La scomparsa forzata di Fadel Sohman a Pattani

Fadel Sohman viene rapito il 24 gennaio del 2016, ad una settimana dal suo matrimonio, davanti ad una scuola di Khok Poh distretto di Pattani.

Un altro caso su cui le autorità thailandesi del meridione non vogliono indagare, facendo credere che Fadel Sohman sia stato rapio dall’insorgenza a causa del suo coinvolgimento con le forze paramilitari thai.

Sul BangkokPost Anthony Davis di IHS Jane scrive che l’idea che fosse l’insorgenza ad aver rapito Fadel Sohman per costringerlo a costruire delle bombe è improbabile:

la scomparsa forzata di adel Sohman“L’idea che l’insorgenza costringa qualcuno contro la sua volontà in qualcosa di tecnicamente pericoloso come assemblare oggetti esplodenti improvvisati è francamente improbabile. Potrebbe assicurarsi che l’oggetto esploda o esploda prematuramente. Se questa è la spiegazione migliore che offrono sulle ragioni di un rapimento daparte dell’insorgenza, forse vorranno pensarci meglio”

Quando l’insorgenza sequestra qualcuno per qualunque ragione e lo uccide dopo averlo interrogato, vorranno farlo diventareun esempio ed assicurarsi che il corpo sia ritrovato. “Il fatto che sia completamente scomparso suggerisce che sia più probabile associato con elementi delle forze di sicurezza che potrebbero averlo sequestrato. Come è ben documentato, questi rapimenti sono già accaduti nel passato” dice Anthony Davis.

Il fatto che Fadel abbia collaborato con le forze di sicurezza rende difficile far credere che lo abbiano sequestrato proprio loro. Se elementi della sicurezza sospettavano o sapevano che si era unito all’insorgenza, sarebbe del tutto plausibile un omicidio extragiudiziale dopo un interrogatorio senza freni. “Un altro fattore è che le forze di sicurezza nel meridione non operano sempre come struttura unificata, quindi è possibile che alcuni elementi a Khok Poh o a Pattani non credevano che aveva cooperato mentre era in prigione”

Di seguito presentiamo la storia come scritta su UCANEWS

Cancellato: una scomparsa nel profondo meridione thailandese, di Abby Seif

Doveva essere la settimana del matrimonio, ed invece l’insegnate Nurainee Adae ha passato un pomeriggio nell’ufficio del suo preside a spiegare che è rimasta ad osservare, contro la propria volontà, il rapimento del suo fidanzato Fadel Sohman.

“E’ accaduto domenica 24 gennaio, verso mezzogiorno. All’inizio pensai che fosse uno studente” ha detto Nuraunee che insiegna informatica presso la scuola Mohammadiah di Khok Poh a Pattani.

Al momento del rapimento del fidanzato mangiava il pranzo insieme agli altri docenti mentre gran parte degli studenti era andata nella moschea a pregare.

Li smosse una piccola zuffa. A qualche metro dal parcheggio della scuola, tre uomini tiravano un uomo dalla sua moto dentro un’auto. Due dei sequestratori erano in abiti civili mentre il terzo aveva un giubbotto antiproiettile. Il trio tirò l’uomo che scalciava dentro una utilitaria nera e scapparono via. L’uomo si dibattè così tanto che perse una scarpa, raccontano le persone che videro la scena.

Scioccati Nuranee e i suoi colleghi andarono al direttore della scuola per capire chi fosse stato rapito. Le autorità facevano visite frequenti alla scuola Mohammadiah, benché non ci fosse mai stato un arresto nella scuola e di certo mai un sequestro.

“Poiché è accaduto fuori del cancello della scuola, ho pensato si trattasse di uno studente” ha detto il direttore Hilmi Usin. “Ho provato a radunare i docenti e discutere chi potesse essere. Abbiamo controllato gli studenti. Lo abbiamo fatto fino alle 3 del pomeriggio e non mancava nessuno, ma poi si è presentata la sorella di Fadel e ha detto che sarebbe potuto essere proprio il fratello la persona rapita. Disse che era a scuola per consegnare gli inviti al matrimonio, senza però dire alla fidanzata che sarebbe andato lì”.

Era davvero Fadel. “Non ho idea di cosa possa essergli accaduto” ha detto Nuranee.

A Pattani, Yala, Narathiwat e in quattro di stretti di Songkla le scomparse sono alquanto comuni. Sono province che combattono un’insorgenza dal 2004, quando scoppiarono una serie di violenti attacchi tra separatisti che vogliono uno stato separato nella regione a maggioranza musulnmana e le forze di sicurezza della regione.

Da allora oltre 6500 persone, civili per lo più, sono stai uccisi ed oltre 12mila feriti. L’area si trova sotto una continua legge marziale ed una legge speciale che hanno permesso a 60 mila persone della sicurezza di occupare l’area senza quasi contrasto.

Come tanti come lui, giocavi uomini seri con un’istruzione acquisita nelle scuole religiose e provenienti da certi villaggi, Fadel era da tempo sulla lista di sospettati.

Nel 2010 era stato denunciato per omicidio e possesso di armi, sebbene il caso fu rigettato tre anni dopo secondo il centro degli avvocati musulmani, CAM, un gruppo legale del posto che lavora con le famiglie. Si da allora i militari lo cercavano con regolarità.

“Ogni volta che c’era una bomba o una sparatoria usavano venire a casa” dice la madre di Fadel che ha detto che l’ultimo caso era di una sparatoria in un bar karaoke nel villaggio. Fadel in quel momento era a Bangkok e per chiarire con le autorità si presentò a luglio.

fadel sohman famigliaIl CAM ha detto che Fadel ha passato 7 giorni nel noto campo militare di Ingkhayuth ed in un altro sconosciuto prima di essere rilasciato senza accusa. La famiglia e gli avvocati non hanno saputo quello che è accaduto durante quei 14 giorni di custodia, ma quando è uscito ha iniziato a lavorare per i paramilitari del governo.

“Quando Dadel si unì ai paramilitari, non sappiamo cosa gli hanno dato.” ha detto la sorella, Fadilah Sohman. “Ma pensa al perché hai bisogno di fare quello, provare a trovare le ragioni”.

Per sei mesi prima della sua scomparsa, i paramilitari diventarono sempre più pressanti su Fadel sia per il tempo che per le energie, diceva la famiglia. Lo chiamavano e scompariva a Bangkok o Chumpon nel momento della chiamata. Quando ritornava rifiutava di parlare di quello che aveva fatto. Sembrava che avesse qualche restrizione. Non poteva andare dovunque, doveva attendere lo squillo del telefono” diceva la madre.

Ha detto la sorella che dopo aver iniziato a lavorare per i paramilitari “non è Fadel. E un Fadel differente”.

Le autorità hanno dato due spiegazioni della scomparsa di Fadel. Una è che era stato rapito dai separatisti. L’altra spiegazione, che è particolarmente sconcertante per la famiglia, è che suo fratello Fadellan, che era entrato nella clandestinità perché sospettato dalla polizia di essere un insorto, lo aveva rapito.

Ci sono anche altre teorie date dalle autorità. Un giorno la polizia si recò presso la casa di Nurainee dicendole: “Forse hai fatto tutto tu perché lui è un playboy”.

Quello su cui loro rifiutano di fare indagini comunque è la possibilità che le forze di sicurezza lo abbiano sequestrato.

Il giorno prima che Fadel scomparisse era tornato da un’altra settimana di un viaggio del mistero a Bangkok. Rimase seduto a casa calmo a pensare, ha detto la famiglia.

“Sospetto che i militari lo hanno fatto scomparire con la forza” dice la madre di Fadel, Pattiyo. Sua figlia invece “Perché lo avrebbero fatto, non siamo sicuri”.

Rifiutando di allargare il caso, sembra che le autorità vogliano spingere la famiglia di Fadel a lasciar perdere il caso. La madre e la sorella hanno detto che la polizia si è recata a casa loro innumerevoli volte dalla scomparsa. Quando ospitarono i giornalisti nazionali e locali la settimana dopo, la sorella disse: “i militari vennero a casa nostra e ci hanno chiesto ‘come avete contattato i giornalisti e perché?’ Alcuni giornalisti vedono i militari ed hanno paura.”

Il capo della polizia di Khok Pho dice che la polizia ha fatto le sue indagini senza però trovare alcuna traccia. “Non ci sono ancora sospettati per ora poiché non sappiamo chi ci sia dietro l’incidente. Non ci sono telecamere. I testimoni non hanno visto le facce di chi l’ha rapito. Hanno visto solo le spalle” ha detto il poliziotto.

Quando gli è chiesto se hanno considerato la possibilità di una scomparsa forzata, il capitano ha obiettato: “Questo caso è ancora sotto indagine, non possiamo dire nulla ora”.

Qualche settimana prima della scomparsa di Fadel Sohman, l’ONU denunciava l’eterno problema della Thailandia con le scomparse forzate. Dal 1980 erano 82 le persone scomparse che in Thailandia devono ancora essere dichiarate illegali. Quindi anche nei casi in cui sono le forze di sicurezza coinvolte nelle scomparse forzate, per loro il rischio è sempre quello di reati minori. Molto più spesso i casi sono ribaltati e di rado investigati bene.

Potrebbe darsi il caso che siano stati gli insorti a sequestrare Fadel, dicono i difensori dei diritti umani, ma poiché la polizia non vuole neanche considerare l’opzione che siano stati i militari o i paramilitari a sequestrarlo, ciò è indicativo di un fallimento sistematico di indagine di questi casi.

“Non vogliamo che la polizia cancelli la possibilità di una comparsa forzata” ha detto Kingsley Abbott della Commissione Internazionali di Giuristi a bangkok.

“Ci sono tre ragioni per credere che possa esserlo. Primo c’è una storia lunga di scomparse forzate particolarmente nel profondo meridione. Molti di questi casi coinvolgono la vittima sequesrata per strada e spinta in un’auto. C’è una somiglianza di operatività” ha detto Abbott.

“Fadel Sohman ha anche una storia di contatti on i militari ed è stato detenuto in campi militari nel passato, e non è del tutto sconosciuto alle autorità dello stato”.

Kaosat Ali-mamah che lavora presso il CAM come assistente del caso e compila dati sulla tortura e scomparse forzate, ha detto che il governo non mantiene i suoi obblighi.

“Il governo ha detto che non ci saranno più scomparse forzate. Poi però continuano ad accadere e la gente vuole sapere perché”