Cannabis e Kratom a scopo terapeutico di futura legalizzazione in Thailandia

L’assemblea legislativa nazionale thailandese ha promesso di approvare degli emendamenti alla legge sulla droga che legalizzano la coltivazione di Cannabis e Kratom a scopi terapeutici entro la fine dell’anno.

Cannabis

Lo ha dichiarato il presidente del Comitato sulla Salute dell’Assemblea il quale ha promesso di accelerare la delibera di questi emendamenti ed arrivare così alla fine dell’anno con l’approvazione.

La decisione ha avuto il sostegno di un sondaggio online a cui hanno risposto oltre 16 mila persone nella stragrande maggioranza favorevoli ad un cambio di classificazione delle due piante.

La Thailandia se approva questa legge si troverà al passo con Canada, Australia, Israele e molti stati degli USA che già ammettono la coltivazione della canapa indiana.

Ci sono sempre state richieste di eliminare dalla lista dei narcotici la Cannabis ma negli ultimi anni è cresciuta anche la domanda di coltivarla e colmare un mercato globale con un prodotto che sarebbe molto appetibile.

La Thailandia sarebbe il primo paese in Asia ad ammetterla e si stima che il mercato nel 2025 avrà un valore di 55 miliardi di euro.

Ovviamente ci sono le resistenze nella società come nei parlamentari thailandesi per i presunti effetti sociali della pianta, ma la spinta delle ricerche del ministero della sanità thailandese sui vantaggi dei trattamenti di alcune malattie sembra aver convinto anche molti scettici.

Restano i dubbi sulle capacità di controllo che lo stato thailandese potrà mettere in campo che prevedono tra l’altro un sistema georeferenziato di controllo delle coltivazioni che in altri periodi non erano a disposizione.

Mentre ci sono un centinaio di ricette tradizionali thai, secondo il Dipartimento di Medicina Thailandese Tradizionale e Alternativa, che prevedono l’uso della cannabis, si chiede la registrazione di chi userà la cannabis a scopo terapeutico.

Oltre alla Cannabis si pensa alla legalizzazione di un’altra pianta, endemica del Sudestasiatico, il Kratom, il cui uso è già vasto di per sé tra chi lavora nelle piantagioni di caucciù.

Uno dei problemi che i legislatori devono provare a risolvere è di impedire alle grandi multinazionali del farmaco di accedere al nuovo mercato e alle conoscenze che il ministero avrebbe acquisito. Si vuole lasciare una certa libertà di coltivazione.

Sulle potenzialità della Cannabis coltivata in Thailandia non ci sono dubbi.

“Oggi la Thailandia può produrre della cannabis molto buona ad un costo di molto inferiore ai coltivatori occidentali” ha detto Jim Plamondon, VP per il Marketing presso Thai Cannabis Corporation, la prima impresa di cannabis legale della Thailandia. “Domani la Thailandia reclamerà la sua eredità culturale divenendo il paese maggiore al mondo sia come produttore che di trattamento e manifattura. Un paese che vuole farlo seriamente deve portare la sua catena di rifornimento in Thailandia”.

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