Incriminati formalmente due giornalisti della Reuters Wa Lone e Kyaw Soe Oo

Sono stati formalmente incriminati  i due giornalisti della Reuters Wa Lone e Kyaw Soe Oo secondo l’articolo 3 della legge coloniale sui documenti segreti che comporta pene fino a 14 anni da una corte do Yangoon  ex capitale birmana.

Wa Lone e Kiaw Soe Oo

I due giornalisti si sono dichiarati innocenti perché non avevano intenzione di danneggiare gli interessi del governo e perché svolgevano il proprio lavoro nel quale ambito non hanno copiato o raccolto documenti.

La sentenza, impugnata dalla difesa, sostiene che “Ko Wa Lone e Ko Kyaw Soe Oo furono fermati il 12 dicembre con informazioni segrete e che avevano annotato informazioni, o da condividere col nemico o da usare contro gli interessi del governo possedendoli o distribuendoli”

La difesa promette battaglia in tribunale nei prossimi due mesi. Nelle prossime udienze ascolterà sei testimoni della difesa tra i quali altri due giornalisti.

Wa Lone e Kyaw Soe Oo sono agli arresti dal 12 dicembre ed indagavano sulle esecuzioni di 10 Rohingya da parte della sicurezza birmana nel villaggio Inn Din, di cui poi pubblicarono il rapporto del massacro.

Ad aprile i militari annunciarono che sette soldati responsabili di quel massacro erano stati condannati a dieci anni per il loro ruolo negli omicidi extragiudiziali.

Durante l’audizione dei testimoni di accusa, il capitano di polizia Moe Yan Naing testimoniò che la polizia aveva incastrato Wa Lone. Questo però non dove essere sembrato sufficiente.
“La mancanza di giustizia non può scioccarci o intimidirci in questo processo. Proveremo del nostro meglio ad assicurare un verdetto basato sulla verità” ha dichiarato Wa Lone.

Il presidente della Reuters Stephen Adler ha definito questa prima sentenza “priva di basi” da cui è rimasto profondamente scosso.
“Questi giornalisti facevano il loro lavoro in modo indipendente ed imparziale e non ci sono fatti o prove a suggerire che facessero qualcosa di male o illegale … La decisione di oggi getta seri dubbi sull’impegno della Birmania verso la libertà di espressione ed il governo della legge”.

Il caso secondo la difesa potrebbe anche essere prosciolto dopo l’audizione dei testimoni della difesa.
Un caso analogo lo si ebbe nel 2014 contro cinque giornalisti del Unity Journal che fuono poi condannati a dieci anni di prigione con sentenza ridotta a sette anni dopo l’appello.
In tante organizzazioni, come Amnesty International, Article 19 e ICJ, hanno chiesto che il processo sia annullato e che i due giornalisti siano prosciolti.

“La decisione di oggi rende il sistema giudiziario complice di una farsesca ingiustizia” dice Matthew Bugher di Article 19 per l’Asia. “Wa Lone e Kyaw Soe Oo si sono assunti enormi rischi personale per gettare luce su eventi nascosti per lo più alla vista pubblica. Invece di attaccarli con procedimenti legali assurdi, il governo dovrebbe dare un premio ai giornalisti per il loro ruolo indispensabile di promuovere la responsabilità”

(https://www.irrawaddy.com/news/burma/two-reuters-reporters-charged-violating-official-secrets-act.html)

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