Thailandia potrà continuare ad attrarre investimenti esteri e nazionali?

tassa della proprietà investimenti esteri

Secondo un articolo apparso su Bloomberg, “la Thailandia va incontro ad un secondo anno di esportazioni in calo, una cosa che non si vive nel paese almeno da due decenni e che ingrandisce le sfide per il governo dei militari”.
Secondo la Banca Centrale Thailandese “Le spedizioni all’estero che costituiscono il 70% dell’economia si sono contratte in sei sui primi nove mesi dell’anno e si contrarranno probabilmente entro il 2014”.
A paragone il tasso di crescita annuale tra il 2002 e il 2012 è stato del 13%.
Se poi confrontiamo la situazione del paese con quella dei vicini, Vietnam e delle Filippine compresi, questi hanno le esportazioni in crescita. La grande differenza secondo Bloomberg sono stati i tanti mesi di caos politico che hanno dilazionato il piano degli investimenti fino al colpo di stato del NCPO.
Un economista della Credit Suisse dice: “E’ possibile che le esportazioni continueranno a stare dietro a quelle della Malesia, del Vietnam e delle Filippine che un tempo erano sulla nostra scia. Abbiamo tecnologie obsolete e problemi strutturali che dobbiamo aggiustare. La domanda è se la Thailandia potrà fare abbastanza da continuare ad attrarre investimenti esteri e nazionali. E’ abbastanza inquietante”.
Secondo la National economic and social Board, NESB, il PIL è cresciuto del 0,6%si fino a settembre rispetto ad un anno prima, un valore più basso di una stima mediana di un’indagine di Bloomberg. La crescita economica sul secondo trimestre è stata del 1.1 contro una mediana di Bloomberg che assegnava 1.5%
La situazione di quest’anno, secondo Bloomberg sembra essere peggiore rispetto al 2011, quando un immenso alluvione bloccò alcune zone industriali thailandesi, con una crescita totale del PIL del 1%.
La Thailandia inoltre perde da tre anni in competitività nel settore elettronico dove non è riuscita ad  adatare la produzione degli Hard Drive per andare incontro ad una modificazione della domanda dei consumatori. Si è avuta una mancanza di investimenti in ricerca e sviluppo contrariamente alla tendenza che si aveva invece a Singapore, Malesia e Indonesia.
Bloomberg ricorda che l’indice di competitività internazionale ha portato la Thailandia dal 2007 al 2014 a perdere 34 posizioni, mentre Filippine, Indonesia e Malesia salivano; le esportazioni di elettronica che nel 2013 costituivano il 14% delle esportazioni thai sono cresciute del 3,8% quando nel 2007 crescevano del 10%.
Secondo Bloomberg la ragione fondamentale è che la Thailandia in questi anni ha fatto pochi incentivi alle industrie straniere dell’elettronica per investire in tecnologia moderna. Dice un economista della Phatra Security di Bangkok: “La Thailandia si è posta come un centro di produzione di Hard Disk per tanto tempo ma non ha fatto nulla per incentivare le compagnie straniere ad investir in tecnologia moderna. La richiesta di PC è caduta con una domanda maggior di smarfone e non abbiamo mai recuperato appieno da quanto perso rispetto agli altri mercati dopo l’alluvione del 2011”.
Secondo le ultime stime, quest’anno il PIL rimarrà piatto e tornerà a crescere forse tra il 3,5% e il 4,5% nel 2015. Se questo non dovesse aversi, perché le esportazioni non sembrano dover crescere, allora si potrà fare affidamento sulla leva monetaria che pone il tasso di cambio al 2% con spazi di manovra per eventuali accomodamenti per favorire la crescita.
Cosa fa il governo al momento?
“Il governo ha promosso un pacchetto di misure del valore di 11 miliardi di dollari per dare soldi contanti ai contadini ed ha promesso di accelerare la spesa per accrescere i consumi”
Nel frattempo l’investimento estero diretto è caduto del 38% rispetto all’anno prima. Dice il presidente della Federazione delle Industrie thailandesi: “Ho incontrato i grandi dirigenti d’azienda e sono ancora interessati ad investir qui per le esportare. Con la maggiore spesa del governo per infrastrutture ci attendiamo più investimenti in futuro dalle compagnie straniere.”
Secondo l’economista della Phatra Security “Dobbiamo aggiungere valore e renderle attraenti da momento che ci sono molti competitori. Abbiamo bisogno di dare più incentivi, risolvere i problemi con lavoro ed infrastrutture. Non possiamo starcene seduti e attendere che gli investitori scelgano noi”.
Riusciranno i nostri eroi del Golpe del 22 marzo a raccogliere le sfide e risollevare le sorti della Thailandia e non solo le loro? Hanno le qualità necessarie ? Non sono poche le persone che ne dubitano.

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