9 soldati indonesiani accusati della morte di 2 fratelli papuani

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9 soldati indonesiani del TNI sono stati accusati di aver ucciso due fratelli in loro custodia perché ritenuti ribelli separatisti, di averne bruciato i corpi e gettato le ceneri nel fiume per coprirne le tracce ad aprile scorso.

In una rara ammissione di colpa da parte del TNI la polizia militare indonesiana ha svelato i nomi dei 9 soldati indonesiani di un battaglione di fanteria TNI e valutano il coinvolgimento di altri tre soldati.

I due fratelli vittima sono Luther e Apinus Zanambani e provenivano dal villaggio di Hitadipa della provincia di Intan Jaya e furono fermati ad un posto di blocco a Sugapa col sospetto di essere due membri del gruppo separatista Free Papua Movement.

Lo ha dichiarato il generale Dodik Widjanarko in una conferenza stampa in cui ha annunciato il risultato dell’inchiesta militare:

9 soldati indonesiani accusati di omicidi a Intan Jaya
JP

“Durante l’interrogatorio ci sono stati atti eccessivi che hanno comportato la morte di Apinus Zanambani e il ferimento grave di Luther”. Luther poi sarebbe morto durante il trasferimento in un’altra struttura militare.

Questo rapporto di inchiesta dei militari indonesiano è un evento raro da sempre richiesto dai militanti dei diritti umani che hanno visto come la regione papuana è da sempre il luogo di totale impunità per le forze armate.

“Per rimuovere le loro tracce sono state bruciati i loro corpi e le ceneri buttane nel fiume Julai del distretto di Sugapa” ha detto Dodik che ha individuato tra i 9 sospettati un maggiore ed un tenente. Tutti rischiano il carcere con sentenze fino a 12 anni di carcere.

A novembre lo stesso gruppo di indagine accusò altri militari di aver incendiato delle capanne nel villaggio di Hitadipa, dove per altro è stato ucciso il pastore Yeremia Zanambani che indagava sulla scomparsa di Luther ed Apinus che erano stati dichiarati scomparsi dopo la loro detenzione in una incursione da COVID-19 da parte dei militari.

Ilustrasi Yeremia Zambani. tirto.id/Sabit

Yeremia si era anche recato a Sugapa alla ricerca dei due fratelli Luther e Apinus che erano suoi nipoti.

Dodik ha anche detto che stanno aspettando il risultato dell’autopsia sul corpo di Yeremia.

“Abbiamo chiamato 21 soldati dal battaglione di fanteria Yonif R 400/BR per gli interrogatori sull’incidente” ha detto il generale che ha dato tempo fino a febbraio 2021 per presentarsi.

Dodik ha detto che saranno indagate tutte le accuse gravi contro il personale militare commesse ad Intan Jaya e nel caso processate in modo trasparente.

Che questi processi per crimini contro l’umanità si debbano fare in tribunali militari è una cosa che i militanti dei diritti umani non tollerano.

“Non fate un processo solo in un tribunale militare perché la sola pena che avranno sarà probabilmente una perdita di gradi” ha detto Yones Douw a Benarnews.

“Hanno ucciso esseri umani, hanno bruciato i loro corpi e li hanno buttati via. Hanno commesso dei crimini contro l’umanità”

Sulla loro scomparsa ad aprile la famiglia si mobilitò subito e furono arrestati dopo un mese. Per il pastore Yeremia i due fratelli erano dei figli e immediatamente dopo la loro scomparsa si mise alla loro ricerca.

“Erano per lui come due suoi figli. Sin dalla loro scomparsa il pastore aveva chiesto con forza ai militari del TNI chi fossero i colpevoli della morte dei due suoi nipoti” ha detto Yones Douw.

Dodik ha detto, nonostante vari rapporti già puntino il dito sul coinvolgimento di personale militare nella morte del pastore Yeremia, che stanno ancora collezionando prove sulla morte del pastore:

“Se c’è chiarezza sul coinvolgimento di membri individuali dell’esercito indonesiani in questo caso, lo si trasferirà alla polizia militare per il processo legale”

Un capo comunità di Papua Samuel Tabani denuncia come questo caso sia l’unico ad essere indagato mentre “ci sono stati molti casi di omicidi e scomparse forzate, ma come mai solo questo è stato rivelato”

Secondo Amnesty International sarebbero almeno 22 i casi di persone uccise illegalmente a Papua nel 2020.

Il portavoce del Consiglio Rappresentativo Regionale di Papua Occidentale Filep Wamafma ha chiesto al governo di concludere le operazioni militari a Papua.

“I diritti umani del popolo papuano non saranno mai sostenuti in modo giusto se il governo continua a portare avanti operazioni militari nella regione come se Papua fosse sotto la legge marziale” ha detto Filep a Tempo.co a cui ha denunciato come i 9 soldati indonesiani abbiano violato nel caso di Luther e Apinus la convenzione del 1984 contro la tortura ed altri atti crudeli e disumani.

Neanche da morti Luther e Apinus sono stati rispettati come essere umani.

Questa campagna militare indonesiana a Papua nelle aree di Nduga e Puncak Jaya va avanti dal dicembre 2018 dopo l’attacco dei gruppi separatisti armati contro lavoratori e militari indonesiani che lavoravano su un cantiere autostradale, ed ha cacciato dalle case verso la giungla migliaia di residenti.

Successivamente dopo le proteste di Agosto 2018 a Papua ed Indonesia fu accresciuta ulteriormente la presenza militare a Papua.

Papua Occidentale fu annessa con un referendum riconosciuto dall’ONU tenutosi in modo molto opaco nel 1969 dopo che l’Olanda abbandonò questa provincia all’Indonesia.

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