THAILANDIA: Sono tornate le magliette rosse

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Dopo mesi di silenzio sono tornate le magliette rosse in decine di migliaia, 60 mila per la polizia, a manifestare il proprio sostegno al primo ministro Yingluck, assediata ormai da vari procedimenti giudiziari a suo carico e a rischio di messa sotto accusa.

Mentre il PDRC continua a manifestare al centro di Bangkok nel Lumpini Park, le magliette Rosse si sono riunite in una parte periferica a 30 chilometri del centro di Bangkok, dove sono impossibili incontri ravvicinati. Alla cifra di 60 mila manifestanti della polizia, altre fonti parlano di un centinaio di migliaia di manifestanti poco verso il tramonto, anche se nella capitale c’era ancora movimento di mezzi verso l’area.

A parlare è il nuovo leader delle magliette rosse Jatuporn Pronpan che ha manifestato la stanchezza del popolo delle magliette rosse di fronte “al governo antidemocratico” del potere realista e degli attacchi continui alla libera espressione del voto, promettendo che una sollevazione popolare se Yingluck dovesse essere messa sotto accusa e fatta dimettere.

“Non cerchiamo un confronto con la folla antigovernativa” ha dichiarato Jatuporn alla Reuters “ma vogliamo mostrare la nostra forza e avvisare l’elite che non accetteremo il fatto che Yingluck sian rimossa dalle corti”.
Questa manifestazione è solo il momento introduttivo per quello che si avrà nei prossimi giorni quando le forze realiste proveranno a dare una spallata al governo Yingluck.
Jatuporn ha poi promesso che i loro militanti non si muoveranno dal sito della manifestazione per evitare gli scontri con il PDRC di Suthep. Ulteriori manifestazioni si avranno alla chiusura dell’anno nuovo thailandese del Songkran da 11 aprile al 17 aprile quando i procedimenti reali contro Yingluck andranno ancora avanti.

All’inizio di questa settimana la Corte Costituzionale ha accettato una petizione di un gruppo di 27 senatori che chiedono la messa sotto accusa di Yingluck per il suo abuso di potere di trasferire il capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale Thawil Pliensri che poi la corte amministrativa ha reinstallato al suo posto dichiarando illegittimo l’atto di Yinglcuk.
Ai giornalisti la Yingluck ha affermato la legittimità del suo atto aggiungendo di sperare che la corte si comporterà come ha già fatto in casi simili in passato, cosa per altro su cui pochi sono disposti a scommettere. Un caso analogo a quanto successo nel NACC per il caso del programma di sostegno al prezzo del riso che ha visto la richiesta di messa sotto accusa di Yingluck per una presunta negligenza, secondo il NACC, nella lotta alla corruzione.

sono tornate le magliette rosseQuesta folla di magliette rosse che per lo più proviene dalle campagne del nord e nordest, si è preparata a restare vari giorni. Non sono disposti ad accettare un primo ministro neutrale eletto dal potere delle elite. “Non c’è nessun modo in maniera assoluta che possiamo accettare un loro primo ministro. Il solo primo ministro che vogliamo è uno eletto”.
In questo quadro conteso, la posizione dei militari è quella ancora di restare fuori ad aspettare, neutrali. Come ha dichiarato il comandante dell’XI divisione di fanteria “I nostri gruppo di pronto impiego aiuteranno la polizia nei suoi sforzi di mantenere la sicurezza alla manifestazione dei rossi questo fine settimana. Comunque la nostra responsabilità è di restare neutrali”.

Dal Lumpini Park dove il PDRC di Suthep continua a sostenere il momento giudiziario contro Yingluck, Suthep ha dichiarato che da martedì potranno riprender i vari ministeri bloccati a lavorare, mentre il palazzo del governo e del ministero dell’interno devono restare chiusi perché servono gli interessi di Yingluck.
Nel caso che la corte costituzionale trovasse Yingluck colpevole di abuso di potere nei confronti di Thawil Pliensri e dovesse sciogliere il governo, Suthep ha promesso la spallata finale con la presa del potere da parte della rivoluzione del popolo che riprenderebbe il potere da un governo illegittimo. Si annuncerà il primo ministro e si procederà al sequestro di tutte le proprietà degli Shinawatra e al divieto della famiglia di lasciare il paese.
Suthep nei giorni scorsi è stato prosciolto dal tribunale dalle accuse di aver violato la legislazione di emergenza perché la legislazione di emergenza non è più in vigore, una motivazione strana. Secondo qualcuno, è come dire che non ci sono più crimini di guerra o contro l’umanità al finire della guerra. Una sentenza da lasciare scioccati. Basta questo per capire l’aria che tira nei tribunali di ogni ordine e grado nei confronti del governo Yingluck e capire fin dove si può arrivare.