FILIPPINE: Febbraio il mese della pace

I negoziati di pace nelle Filippine
Febbraio è il mese in cui hanno inizio i due colloqui di pace tra Il Governo Filippino e MILF, il Fronte di Liberazione Islamico Moro che lotta per l'indipendenza di Mindanao, da una parte e tra il Governo Filippino e NDF, il fronte nazionale democratico del Partito Comunista Filippino, dall'altra. Dopo anni di stallo nei negoziati, l'avvento al governo di Noynoy Aquino sembra aver aperto nuove speranze ed aspettative sia nel campo ddel MILF che in quello della insorgenza comunista. Oltre a porre nel suo discorso di insediamento il tema della pace e della fine delle insorgenze come uno dei punti cardine del suo programma elettorale, ha anche nominato come suoi delegati ai colloqui di pace esponenti molto attenti e di buona reputazione nelle questioni.

 

Negoziati di pace con MILF

Dopo mesi di ritardi, i delegati della pace del Presidente Noynoy si stanno incontrando per il secondo giorno a Kuala Lumpur, in Malesia. C'è molto ottimismo nei due gruppi di negoziatori e si spera di apporre entro l'anno la firma ad un trattato di pace, nonostante le molte difficoltà che sono sul terreno.

Da un lato le aspettative iniziali del MILF di fronte all'elezione di Aquino a presidente si sono un po' affievolite di fronte all'arresto di alcuni membri del MILF e alla scelta del facilitatore malese, che Aquino vedeva come troppo incline verso il MILF. Nello stesso tempo, una scissione nell'interno stesso del MILF ha portato alcuni membri importanti a separarsi e a dare luogo, nonostante le rassicurazioni addotte dal MILF, ad una nuova formazione forte di almeno 1000 uomini alla cui guida c'è il temuto comandante Kato, che alla rottura dei negoziati del 2009 si rese responsabile di almeno 400 morti ignobili nei confronti delle comunità cristiane. Centinaia di migliaia furono i profughi.
La preoccupazione dell'amministrazione Aquino, per cui questa scissione potrebbe compromettere la capacità del MILF a mantenere la parola data nei colloqui, è stata espressa nei colloqui dal capo negoziatore Marvic il quale ha esordito nei colloqui dicendo: “Veniamo a lavorare insieme a voi per portare pace, non solo per aspirare alla pace” ed ha ammesso il bisogno di affrontare le ingiustizie storiche per poter trovare una soluzione duratura.
Questo conflitto, iniziato negli anni 70, è costata la vita ad almeno 150 mila persone. Forse è tempo di scrivere la parola fine.
 

Negoziati di pace con NDF

Il Governo Filippino e NDF hanno raggiunto l'accordo per un cessate il fuoco di sette giorni mentre i negoziati formali ricominciano la settimana prossimo in Norvegia nella speranza di portare a termine una guerriglia che dura ormai dagli anni 60. I precedenti colloqui terminarono nel 2004 quando NDF e PCF furono inclusi, grazie anche all'allora presidente Arroyo, nella lista delle organizzazioni terroristiche sia dagli Usa che dalla Comunità Europea. Attualmente la guerriglia comunista, che può contare su almeno 4000 persone, è attiva in 69 delle 80 province filippine, specie nelle zone più povere dove però ci sono grandi risorse naturali. Il conflitto ha generato almeno 40 mila morti ed ha impedito gli investimenti nello sfruttamento delle risorse naturali.
Il delegato di Aquino, Alexander Padilla, già avvocato difensore dei diritti umani, ha dichiarato: “la nostra proiezione più ottimistica è che si possa completare questo processo in diciotto mesi e che la pace sia raggiungibile in tre anni, se entrambi i lati sono attenti e sinceri nel portare a termine questa violenza senza senso.”
“Non chiediamo loro di capitolare o di arrendersi. Stiamo provando a trovare un accordo giusto, onorevole e eguale con CPP-NPA-NDF, ma ovviamente in accordo con la nostra costituzione e la nostra legge.” ha aggiunto Padilla.
Inoltre come misura di buona volontà, entrambi i campi di propria decisione dichiareranno un cessate il fuoco o cessazione di ostilità per tutta la settimana dei colloqui di pace.
Mella settimana dei colloqui si discuterà delle riforme socio economiche, politiche e costituzionali e la fine delle ostilità e la disposizione delle forze in campo con la formazione di gruppi di lavoro che affrontino i concetti, il meccanismo e i tempi.
“Speriamo che si abbiamo degli accordi sulle riforme da perseguire e che si possa procedere all'altro passo: discutere la fine delle ostilità e la disposizione delle forze.” ha detto Padilla che ha aggiunto che il comitato di monitoraggio unito si incontrerà per discutere alcuni aspetti dell'accordo Comprensivo sul Rispetto dei Diritti umani e la Legge Internazionale Umanitaria, il primo accordo raggiunto.