Intolleranza e politicizzazione della religione, denunciate dalla Wahid Foundation a Giacarta

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Intolleranza e politicizzazione della religione lasciano cicatrici e cattivi ricordi, è qualcosa che deve essere guarito o salterà tutto in aria.

Ci sono stati oltre duecento casi di violazione della libertà di religione nel 2017 in Indonesia e la stragrande maggioranza è stata commessa da corpi non dello stato.

E’ quanto trovato dalla Wahid Foundation nel suo rapporto annuale che ha registrato 213 casi con un aumento del 4% dei casi rispetto al 2016. La crescita comunque è stata inferiore rispetto all’anno precedente.

Nel 2015 furono registrati 190 casi con un aumento del 20% rispetto al 2014.
Il 64% delle violazioni dello scorso anno fu commesso da agenti non dello stato come il famoso FPI, fronte di difesa islamico. Negli anni precedenti gli abusi provenivano da istituzioni affiliate al governo.

FPI è stato il maggiore aggressore ed è stato fatto troppo poco per reprimere legalmente questo gruppo.

“Di conseguenza questa organizzazione non è stata scoraggiata… al contrario questo fa notare che le azioni del FPI non sono affatto notate dalla legge”

Le vittime principali sono state le comunità degli Ahmadi, sciite e membri del HTI, organizzazione islamica messa al bando dal governo.

Giacarta con 50 incidenti ha visto la maggioranza degli atti contro la librtà religiosa, seguita da Giava Occidentale con 44, Giava Orientale con 27 e Giava centrale con 15. Questi incidenti hanno toccato 27 province.

Secondo la Wahid Foundation è la prima volta che Giacarta si trova in cima alla lista a causa, secondo il ricercatore Alamsyah M. Dja’far, della contesa elettorale per Giacarta che fu inquinata dai discorsi di odio e dalla politicizzazione dei sentimenti religiosi.

La politicizzazione della religione

Il rapporto illustra 28 casi di politicizzazione della religione, a Giacarta, Giava Occidentale e Banten., legati per lo più all’uso del discorso di odio contro l’ex-governatore di Giacarta Basuki “Ahok” Tjahaja Purnama.

Essa assume due forme: l’uso di simboli religiosi nello spazio pubblico e per il vantaggio politico.
“Per prima cosa è l’eccessivo uso inappropriato dei simboli e delle espressioni nello spazio politico. Poi alcuni gruppi usano i sentimenti di odio, di avversione e di minaccia contro gruppi differenti per guadagnarsi il sostegno politico” ha detto Yenni Wahid, direttrice esecutiva della fondazione, secondo cui devono essere prese delle precauzioni prima delle prossime elezioni.

“Intolleranza e politicizzazione della religione lasciano cicatrici e cattivi ricordi, è qualcosa che deve essere guarito o scoppierà” ha detto Yenni che, dopo essersi augurata che le prossime elezioni del 2019 siano sane, ha aggiunto che il governo deve considerare sistemi di prevenzione per assicurare che incidenti dal sapore religioso possano evolvere negativamente.

“Spero che sceglieremo i nostri governanti non perché ci sentiamo minacciati o sulla base della loro religione ma per i loro programmi” ha detto Yenni Wahid.

La Wahid Foundation ha osservato che ci sono stati molti sforzi in più da parte dello stato e della società civile per promuovere la diversità, la libertà religiosa e la tolleranza.
Gli sforzi da parte dello stato sono guidati dalla polizia mentre le iniziative non statali sono state guidate dalle comunità interfedi e da ONG.

La fondazione ha registrato 398 iniziative positive nel 2017 con una crescita del 64% rispetto al 2016.

Uno degli esempi migliori dello scorso anno è stata la decisione della corte costituzionale di permettere ai seguaci delle religione indigene di aver visto riconosciuto la loro fede sulle carte di identità.

http://jakartaglobe.id/news/more-than-200-violations-of-religious-freedom-in-2017-mostly-by-non-state-actors/

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