio caritatevole del 1MDB che dono 140 milioni di dollari per la responsabilità sociale fino alle elezioni del 2013. Il resocon

to del 1MDB non richiedeva la denuncia di tale finanziamento sebbene alcuni progetti furono pubblicizzati nei materiali elettorali.

Per Oh Ei Sun, al tempo segretario politico di Najib, l’ufficio del Primo ministro considerava 1MDB un modo di finanziare progetti utili alla pubblicità dell’UMNO, spesso messi su dall’ufficio del primo ministro. “Se credevamo potesse servire al governo del momento a tirare voti lo potevamo proporre” dice Oh Ei Sun che sostiene di aver dato borse di studio a studenti cinesi. Dice di essersi dimesso preoccupato della mancanza di trasparenza del governo.

1MDB avrebbe potuto spendere solo in casi in cui il fondo faceva profitti, ma spesso si chiedevano eccezioni per spese immediate su scuole, stando alle minute delle riunioni.

foto reuters

A luglio 2010 il primo ministro andò nello stato di Sarawak nel Borneo malese dovevotano anche membri delle tribù indigene. Prima della visita 1MDB approvò un aiuto finanziario di 540 mila dollari per costruire rifugi per le tribù indigene. “Era vitale per la compagnia convincere gli abitanti del Sarawak specie le tribù indigene” dicono le minute del presidente del comitato esecutivo….

“la compagnia è percepita come un’istituzione segreta clandestina con motivi sinistri a beneficio di amici e non la gente malese” si leggeva in una piano sottoposto al comitato esecutivo ad ottobre 2010 dal gestore del 1MDB per migliorare l’immagine del fondo.

La soluzione fu di iniziare una campagna sui media per promuovere il focus del 1MDB sulle nuove fonti di crescita, mentre Najib ordinava al comitato esecutivo di migliorare le borse di studio del 1MDB.

Per segnare i profitti il fondo pose i suoli comprati a prezzi stracciati dal governo e rivalutandoli a prezzo di mercato. L’anno finanziario del 2011 il fondo rivalutò i suoli del 426% senza venderli o investire su di essi.

Il fondo attinse anche pesantemente ai prestiti con Goldman Sachs che l’aiutò a fare 6.5miliardi di dollari in bond nel 2012 e 2013. Parte dei fondi furono usati per comprare centrali elettriche.

I bond da 3 miliardi di dollari due mesi prima delle elezioni del 2013 avrebbero dovuto finanziare lo sviluppo del centro finanziario di Kuala Lumpur, ma il progetto si fermò e il denaro fu usato per altri scopi secondo le dichiarazioni del fondo. La Goldman ha rifiutato di commentare.

Con l’avvicinarsi delle elezioni il fondo iniziò il trasferimento di milioni di dollari verso i politici perle loro campagne elettorali. Najib iniziò ad emettere assegni dai suoi conti secondo varie dichiarazioni sui media malesi. Shahrir Abdul Samad ha detto di aver ricevuto 300 mila dollari: “A chi altro posso chiedere aiuto finaziario per le spese di amministrazione se non al presidente stesso del partito?Questo spiega che il denaro che il presidente del partito ha ricevuto era per l’uso del partito e non per ricchezz personale” ha detto in un sito web legato al partito di governo.

Najib annunciò case a basso costo ed ospedali in tutto il paese. 1MDB finanziò viaggi gratis a Mecca per oltre un migliaio di capi villaggio con le lettere di aggiudicazione che provenivano dall’ufficio del primo ministro.

Forse lo sforzo maggiore dell’UMNo di riconquistare il voto si ebbe a Penang, storico porto commerciale conquistato dall’opposizione nel 2008. Jho Low tornò a Penang poco prima delle elezioni e fece da stratega per la coalizione di Najib. I candidati della coalizione seppero di poter attingere per la campagna elettorale direttamente da Jho Low, e lo fecero per pitturare le case, per i conti della spesa ed altri favori.

L’origine di questi soldi e l’ammontare totale non è chiaro anche perché non usavano i canali dell’UMNO, secondo vari politici. Per un altro politico o fondi provenivano da donatori delle imprese. “I soldu scorrevano come un fiume”.

Un amico di scuola di Jho Low, Geh Choh Hun, organizzò 1 Malaysia Penandg Welfare club che fittò una sala e consegnò tantissimi assegni per migliaia di dollari per varie ONG. Non è chira l’origine del denaro e Geh Choh Hun ha rifiutato ogni commento. La direttrice del Women’s Center for Change ha detto di aver ricevuto 70 mila dollari credendo che fosse il governo a finanziare l’evento a causa dello slogan 1Malaysia nella sala.

Nei giorni precedenti il voto UMNO organizzò cene gratis ed elargì tanto denaro. UMNO non vinse il voto popolare e non riuscì a conquistare Penang, però la sua coalizione riuscì a conquistare tanti voti per restare attaccata al potere.

Dopo la vittoria 1MDB aveva solo 20 milioni di dollari contanti contro le perdite di oltre 10 miliardi di dollari, ma 1MDB sostiene che il valore delle proprietà copre il valore del debito.

Il revisore contabile del 1MDB disse al consiglio esecutivo che nel febbraio 2014 aveva ricevuto emails e lettere sulla presunta frode finanziaria legata all’affare PetroSaudi, sul cambio dei revisori contabili e sul presunto prezzo esagerato delle centrali elettriche.

Il revisore non vide alcuna cosa scorretta e firmò i conti della 1MDB che riportava una perdita netta di 200 milioni di dollari per il 2014.

Qualche mese dopo un politico dell’UMNo denunciò alla polizia una cattiva gestione finanziaria, ma in seguito all’intervento della polizia non si ebbe nulla.

Un membro del consiglio esecutivo si preoccupò del caso di una possibile accusa di “sfiducia penale” ma la risposta fu che era una cosa improbabile datp che nessuno aveva tratto un beneficio personale dalle attività del 1MDB. Il presidente del consiglio esecutivo in seguito suggerì l’idea di tenere le riunioni al di fuori dei luoghi ufficali per evitare il rischio di cimici.

Il fondo ora prova a rallentare le attività e a vendere proprietà per ripagare il debito contratto. A novembre ha venduto le sue centrali ad una compagnia di proprietà dello stato cinese per 2.3 miliardi di dollari, il 20% in meno del costo pagato. Per 1MDB si tratterebbe un costo di pareggio perché la compagnia cinese si è accollato parte del debito.

A novembre in parlamento Najib ha detto che non esiste nulla di strano per le compagnie di proprietà di stato donare soldi ai partiti politici, promettendo però di cambiare il sistema e di istituire un comitato bipartisan che guardi ad una riforma elettorale. “C’è un bisogno urgente di regolare il finanziamento politico per dare la responsabilità e trasparenza” ha detto Najib promettendo nuove leggi che entreranno in vigore prima del 2018 con le nuove elezioni.

Tom Wright  e Bradley Hope WSJ

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