Mare settentrionale di Natuna, Indonesia cambia nome al proprio mare vicino l’isola di Natuna

L’Indonesia ha rinominato la zona settentrionale della sua zona economica esclusiva nel Mare Cinese Meridionale chiamandola North Natuna Sea, Mare Settentrionale di Natuna, un atto di resistenza da parte di nazioni del Sudestasiatico alle ambizioni territoriali cinesi nella regione marittima.

Mare Settentrionale di Natuna

Una parte di questo mare è reclamato dalla Cina con la sua Mappa dalle Nove linee che racchiude la stragrande maggioranza del Mare Cinese Meridionale. Sulle stesse zone comunque vari stati reclamano parti di mare che ricadono nelle loro zone economiche esclusive.

Il mare cinese meridionale è ritenuto essere ricco di giacimenti di idrocarburi e gas oltre ad essere zona ricca per l’industria della pesca.

L’Indonesia afferma di non avere parti da reclamare del Mare Cinese Meridionale ma si è trovata sempre a scontarsi in mare con le navi della guardia costiera cinese nelle acque vicino all’Isola di Natuna. Ha infatti detenuto pescatori cinesi e in conseguenza di questa presenza cinese ha riaffermato la presenza in mare rafforzando la propria presenza militare.

Si sa che la parte settentrionale del mare di Natuna è ricca di petrolio e gas naturale.

“Il ministro degli Affari marittimi ha detto: “Vogliamo cambiare il nome del mare dando un nuovo nome in linea che le pratiche solite: Mare Settentrionale di Natuna.”

A Pechino il portavoce del ministero degli esteri Geng Shuang ha detto di non sapere nulla di preciso ma ha ricordato che il nome Mare Cinese Meridionale è stato riconosciuto a livello internazionale ed ha chiari limiti geografici.

“Il fatto che alcuni paesi rinominano questa parte di mare è totalmente senza senso. Spero che il paese possa incontrare la Cina a metà strada e mantenere in modo opportuno la buona situazione attuale nella regione del Mare Cinese Meridionale, cosa che non è facile”.

Rinominare la zona in Mare Settentrionale di Natuna è un’affermazione politica e diplomatica e non ha un vincolo legale, ha detto l’esperto Andi Arsana dell’Università Gadjah Mada: “Sarà visto come un grande passo da parte dell’Indonesia per affermare la propria sovranità. Invierà un chiaro messaggio sia agli Indonesiani che alle persone che parlano diplomaticamente”.

“Questo sarà di certo notato a Pechino” dice Euan Graham di Lowy Institute che aggiunge come questa azione segue la rinnovata resistenza alle affermazioni territoriali da parte degli altri stati.

La scorsa settimana il Vietnam ha esteso una concessione di esplorazione ad una ditta indiana lungo la sua costa, mentre la compagnia statale vietnamita ha iniziato le esplorazioni a meridione, dove la Cina vanta alcuni reclami territoriali.

Nel frattempo il direttore dell’Ufficio di Sviluppo delle risorse energetiche, Ismael Ocampo, ha detto che il paese potrebbe togliere la sospensione alle operazioni di ricerca di gas e petrolio nelle Reed Bank, a 85 miglia nautiche, su cui però la Cina vanta qualcosa.

L’esplorazione fu sospesa a fine 2014 mentre le Filippine cercavano una decisione internazionale sul reclamo cinese. Le Filippine ottennero un verdetto favorevole dalla Corte Permanente dell’Arbitrato a L’Aia un anno fa.

Mentre la Cina ha sempre rigettato tale decisione arbitrale, il presidente Duterte nel salire alla presidenza ha espresso la propria riluttanza a chiedere l’applicazione di quella decisione preferendo una manovra di avvicinamento alla Cina e ristabilendo dei legami diplomatici ed economici alla ricerca di finanziamenti alle infrastrutture.

Con la dichiarazione dell’Ufficio delle risorse energetiche si offrono alla ricerca petrolifera oltre una ventina di blocchi di ricerca di petrolio, gas e carbone per l’offerta a Dicembre.

https://www.reuters.com/article/us-indonesia-politics-map-idUSKBN19Z0YQ

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