L’onesto uso della forza e l’insicurezza dei militari thailandesi

Con la loro richiesta su l’ onesto uso della forza, in sostanza i militari chiedono per loro un’amnistia totale che copra ogni possibile colpa penale, civile e amministrativa, l’amnistia totale.

Dopo la bocciatura a settembre della bozza costituzionale da parte della Assemblea Legislativa Nazionale, il parlamento fantoccio scelto ad uno ad uno dai militari, il generale Prayuth ha nominato un nuovo comitato che dovrà provare a soddisfare meglio il palato difficile dei militari.

Per essere sicuro che i nuovi prescelti capiscono qual’è il loro compito, Prayuth ha dato loro dieci punti essenziali, da imparare a memoria e trascrivere sulla nuova costituzione.

Un aspetto chiaro che spiega perché la precedente bozza fu bocciata è presente al settimo punto che recita:

onesto uso della forza“La politica di sicurezza dello stato deve racchiudere il dovere dello stato a preservare la monarchia e l’indipendenza, sovranità e integrità del potere dello stato. Ogni onesto uso della forza per preservare la sicurezza dello stato sia da minacce interne che esterne deve essere escluso da pene civili, penali ed amministrative”.

Tralasciando il commento su l’onesto uso della forza, in sostanza i militari chiedono per loro un’amnistia totale che copra ogni possibile colpa penale, civile e amministrativa. Sia se uccidono manifestanti per strada o che li facciano sparire mentre sono in carcere nelle loro baracche, sia che nel profondo meridione qualche militare o vigilante ha il prurito al dito sul grilletto ed uccide qualcuno, qualunque cosa accada loro sono protetti, perché lo hanno applicato l’uso onesto della forza. Quale giudice dirà mai loro che non è onesto quell’omicidio o quella scomparsa forzata, ammesso che si possa definire onesto un omicidio di stato?

Poi Prayuth ha inserito tra l’altro due punti che farebbero sorridere se la storia della Thailandia fosse stata differente.

Un primo punto recita “Dovrebbero esserci dei metodi per emendare la costituzione legalmente così che la costituzione sia flessibile e appropriata per i tempi che cambiano. Impedirà ogni emendamento forzoso o violento della costituzione, specialmente i colpi di stato”

La Thailandia di oggi è cambiata e ha chiesto più democrazia, più decisione popolare, una monarchia più moderna. Chi non ha capito i tempi che cambiano sono proprio loro le elite ed i militari che hanno fatto l’unica cosa che sanno fare, il colpo di stato.

Quando la precedente amministrazione ha provato a cambiare la costituzione, secondo le procedure comandate, si è aperta la strada del colpo di stato.

Un altro punto che fa sorridere, al pari de l’onesto uso della forza, è l’ottavo punto che recita:

“La burocrazia e i rappresentanti dello stato, specialmente il personale militare, deve godere degli stessi diritti e libertà in ogni aspetto come i civili, compreso i diritti e la libertà di espressione a causa della loro professione militare.”

Propone forse Prayuth la possibilità di avere un partito dei militari, visto che gli unici a non poter parlare sono i democratici, i cittadini che lottano contro l’esproprio delle risorse naturali, i militanti che chiedono che sia riconosciuta la loro identità culturale e nazionale, coloro che denunciano le scomparse forzate, le tante persone che giacciono nelle patrie galere per aver fatto un disegno in un cesso pubblico o che semplicemente chiedono una monarchia costituzionale?

Un altro punto che fa sorridere è la solita lotta alla corruzione da essere inserita nella costituzione. Forse vogliono che nella costituzione si dica che sono i politici popolari ad essere corrotti, ma i militari esercitano solo l’onesto uso della forza e della corruzione, per la sicurezza dello stato e la salute della monarchia.

Di seguito proponiamo un articolo del solito Pravit Rojanaphrul sulle raccomandazioni di Prayuth alla nuova commissione di redazione della costituzione.

L’insicurezza della giunta inscritta nella lista dei desideri, Khaosodenglish

Molti commentatori percepiscono nelle recenti raccomandazioni della giunta un segno di insicurezza e di sfiducia verso i propri estensori nominati, mentre altri la vedono come parte del processo.

Sebbene ci siano opinioni discordanti sul cosa leggere nelle dieci raccomandazioni della giunta proposte il 18 novembre al Comitato di Stesura della Costituzione, quasi tutti hanno invitato la gente a restare attenti e vigili al processo di stesura, indipendentemente dalla delusione.

“Benché li abbiano scelti loro stessi, la giunta non si fida di loro” dice Phayao Akkahad, democratico e padre dell’infermiera volontaria uccisa nel tempio a Ratchadaprasong nel 2010. “Forse non si sentono sicuri”

L’artista e attivista Sinsawat Yadbantoey pensa che forse sono preoccupate delle altre influenze possibili. “La sfiducia è lì. Anche se sono stati scelti dalla giunta e questo riflette la mancanza di legittimazione, nulla impedisce ad altri di fare pressione. Quindi loro non si fidano”

Sisawat crede che alla fine la bozza rifletterà più o meno i desideri della giunta. La prima sarà prona per aprile a sei mesi esatti da quella bocciata a settembre.

Una volta che la bozza è pronta chi non ha accettato il processo dovrà decidere come e se votare nel referendum pianificato. “Sono contro il processo sin dall’inizio, tutto in tutti i passi è anormale. Il referendum sarebbe solo un modo per nascondere tutto e distrarre la gente. Probabilmente non parteciperò al referendum. Non volevo proprio aver nulla che fare con esso.”

Il docente della Thammasat University, Pichit Likitsomboon, non sostiene la giunta ma assume un approccio più da real politick rispetto all’intero processo.

Se piaccia o meno la giunta, Pichit dice che si deve prestare attenzione alle proposte e alla forma che il processo costituzionale prenderà perché alla fine avrà un impatto su tutti. Pichi è preoccupato perché le affermazioni del regime di inclusività e partecipazione del processo di stesura non si sono materializzati. Inoltre si attende che gli estensori cederanno alle richieste della giunta sulle questioni dell’onesto uso della forza e della amnistia totale.

Un’altra questione controversa è sulle raccomandazione che permettono ai militari di esprimere opinioni politiche pubblicamente come cittadini ordinari. Prese insieme alle altre raccomandazioni sembrano intese ad assicurare i membri ordinari dei militari nel caso avessero fatto un onesto uso della forza.

Per altri osservatori è preoccupante che si codifichi un corpo o un meccanismo che legalmente dia l’a possibilità di prendere il potere. Con la sesta raccomandazione i militari vogliono assicurarsi che il paese non giunga ad un punto morto, cosa che viene interpretato come scrivere nella legge di un corpo non eletto che può usurpare il potere dall’esecutivo e legislativo eletti. Questa clausola era stata paventata da tutto lo spettro politico nella prima stesura. “Non sorprenderà se gli estensori adotteranno tutte le raccomandazioni fatte dalla giunta poiché da lei nominati. I risultati finali non rifletteranno le aspirazioni della maggiorana ed è questo il problema” dice Pichit.

Uno dei portavoce degli estensori, Amon Wanichwiwatana ha negato che loro siano obbligati a seguire le raccomandazioni della giunta che per loro sono parte del processo normale, uguali a quelle che potranno sottomettere altri corpi come il governo.

“Normalmente il comitato deve ascoltare i punti di vista, non solo quello del NCPO” dice Amon che aggiunge: “Per quanto riguarda la pressione a dover aderire, non darò una risposta politica, ma insisto che non c’è una condizione per cui dovremmo adottare le dieci raccomandazioni”

Amon ha aggiunto che la raccomandazione sulla libertà di espressione dei militari sulla politica si è dimostrata controversa con il comitato. “Non siamo giunti ad una conclusione. Dobbiamo vedere se può colpire l’imparzialità del governo.”

Per Payao, la madre dell’infermiera uccisa probabilmente a Ratchadaprrasong dai militari nel tempio mentre prestava il soccorso ai feriti, l’amnistia e l’impunità legale è preoccupante. Non si può accettare che gli ufficiali militari non siano responsabili legalmente per l’uso della forza se hanno agito seguendo degli ordini. “Il sistema della Thailandia è di uno stato nello stato. Anche se possiamo eleggere un primo ministro quando è il momento la persona più potente sarà sempre un militare.”

Gothom Arya, studioso della pace della Mahidol University, conduce una serie di discussioni pubbliche sul come dovrebbe essere la nuova costituzione da cui sono emerse delle raccomandazioni.

Non critica Gothom la giunta per aver fatto le proprie raccomandazioni perché le regole l’ammettono. Comunque secondo lui il processo di stesura non si è dimostrato davvero partecipatorio indicando che il divieto di adunanze politiche oltre le cinque persone è di ostacolo ad ogni effettiva partecipazione e deliberazione.

Lasciare libertà ai soldati di esprimersi pubblicamente e liberamente potrebbe per Gothom portare all’insubordinazione verso un governo civile. Comunque non riesce a farsi un’idea definitiva finché non vede la bozza finale della costituzione nuova.

Pravit Rojanaphruk