Le conseguenze politiche dei cambiamenti climatici

I periodi di siccità hanno spesso delle conseguenze politiche. Quindi anche l’attuale El Nino che ha causato temperature elevate e una bassa piovosità in tutto il sudestasiatico potrebbe avere presto delle conseguenze.

Dipende molto se le piogge di questa estate saranno normali in termini di quantità e di periodo di arrivo, ma nel frattempo molti soffrono. Secondo gli scienziati del clima El Nino si sta pian piano indebolendo ma potrebbe perdurare per tutto aprile ritardando l’instaurarsi della stagione dei monsoni. Non è certo se sarà seguito dalle condizioni normali o l’opposto, La Nina, che porta piogge più pesanti del normale.

Esempio lampante delle conseguenze politiche, nelle Filippine tre persone sono morte quando la polizia dal grilletto facile ha aperto il fuoco sui contadini che manifestavano contro la mancanza di aiuto del governo dopo che i raccolti sono andati persi. Seimila contadini e le loro famiglie hanno bloccato la strada tra Cotabato e Davao a Mindanao. Le aree di collina di Mindanao sono state particolarmente colpite e sebbene le autorità avessero avuto mesi per preparare gli aiuti, è stato fatto ben poco.

Se questa tragedia avrà un impatto sulle elezioni presidenziali prossime non è certo ma potrebbe ricordare agli elettori quanto siano lontani dai problemi dei cittadini ordinari delle Filippini i politici. Ma non sono solo i contadini ad essere colpiti. I cittadini di Cabu City subiscono forti razionamenti della distribuzione di acqua potabile perché le riserve si stanno esaurendo. Di certo i governi non possono controllare il tempo, ma una stagione dura del El Nino era stata prevista, dando così opportunità per prepararsi per tempo.

Le parti della regione più colpite sono le isole dell’Indonesia Orientale e Mindanao ma sono anche colpite la penisola Malese, gran parte della Thailandia e Cambogia, Birmana centrale e Vietnam.

La Malesia non ha granché da preoccuparsi del riso, che è importato. Ma una stagione secca più calda prolungata ha un grande impatto sulla produzione dell’olio di palma. Di conseguenza il prezzo è salito fornendo un risarcimento, ma complessivamente El Nino si aggiunge ai problemi di un’economia che soffre a causa del prezzo basso del gas e del petrolio, livelli di debito elevati e fuga di capitali. Nel breve periodo le condizioni atmosferiche potrebbero non essere più un problema dello scandalo del 1MDB, ma resta come preoccupazione per la grande maggioranza dei Malay della popolazione rurale.

Il contestato capo militare thailandese, Prayuth Chanochoa è già abbastanza impopolare tra i contadini alleati dell’ex premier Thaksin, specie nel nordest, dove sin dal golpe è in corso una repressione militare dura. Varie province di questa regione soffrono della siccità a cui si aggiungono la produzione nazionale del riso giù del 16% ed i problemi dei bassi prezzi di gran parte dei prodotti agricoli. Fu Prayuh a cancellare il generoso ma malaccorto programma di sostegno al prezzo del riso che ha dato sostegno ai contadini durante l’amministrazione della sorella di Thaksin, Yingluck. Prayuth è anche capo della commissione nazionale dell’Acqua.

I livelli di acqua nelle grandi riserve idriche sugli affluenti del Fiume Chao Phraya hanno tagliato la produzione elettrica e l’irrigazione. Secondo varie fonti i livelli di acqua sono così bassi da minacciare l’integrità di alcune strutture delle dighe. Ci sarà bisogno di piogge oltre il normale per ripristinarle ad un livello di sicurezza.

L’impatto sulla Birmania centrale, che è sempre una zona asciutta, è più duro di sempre a causa della temperatura che è salita anche a 45 gradi centigradi. Cosa simile si applica a parti del Vietnam come le alture centrali e il Delta del Mekong. Le piogge ridotte hanno ridotto il flusso del Mekong e di altri fiumi contribuendo all’intrusione di acqua salmastra penetrata molto all’interno colpendo la crescita delle piante.

Mentre le Filippine e l’Indonesia importano più riso e Thailandia e Vietnam vedono una riduzione della loro produzione, si ridurrà l’eccesso di riso dei magazzini thailandesi accumulato durante la politica del governo di Yingluck di sostegno al prezzo del riso. Ma nonostante El Nino che colpisce molta della produzione mondiale di riso, i prezzi di esportazione del riso non si sono quasi mossi, fluttuando attorno al livello di 370-400 dollari contro i 600 di tre anni fa. Le scorte restano alte a causa dei buoni raccolti nell’anno precedente in Bangladesh, Pakistan e Cina.

Dalla prospettiva globale di disponibilità del riso, è più una questione di superfici coltivate a riso che di andamenti climatici e poi la superficie risponde ai prezzi. Il livello dei prezzi attuale potrebbe essere insufficiente a sostenere la superficie coltivata anche se i prezzi dei fertilizzanti sono anche scesi.

La situazione dei depositi mondiali resta stabile attorno al 33% del consumo annuale ma i depositi dei principali esportatori sono caduti nettamente e sono previste giungere al 14% per la fine dell’anno contro il 27% di tre anni fa. Questo suggerisce che si potranno avere alcune strette sul mercato anche se le condizioni dovessero ritornare normali.

Ma se la Thailandia non è preparata a continuare a sostenere il prezzo del riso per comparsi il favore dei contadini, sarà necessario un grande aumento per rendere profittevole per molti la coltivazione del riso.

La temperatura politica, accresciuta dalla repressione militare della base di Thaksin, è destinata a crescere.

Philip Bowring, AsiaSentinel