Re thailandese Rama X si riprende alcune prerogative nella nuova costituzione

I ritratti giganteschi di Re Bhumibol sui palazzi governativi, sui grandi centri commerciali o sugli hotel di lusso sono, piano piano ma inesorabilmente, sostituiti dalle immagini del figlio. Mentre i Thailandesi vestiti di nero continuano a piangere la morte di Bhumibol, il nuovo Re thailandese Rama X, Maha Vajilarongkorn Bodindradebayavarangkun, risistema piano piano i pezzi che costituiranno il suo poter ed il suo regno.

Il primo ministro generale Prayuth Chanochoa, ex comandante dell’esercito giunto al potere col golpe di maggio 2014, ha guidato una successione per lo più tranquilla, segnata dalla conferma del I dicembre della alita al trono di Vajiralongkorn dopo un breve periodo di interregno sotto la reggenza guidata dal consigliere del re.

re thailandese ramaNon si sono avverate le preoccupazioni di una transizione reale segnata da instabilità politica o da una chiusura nazionale prolungata mentre gran parte dei Thai con calma cominciano a farsi una ragione del cambio di monarchia monumentale.

Re Vajiralongkorn, conosciuto come Rama X, è il re più anziano a salire al trono nella secolare dinastia Chakri e si prevede che la sua incoronazione sarà formalmente fatta tra ottobre e novembre al termine dei complessi riti funerari per re Bhumibol. Le indicazioni iniziali dicono che Vajiralongkorn potrebbe presiedere una monarchia più presente di quanto lasciato in eredità dal padre venerato dopo decenni sul trono con implicazioni potenziali per la politica e le dinamiche del potere del paese.

Lo si è visto quando il suo segretario privato, in base alle osservazioni di Vajiralongkorn, ha chiesto dei cambiamenti alla bozza costituzionale, approvata lo scorso agosto in un referendum nazionale, prima di sottoscriverla. Le tre sezioni sono tutte sui limiti e interpretazioni del potere reale. Il processo reale ritarderà il percorso temporale della giunta verso la democrazia con le elezioni inizialmente previste per fine 2017 ma ora ritardate a metà del 2018.

Gli emendamenti daranno al nuovo re più autorità autonoma delle precedenti versioni. Un emendamento darà al re l’autorità completa di nominare o meno un reggente mentre è all’estero o nella incapacità di esercitare le funzioni reali. Vajiralongkorn si sa che risiede spesso in una villa lussuosa in Germania. Quando Vajiralongkorn si prese il tempo per elaborare il lutto del padre piuttosto che assumere immediatamente il potere alla morte del padre, il presidente del consiglio della corona Prem Tinsulanonda, già comandante dell’esercito e primo ministro, divenne automaticamente il reggente.

I cambiamenti della carta cancelleranno il comitato proposto di politici di vecchia data, ufficiali e giudici come nella sezione 5, che avrebbero l’autorità di decidere su questioni non definite esplicitamente nella costituzione. Il potere verrà chiaramente riportato al re, come riportato largamente e appena vagamente nella costituzione del 2007. Un terzo cambio non richiederà più la controfirma del primo ministro dei comandi reali.

Letti in modo combinato i cambiamenti daranno più potere costituzionale al re di quanto incluso nella bozza sottoposta a referendum. A fine dicembre il parlamento della giunta approvò una legge che dà al solo potere del re la nomina del Patriarca Supremo della religione buddista.

Resta da vedere come saranno esercitati questi poteri reali. I diplomatici a Bangkok si chiedono già se il Consiglio della Corona di 18 membri avrà lo stesso poter e prestigio che esercitava precedentemente.

Alcuni giorni dopo l’ascesa al trono Vajiralongkorn cambiò vari membri del Consiglio della Corona toliendo molti membri anziani e sostituendoli con grandi generali allineati col regime militare di Prayuth. Lasciò solo il presidente anziano Prem, uno degli aiutanti più anziani del padre e custode del prestigio reale, sebbene sia ancora possibile una scossa più vasta alla morte dell’influente Prem.

Alcuni analisti credono che L’Ufficio delle proprietà della Corona sia destinato ad un maggiore poter reale. Prima della scomparsa del padre, Vajiralongkorn affermò la propria influenza nominando persone sue alle posizioni principali in carico per le operazioni, le residenze reali e la sicurezza. La nomina di Chirayu Isarangkun Na Ayuthaya, direttore dell’Ufficio delle Proprietà della Corona, a ciambellano dello stesso Ufficio è stato visto come una mossa attenta a mantenere continuità e bilancio tra vecchi e nuovi, mentre apre la strada al Re Rama X a nominare un nuovo presidente del CPB che controlla decine di miliardi di dollari di ricchezza reale.

L’unità delle guardie sue personali, Guardia reale 904, sarà più appariscente. A novembre Vajiralongkorn ha consolidato un’unità del Re operativa, il quarto battaglione della I divisione di fanteria di base nel I comando regionale dell’esercito a Bangkok, con le sue unità accrescendone grandezza e potenza. La I divisione di fanteria è stata importante in quasi tutti i golpe della Thailandia. A firmare queste operazioni è stato il comandante della I regione dell’esercito Generale Apirat Kongsompong, figlio del golpista del 1991 Sunthorn Kongsompong, piuttosto che il comandante dell’arma Chalermchai Sitthisart.

Militari e gente del palazzo dicono che il compianto Sunthorn abbia aiutato Vajiralongkorn, un pilota con licenza e decorato, nell’addestramento nel come condurre gli elicotteri negli anni 80. Fu allora che Vajiralongkorn conobbe Apirat con il quale poi rafforzò e approfondì i rapporti, prima che Sunthorn decedette per cancro.

Alcuni diplomatici a Bangkok vedono Apirat, soldato della Guardia del Re, come potenziale futuro comandante dell’esercito, una sfida potenziale sostenuta dal re stesso alla recente dominio dei capi della giunta, Prayuth compreso, che proviene dalla competitiva Guardia della Regina.

Altri analisti si chiedono se il nuovo re definirà la propria eredità sponsorizzando una riconciliazione guidata dal re. Lo scorso novembre Vajiralongkorn colpì la giunta NCPO durante l’audizione reale sul bisogno di una genuina riconciliazione e della stabilità.

Il ministro della difesa Prawit Wongsawan ha da allora condotto una campagna per riconciliare i campi opposti nel partito Puea Thai e nel partito democratico, dove i capi politici dovranno firmare un memorandum che sottolinei le regole politiche di base tra cui il giuramento alla corona prima che si tengano le nuove elezioni.

Vajiralongkorn ha il potere di concedere il perdono reale, autorità che alcuni nel campo del Puea Thai sperano di poter riportare in patria l’ex premier in esilio e già condannato Thaksin Shinawatra in nome della riconciliazione nazionale.

Una tale manovra sarebbe ancora un anatema per i capofila monarchici che tacitamente hanno appoggiato i golpe del 2006 e 2014 per strappare agli eletti Thaksin e Yingluck Shinawatra il potere politico di eletti.

Prawit ha insistito che la sua iniziativa di riconciliazione non includerà un’amnistia. Ma con lo spostamento del centro di gravità del regno con questo nuovo monarca, la giunta mnilitare forse non ha più la parola finale.

Shawn Crispin  http://www.atimes.com/article/new-reign-takes-hold-thailand/