Rischio di una catastrofe umanitaria col monsone che colpisce i campi Rohingya

Le prime piogge del monsone hanno colpito i campi che ospitano i rifugiati Rohingya in Bangladesh cominciando a mietere vittime e distruggendo ripari improvvisati, mentre le agenzie umanitarie denunciano il rischio di una catastrofe umanitaria con la stagione delle piogge che inizia.

UNHCR ha detto che molte zone dei campi sono allagate dopo delle piogge che hanno causato smottamenti del terreno che è privo di ogni copertura di vegetazione per fare posto alle case improvvisate. “La gente vive in pratica su castelli di sabbia” dice Caroline Gluck portavoce del UNHCR.

Alle 2,30 di lunedì notte un muro di fango nel campo di Katupalong è crollato uccidendo un bambino di tre anni e ferendo la madre. 300 rifugi di famiglie sono stati danneggiati.

Potenzialmente sono 200 mila i rifugiati Rohingya, su un totale di 700 mila, a rischio per le piogge che in genere durano fino ad ottobre, ammassati in campi in basso lungo la frontiera orientale.

Le condizioni estremamente precarie dei campo, le piogge stagionali pesanti pongono almeno 25 mila persone in una posizione di grande rischio, secondo lo IOM e UNHCR.

Dal giorno 11 maggio 2000 ripari sono stati danneggiati dai forti venti, dalle tempeste e dagli smottamenti che hanno colpito quasi 20 mila persone. Il dieci giugno altri 9000 persone sono state coinvolte da altri incidenti analoghi.

Fino al 3 giugno oltre 28 mila Rohingya sono stati ricollocati dalle zone di alto rischio per permettere dei lavori infrastrutturali.

Anche una strada costruita dall’esercito del Bangladesh sarebbe stata fortemente danneggiata dalle piogge ed è ora usabile solo per il trasporto di medicinali essenziali.

Le colline attorno ai campi sono state denudate di alberi lasciando il suolo sottostante disponibile a smottamenti del suolo. Il sistema fognario è molto rudimentale e a rischio di bloccarsi facendo prevedere un rapido sviluppo di malattie legate alle acque sporche, non ultimo il colera, stante anche le condizioni di sovrappopolazione e le cattive condizioni sanitarie.

Nonostante i nuovi terreni che il governo del Bangladesh offre per i ricollocamenti, gli spazi sono sempre angusti e precari di fronte all’enormità delle popolazioni a rischio.

Si ricorderà che i musulmani Rohingya sono fuggiti da agosto 2017 dal Rakhine birmano per mano dei militari birmani portandosi con sé storie di omicidi, stupri e distruzione di villaggi. Gli USA e l’ONU hanno denunciato che le violenze dei militari birmani sono pulizia etnica.

(fonte https://amp.cnn.com/cnn/2018/06/11/asia/rohingya-refugees-monsoon-rains-landslides/index.html)

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