8 novembre Myanmar: cancellate le elezioni in 50 città

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Rabbia ed incredulità sono state espresse dai partiti regionali di Myanmar per la cancellazione delle operazioni elettorali per le prossime elezioni del 8 novembre in oltre 50 città del paese, a causa del conflitto militare in corso in molte aree.

Secondo molti critici questa cancellazione delle operazioni elettorali del 8 novembre sembrerebbe dare vantaggio ai militari e ai partiti di governo, mentre toglie il diritto di voto ad oltre 1 milione di persone.

Prima dell’annuncio della Commissione Elettorale dell’Unione, gli elettori totali erano 37,5 milioni di persone e potevano votare per oltre 90 partiti e indipendenti per eleggere rappresentanti delle istituzioni dell’unione, degli stati e delle regioni.

La cancellazione delle elezioni del 8 novembre colpisce 56 città nel complesso o in parte.

Saranno eletti 17 membri in meno al parlamento nazionale rispetto alle elezioni del 2015.

Il voto è stato cancellato del tutto in 15 città degli stati in guerra del Shan e Rakhine ed in parte in oltre 500 villaggi del Kachin, Karen e Mon e nella regione di Bago.

“Stiamo approntando sul campo per avere le elezioni. I seggi sono tutti pronti” ha detto Zaw Myint Win, segretario della Commissione Elettorale nello Shan, il qual ha detto che la decisione di cancellare il voto del 8 novembre in alcune città è stato totalmente inatteso. “Non ci sono problemi sul campo. I candidati fanno molta campagna elettorale nelle città. Ci approntavamo a tenere le elezioni”.

Anche cinque città della Regione Autoamministrata Wa, come Pangsang, Namphan, Mongmao, Pangwaun e Mongla avevano cancellato il voto.

Myint Naing della commissione elettorale dell’unione ha detto che la decisione si basava sull’indicazione del governo centrale, dei ministeri di interno e difesa e dei governi locali.

“Abbiamo insieme analizzato le loro osservazioni a differenti livelli della UEC prima di fare questo annuncio” ha detto Myint Naing la settimana scorsa.

Rispondendo ad alcune critiche che hanno però sostenuto che la UEC abbia cancellato le elezioni anche dove non ci sono stati conflitti armati, Myint Naing ha etto che la commissione potrebbe invertire la decisione con l’accordo di importanti ministeri.

Il portavoce dei militari, generale Zaw Min Tun, ha detto che loro hanno dato informazioni alla UEC sui luoghi dove riescono a custodire i seggi elettorali, ma “ci sono discrepanze tra le nostre affermazioni e le loro liste”

“Non riesco a specificare i dettagli delle differenze. La lista della UEC non è la stessa delle nostre informazioni” ha detto il generale che si è appellato alla confidenzialità delle informazioni.

Anche un tranquillo distretto insulare si vede cancellare le elezioni del prossimo 8 novembre.

Nello stato Rakhine la UEC ha cancellato il voto a Pauktaw, Ponnagyun, Rathedaung, Buthidaung, Maungdaw, Kyauktaw, Minbya, Myaebon e Mrauk-U che tennero tutte le elezioni nel 2015.

Gli scontri armati tra i militari birmani e i ribelli della Arakan Army vanno avanti nel Rakhine settentrionale e nella città di Paletwa sin dalla fine 2018. Quasi 300 civili sono morti, oltre 640 feriti e 220 mila persone hanno lasciato le loro case.

Molti critici sostengono che la maggior parte delle città che hanno visto le elezioni cancellate sono anche più pacifiche rispetto a Paletwa nello stato Chin dove le elezioni non sono cancellate e dove ci sono frequenti scontri armati.

“Facciamo campagna nelle tre isole di Pauktaw” dice Tun Thein del ANP candidato per il consiglio comunale. “non riesco a vedere una ragione per cancellare lì le elezioni. Nessuno si aspettava che le elezioni sarebbero state cancellate”

Secondo Thurein Htut della commissione elettorale del Rakhine, non voteranno a causa di questa decisione in 9 su 17 città dello stato 1,2 su 1,6 milioni di persone. Lo stato perderà un quarto dei seggi sia a livello di unione che a livello nazionale.

“Ci sono solo 35 seggi per parlamentari eletti nel parlamento dello stato Rakhine e 20 saranno vuoti. Il futuro parlamento non sarà rappresentativo della popolazione Rakhine” ha detto Kyaw Hsan Naing di un gruppo di osservazione elettorale del Rakhine.

“Non si è sentito un solo colpo di pistola nella nostra città” ha detto Aung Kyaw Htwee, candidato politico per la città di Puktaw. “L’affermazione che non si possono tenere elezioni libere ed eque nella nostra città è abbastanza di parte e lontana dalla realtà sul terreno. Credo che il partito di governo provi ad eliminare la voce dei politici Rakhine dal parlamento”.

Nello stato Shan nel settentrione Birmano, sono state cancellate elezioni anche in cittadine pacifiche.

“Non ci sono conflitti armati nella nostra area” ha detto Saw Hlaing, amministratore di villaggio nel Kyaukphu Lay della città Nam Sam. “Non ci sono state proteste contro le elezioni da parte di nessun gruppo armato. Le hanno cancellato senza alcuna ragione”

Htin Kyaw, che presiede la commissione elettorale dello stato Shan, dice che oltre centomila elettori hanno perso il diritto di voto con questa decisione.

Nandar Hla Myint, portavoce del partito sostenuto dai militari birmani del USDP ha detto che la UEC dovrebbe rivedere la decisione di “cancellare le elezioni nelle roccaforti dei partiti di opposizione… Ci sono così tante cose che non vanno in questa decisione, non si possono avere più elezioni regolari.”

Monywa Aung Shin del partito di governo NLD rigetta questa accusa di partigianeria del UEC verso il partito di governo.

“NLD non ha fatto mai pressioni sulla UEC. Rigetto le accuse che NLD cancella le elezioni laddove non riesce a vincere. Potremmo non vincere nel 2020 sebbene abbiamo vinto nel 2015”

Secondo Sai Kyaw Nyunt della Lega della democrazia delle Nazionalità Shan la cancellazione delle prossime elezioni del 8 novembre “indebolirà in modo critico i partiti Rakhine e Shan nel parlamento dell’unione come in quelli degli stati e regione. I partiti etnici partecipano al processo elettorale perché non vogliono lottare per i loro diritti con la violenza e le armi. Se il governo in carica continua a menomarli nel processo politico, ho paura che possano propendere per ricercare i metodi violenti”

Secondo Maung Maung Soe la UEC sbaglia nel fare le cose differentemente rispetto al 2015.

“Nel 2015 tennero delle discussioni prima di fare le cancellazioni. Invitarono tutti i partiti politici, ministeri e dipartimenti ad un incontro per decidere se cancellare o meno le elezioni” dice l’analista che aggiunge:

“Nel 2015 la decisione fu rappresentativa. Quest’anno la sola UEC ha preso la decisione. Essenzialmente hanno dato la scusa che il ministero degli interni e della difesa non riescono a garantire la sicurezza durante le elezioni, ma non hanno dato dettagliate informazioni sul perché le dovevano cancellare”

Secondo l’analista David Matieson, “il governo continua a giocare con la preparazione di queste elezioni, e lo si nota davvero nelle are che vivono il conflitto armato. Credo che ci sia un senso reale di frustrazione nello stato Rakhine, ma anche in altre parti del paese dove ci sono state cancellazioni parziali come gli stati Kachin e Shan, ed un vero contraccolpo nel senso che ci sono tanti partiti etnici specialmente che gridano alla truffa, che dicono che si sta provando a marginalizzare alcune loro aspirazioni democratiche”

“Devono spiegare ai media la ragione della cancellazione delle elezioni in queste città e quando si potranno tenere le elezioni per sostituire i seggi persi” dice Sai Ye Kyaw Swar Myint del gruppo PACE Alleanza popolare per elezioni credibili.

Il partito NLD cerca la rielezione dopo aver strappato il potere al USDP legato ai militari nelle scorse elezioni nazionali del 2015.

Lo scontro maggiore alle prossime elezioni del 8 novembre sarà ancora tra NLD che presenta 1143 candidati e USDP che ne presenta 1129.

RFA

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