Opposizione alla fustigazione di due donne nello stato malese Terengganu

Due donne malesi sono state fustigate in pubblico secondo la decisione della corte islamica della sharia nello stato nordorientale malese del Terengganu perché avevano tentato di fare sesso lesbico. Erano presenti un centinaio di persone.

In compenso l’identità delle due donne non sarebbe stata stata rivelata. Secondo il vicepresidente dell’associazione degli avvocati musulmani Abdul Rahim Sinwan, “l’umiliazione è fuori luogo come anche fare male alla persona perché lo scopo non è umiliare la persona”.

“Nella fustigazione secondo la Sharia non si vuole far male alla persona, la si vuole educare. non è quindi dolorosa, dura . Non si vuole far soffrire la persona” dice l’avvocato.

Le due donne di 22 e 32 anni si erano dichiarate colpevoli davanti al giudice della corte della Sharia e dovranno anche pagare una ammenda abbastanza salata.

Il presidente dell’albo degli avvocati malesi ha espresso invece la propria contrarietà alla fustigazione, e a pene corporali analoghe, che è una pena inflitta sia dalla Corte della Sharia che dai tribunali malesi.

“Siamo inequivocabilmente e categoricamente contro ogni tipo di fustigazione che sia fatta dallo stato o dalle corti della sharia, in accordo con le norme internazionali dei diritti umani e della convenzione contro la tortura e trattamenti degradanti” ha detto George Varughese del Albo degli avvocati malesi.

“La fustigazione è di per sé una forma di pena crudele e degradante che toglie all’individuo ogni dignità e autorispetto” ha ribadito l’avvocato il quale ha detto anche che ci sono 53 paesi che hanno vietato la fustigazione e tra essi quattro paesi della Organizzazione della cooperazione Islamica.
“La Malesia deve essere la prossima”.

Ad esprimere analoghi sentimenti è stato anche Anwar Ibrahim.

“Sono un musulmano praticante. Non condivido quella interpretazione e certamente quel tipo di azione di fustigare pubblicamente senza un processo dovuto e mostrare della comprensione è qualcosa che i malesi non amano” ha detto Anwar Ibrahim dalle Filippine. “Se non si è attenti a fare dichiarazioni su queste cose si è catalogati come contrari alla Sharia, laici e così via”.

Il giorno dopo la fustigazione delle due donne, il ministro degli affari religiosi dello stato Pahang ha anche espresso l’intenzione di introdurre anche lì la fustigazione per le coppie omosessuali e per i gay che violano la legge islamica purché non causi danno fisico.

La questione resta aperta perché la Malesia ha due sistemi quello civile e quello islamico che funzionano separatamente e per molti è necessario cambiare la legge dello stato prima di tutto.

L’opposizione più forte ovviamente giunge dalla comunità LGBT che è fortemente discriminata.
La Commissione nazionale dei diritti umani malese, SUHAKAM, ha invitato a porre fine alla pratica delle pene corporali ed ha accusato la corte della Sharia dello stato Terengganu di voler umiliare le donne permettendo persino ai media di osservare alla fustigazione delle due donne.

“Suhakam chiede il rigetto di tali pene in tutte le leggi sia civili che della Sharia e di adeguarsi agli standard internazionali. Benché siamo coscienti che la legge permette la fustigazione, la corte avrebbe dovuto esercitare la discrezione giudiziaria secondo i princi della compassione, dell grazia e della dignità umana secondo l’Islam.”

Suhakam ha anche rigettato la nozione divulgata di una natura educativa della pena corporale a cui una nazione civile, acculturata e progressista non può fare ricorso.
Suhakam ha anche ricordato al governo centrale che il Comitato ONU per l’eliminazone della discriminazione contro le donne ha invitato a rivedere la legislazione della Sharia che pone le donne in uno stato di svantaggio. La costituzione malese stessa sancisce il diritto all’uguaglianza.

“Nonostante le critiche internazionali, il governo ed il parlamento non hanno fatto alcun passo tangibile.” ha detto Suhakam che ha chiesto di non minare gli obblighi internazionali della Malesia in campo dei diritti umani perché non sarebbe negli interessi del paese.

 

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.