Fine dei colloqui di pace con la guerriglia comunista nelle Filippine?

NPA

Secondo i militari filippini, la guerriglia comunista pianificava di cacciare Duterte dal potere ad ottobre di questo anno, come sarebbe scritto in documenti sequestrati alla guerriglia dopo alcuni scontri a fuoco nella regione di Camarines Norte a 360 chilometri da Manila con un numero imprecisato di militanti.

Quattro sarebbero le perdite a carico della guerriglia, mentre l’esercito non ha subito perdite ed ha ritrovato quattro bombe fatte in casa e vari fucili di assalto.

Nei giorni scorsi il ministro della difesa Lorenzana aveva detto che il governo avrebbe dovuto sospendere i colloqui di pace con il NDF-CPP-NPA dopo la scoperta di questo disegno eversivo progettato dallo stesso Jose Sison, capo del Partito comunista filippino, in esilio in Olanda.
Il generale Arevalo ha parlato di documenti ritrovati ed ha etto: “Non possiamo affidarci al caso. E’ una minaccia alla libertà della gente e alla vita del nostro Presidente”.

Secondo Lorenzana, il piano della guerriglia di tre anni prevedeva di istigare un movimento per cacciare Duterte anche quando si lavorava a colloqui segreti per riprendere i colloqui di pace.
Lorenzata ha proposto una vecchia idea dei militari, già affacciatasi quando i colloqui di pace con la guerriglia si interruppero sotto Aquino, di colloqui di pace localizzati, dopo essersi liberati della figura di Sison che sarebbe di ostacolo ad una pace vera e che andrà un giorno nella “pattumiera della storia”.

Se da una parte questo presunto complotto fa nascere la paura che si stia montando un tentativo di estensione della legge marziale a livello nazionale, è anche vero che la politica attuale di Duterte sulla pace è totalmente negativa ed è giunta a voler rivedere tutti i trattati firmati dal governo filippino fino ad ora, dopo aver dichiarato la guerriglia comunista e le organizzazioni che la sottendono organizzazioni terroristiche.

Sembra come se i militari stiano ancora una volta condizionando questo difficile trattativa di pace chiedendo la resa del NDF piuttosto che trovare una via di mezzo.

La risposta di Sison e del NDF-CPP-NPA è stata affidata ad una conferenza stampa in Olanda.
Sison ha attaccato la politica del governo e le forze armate perché “hanno detto all’unisono un sacco di menzogne fantastiche”

“Duterte non è un uomo onesto” ha detto Sison che comanda una guerriglia che è una delle più antiche in Asia che vanterebbe 5000 militanti in tutte le Filippine.

Sison ha detto che il movimento si unirà a tutte le forze che vogliono cacciare Duterte il quale ha di recente chiuso ogni contatto segreto per rivedere tutti i trattati e le iniziative di pace precedenti con la guerriglia comunista. Tra questi accordi ci sono quelli che garantiscono l’immunità ai consulenti di pace.

guerriglia comunista Sison Duterte

Dopo due anni di amministrazione Duterte la parabola di pace annunciata nelle elezioni sembra essere totalmente tramontata. Dall’invito a Sison a tornare in patria per parlare faccia a faccia, alla “pattumiera della storia” e alle minacce di morte.

Dai grandi sorrisi dei primi incontri alle pistole puntate. Dall’incorporazione di quattro figure ministeriali vicine al NDF, ora licenziate tutte su due piedi, al pugno di ferro militare.

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