Marawi, Bangsamoro, scontro tra esercito filippino e Gruppo Maute

La città di Marawi, nella Bangsamoro, isola di Mindanao, sarebbe ritornata completamente sotto il controllo dell’esercito filippino dopo che un gruppo di un centinaio di persone armate del gruppo Maute aveva attaccato alcuni centri ed avrebbe issato la bandiera dell’ISIS in un punto della città.

Sarebbero state incendiate due scuole, una chiesa cattolica e la prigione cittadina di Marawi. Il condizionale è d’obbligo per la confusione delle notizie da verificare.

Nel frattempo Duterte, che era in una visita in Russia, ha deciso di dichiarare per sessanta giorni la Legge Marziale a Mindanao e di ritornare prontamente a Manila.

gruppo Maute a MarawiSecondo le ultime notizie sarebbero morti 2 soldati ed un poliziotto oltre al ferimento di 12 soldati e molti militanti del gruppo Maute, che ha promesso fedeltà all’ISIS senza però ricevere ancora alcuna investitura ufficiale. Non si hanno notizie sulla popolazione civile.

Il comando delle Forze armate filippine di Mindanao Occidentale, Wesmincom, ha detto di avere il controllo completo della situazione e che sta procedendo alle operazioni di rastrellamento dei militanti scampati agli scontri.

Il Wesmincom ha invitato la gente a non condividere testi o foto, a non farsi influenzare da false notizie ed a non creare panico e allarmismo nella popolazione civile e a livello nazionale. Si vuole anche risparmiarsi qualche brutta figura a livello internazionale, dove Duterte ed il nuovo ministro degli esteri, il fido Cayetano, già ci mettono il loro impegno.

Sostegno comunque all’azione delle forze armate filippine è assicurato dal vicepresidente Leni Robredo, la quale ha invitato la popolazione alla calma ed ad aver fiducia delle forze armate. Leni Robredo ha dato ordine ai suoi uffici di preparare gli eventuali aiuti per la popolazione civile che rischia di essere spostata.

Sembra che, nella provincia di Marawi, l’esercito fosse stato messo in guardia sulla possibile presenza di uno dei capi di Abu Sayaff, Isnilon Hapilon ricercato da tempo e ritenuto ferito durante uno scontro a fuoco.

Entrando in un quartiere vicino Marawi i militari sono stati accolti con le armi pesanti del gruppo Maute, iniziando gli scontri a fuoco. Sembra che in un appartamento si nascondesse un gruppo di 15 militanti tra i quali forse proprio Isnilon Hapilon.

Marawi bandiera ISISSecondo un rapporto di Mindanews il gruppo Maute avrebbe issato la bandiera dell’ISIS sul cancello dell’ospedale, senza però causare nulla ai ricoverati o ai lavoratori dell’ospedale.

Si sarebbero sentiti spari e bombe provenire da varie parti, quasi a testimoniare un attacco simultaneo da più punti.

Mentre resta molto calda la situazione, in molti chiedono che la popolazione civile sia risparmiata permettendo al gruppo Maute di ritirarsi, negoziando magari con l’aiuto di religiosi e persone influenti della città musulmana.

Il governatore della ARMM, Regione amministrativa di Mindanao Musulmana, Mujiv Hataman ha richiesto un incontro tecnico di emergenza per monitorare la situazione a Marawi. Ha detto:

“Il governo regionale della ARMM ha ricevuto rapporti di scontri a fuoco in Marawi tra gruppi armati e forze di sicurezza. Le parole forse sembrano inutili, perché nessuna parola può esprimere come ci sentiamo nel condividere la paura e la rabbia della nostra gente. Condanniamo con forza questi atti di terrore fatti contro la popolazione di Marawi … La Città di Marawi è conosciuta come la città musulmana delle Filippine, ma ospita gente di storie e credi differenti. Questo terrore che accade in una comunità diversa legata dal rispetto reciproco e da un impegno condiviso per la pace è una farsa. Dovrebbero vergognarsi quei gruppi che seminano il terrore e dicono di farlo in nome dell’Islam. Chiunque affermi di lottare per una giusta causa eppure osi incitare alla violenza pochi giorni prima del Mese Santo del Ramadan è un mostro le cui parole sono in contraddizione con le proprie azioni.”

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