SUDESTASIATICO: La crisi libica e l’emigrazione dal sudestasiatico

La drammatica situazione in Libia ha delle forti ripercussioni sugli immigrati del sudest asiatico che vivono e lavorano in Libia e che stanno cercando in tutti i modi di scappare e tornare il più presto possibile a casa.
«Il primo gruppo di circa 260 indonesiani sta lasciando Tripoli per essere trasportati a Tunisi da Tunisia Air e da lì sarà diviso e imbarcato su altri voli commerciali diretti a Jakarta.» ha dichiarato l'ambasciatore Indonesiano a Tunisi che ha indicato principalmente donne, bambini e donne emigranti sole, oltre a 20 studenti, mentre altri 100 studenti sono in salvo in quanto vivono in dormitori e pronti comunque ad essere evacuati. In totale vivono 850 indonesiani di cui 500 lavorano per una compagnia di costruzioni per la costruzione di strade e ponti; ci sono 130 studenti universitari, 50 donne e membri dell'ambasciata. Per il secondo gruppo invece si sta ancora procedendo allaregistrazione e non è ancora noto quando saranno evacuati. <

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In Malesia torneranno 131 persone che sono state già trasportate a Tunisi con un volo della Tunisi Air insieme ad altri emigranti. Da lì poi voleranno a Roma per essere poi presi da un volo della Royal Malaysian Air Force, mentre alcuni studenti hanno invece deciso di rimanere sul posto. In precedenza un volo della Royal Malaysian Air Force non era stato fatto atterrare a Tripoli.

Di filippini in Libia ne vivono 30 mila e per 13 mila di questi sono in preparazione i voli di evacuazione predisposti dai loro stessi datori di lavoro. Altri 300 che lavoravano in varie località dell'interno sono stati portati a Tripoli in un'area sicura, mentre altri sono stati trasportati a Malta o in Grecia, mentre altri 134 si trovano nell'ambasciata filippina a Tripoli.

Di thailandesi che vivono in Libia ce ne sono 23 mila per lavoro e 2700 hanno già lasciato la Libia via terra: 600 verso la Tunisia e 350 da Bengasi verso l'Egitto. Altri 4000 lasceranno Tripoli per la Tunisia via mare forse in data 26 febbraio. Altri 1000 si trovano in Tunisia ma sono dispersi a causa dell'altissimo numero di stranieri che stanno arrivando.

In realtà gli sforzi e i sacrifici che queste nazioni devono fare per portare in sicurezza le centinaia di migliaia di emigranti sono molto alti. Non hanno consolati dovunque e perciò non possono dare la stessa assistenza che la altri stati forti stanno dando, ma stanno facendo tutti gli sforzi possibili. Ma l'associazione filippina Migrante International denuncia il ritardo con cui l'amministrazione Aquino si è mossa lasciando passare giorni preziosi mentre la violenza diveniva sempre più aspra. Infatti solo ieri Aquino ha annunciato il suo piano di evacuazione
Peggiore la situazione dei lavoratori del Bangladesh, circa 60 mila, per i quali il governo non ha alcun piano di evacuazione. Il ministro degli esteri dichiara che «non è ancora chiaro quali misure potremo adottare per evacuarli, speriamo di spostarli in un luogo sicuro.»