Ordinazione delle donne in Thailandia ed il clero buddista

Il clero buddista thailandese proibisce l’ ordinazione delle donne. Questo non ferma il monastero di Nirotharam a Chiang Mai che è la più grande comunità di monache e novizie che hanno il forte sostegno dei monaci e residenti locali.

ordinazione delle donne bhikkhuni

Secondo il consiglio supremo della Sangha, i monaci non devono ordinare monache per non rischiare una punizione. Le donne che vogliono vivere una vita monastica hanno bisogno di essere ordinate nello Sri Lanka che riconosce l’ordine delle bhikkhuni.

L’opzione più pratica ed economica è di invitare precettori singalesi in Thailandia per poter ordinare molte monache per volta.

Gli anziani vogliono fermar anche questo chiedendo al ministero degli esteri di non dare visti per monaci singalesi impedendo loro di venir in Thailandia per ordinare le donne. Il ministero degli esteri accetta di buon ordine, sebbene sia una violazione eclatante della libertà di movimento e di credo religioso.

La mia ultima visita a Nirotharam, il cui significato è posto per porre fine alla sofferenza, ha riconfermato il mio credo secondo cui la discriminazione di stato non porta a nulla. Quello che conta è la fede pubblica e non si è fermata affatto la ordinazione delle donne.

“Quando si vuole far crescere i semi del merito, si vuole andare in un posto che credi il più fertile” dice Sanit Inyasom, capo comunità. “Mi sono guardato intorno e l’ho trovato a Nirotharam”

Sanit è tra le tantissime persone che ha partecipato ad una ordinazione di massa di 90 novizie, samaneri, lo scorso mese al monastero di Nirotharam nel distretto di Chomthong a Chiang Mai.

All’esterno della sala di ordinazione la gente ha portato tutti i cibi vegetariani da essere distribuiti gratuitamente.

Dentro 90 nuovi samaneri, giovani ed anziane, vestite negli abiti color zafferano, cantavano le loro promesse in modo solenne prima di dare il loro rispetto all’immagine di Buddha. Alcune hanno pianto per la gioia come hanno fatto anche alcuni familiari.

Sebbene le loro vite monastiche durino solo due settimane, è un momento importante per il buddismo thai, impossibile solo un decennio fa, che le donne possano essere ordinate al pari degli uomini. L’ordinazione per un breve periodo è diventata anche molto popolare particolarmente tra le donne che lavorano a mostrare che il muro posto dal clero contro l’ ordinazione delle donne si sta sgretolando in fretta.

Sin dalla prima ordinazione di una donna del Bhikkhuni Dhammananda in 2003, è cresciuto rapidamente il numero di monache e novizie in Thailandia nonostante la dura opposizione del clero.

Secondo uno studio del Vijja Bhikkhuni Aramaya Centre, ci sono almeno 173 bhikkhuni, 50 samaneri, e 23 sikhamana, donne che osservano le pratiche religiose al tempio per prepararsi all’ordinazione, in 60 centri nel paese.

Il monastero Nirotharam è guidato da Bhikkhuni Nanthayanee, famosa insegnante del Dhamma. É la più grande sangha (ordine) del Bhikkhuni con 34 bhikkhuni, 16 samaneri and 16 sikkhamna. Quando saranno ordinate tutte le samaneri ci saranno 50 bhikkhuni a Nirotharam.

Dopo la cerimonia di ordinazione, la abate ha portato le novizie appena ordinate e l’intera Sangha del Bhikkhuni a dare il proprio saluto ai monaci di Chiang Mai ricevendo un caldo benvenuto in una cerimonia grandiosa.

Qual’è il segreto di Nirotharam che ha attratto così tanto sostegno locale?

“La gente vuole degli insegnanti religiosi che possano spiegare chiaramente e sistematicamente i concetti difficili nei canoni buddisti alla gente normale. Ed è difficile trovarli. Phra Acharn è una” dice Thira Nathong. Phra Acharn significa insegnante venerabile.

Questa è l’unica ragione per cui la femminista Sutada Mekrungruengkul scelse Nirotharam quando decise di farsi ordinare.

“Per praticare bene, hai bisogno di un insegnante. Phra Acharn è un grande insegnante” dice Sutada, militante dei diritti delle donne. “La sua stretta osservanza della disciplina monastica ne fa un modello da seguire. Nirotharam inoltre dà una vera atmosfera di tempio con stretta interazione con le comunità locali”.

A Nirotharam, le novizie e le monache non toccano soldi e si dedicano a studiare le scritture buddiste e alle pratiche spirituali. Le questioni finanziarie sono gestite da una fondazione il cui comitato assicura la trasparenza. Le monache e le novizie mangiano un pasto vegetariano al giorno. Camminano a piedi scalzi secondo il codice monastico di condotta.

Bhikkhuni Nanthayanee, che si chiamava Rungduan Suwan, gode di rispetto come insegnante di dhamma si da quando era maechee, monaca vestita di bianco col capo rasato. Nata e vissuta a Chiang Mai, fu ordinata maechee nel 1980 dopo aver finito l’università e dopo aver osservato la vita religiosa per alcuni anni.

Il suo insegnamento vivo e facile da capire dei difficili concetti buddisti, insieme alla sua disciplina stretta, ne ha fatto un’insegnante molto ricercata da parte delle istituzioni scolastiche ed imprese pubbliche e private.

Se si considera lo status inferiore delle monache rispetto ai monaci, maechee Rungduan non poneva minacce al clero nonostante la sua importanza come insegnante di Dhamma in quegli anni. Né ora.

Dopo due decenni di monacato, fu ordinata prima samanari nello Sri Lanka nel 2006, poi bhikkunhi nel 2008 col sostegno di monaci locali che apprezzano l suo ruolo di insegnante.

Da bhikkhuni mantiene relazioni cordiali con il clero locale mostrando che la discriminazione contro le monache esistono principalmente nella gerarchia maschile del clero.

Mantenere il riferimento dei monaci fa parte anche del codice di condotta di una bhikkhuni che stipula che le monache devono sempre mostrare rispetto ai monaci senza riguardo alla loro età.

Molti che sostengono l’ ordinazione delle donne affermano che la disciplina monastica per le donne, molto più dura di quelle degli uomini, è discriminatoria e scritta molti secoli dopo la morte del Bhuddha.

A Nirotharam la politica è di mantenere un profilo basso aderendo alle regole monastiche Vinaya mentre con calma si pratica, si insegna, si rafforzano i legami con le comunità locali e ci si mantiene lontano dalle controversie del bhikkhuni.

Per esempio la controversia della doppia ordinazione. Sotto la Vinaya, le bhikkhuni devono essere ordinate da anziani bhikkhu e bhikkhuni. Il clero thai usa questa regola per insistere che l’ ordinazione delle donne non è più possibile perché le non esistono più le bhikkuni, una pur scusa da parte da chi difende i diritti.

In risposta chi sostiene l’ ordinazione delle donne dicono che i monaci possono ordinare le donne poiché i ruoli delle monache anticamente coinvolgevano solo la selezione e preparazione delle candidate all’ordinazione.

Per Bhikkhuni Nanthayanee la Vinaya ha l’ultima parola. Invece di discutere con il clero continua semplicemente ad inviare in Sri Lanka le novizie che vogliono la completa ordinazione.

Persino quando la sua anzianità permetterà presto ad ordinare le monache sul posto, lei dice che invierà ugualmente le candidate nello Sri Lanka quando i monaci thai si rifiutano di farlo.

Seguendo il Canone Buddista hanno evitato anche gli attacchi inutili contro gli altri templi bhikkhuni. Secondo il codice di condotta bhikkhuni le loro residenze devono essere nelle vicinanze di quelle dei monaci ma i monasteri Bhikkhuni devono essere al di fuori dei templi dei monaci.

“Dobbiamo ritornare al Tri Pitaka per comprendere come era praticata questa regola” dice la Abate. “Ai tempi del Bhuddha, i bhikkhuni non vivevano nei tempi dei monaci. Vivevano vicino per poter fare visita e richiedere consigli e insegnamenti in modo regolare, che è la regola fissata dal Bhuddha per le monache”.

Se si vuole che la posizione delle Bhikkhuni sia legittima si deve basare sul Canone Buddista, insiste la Abate.

Indipendentemente dalla sua capacità di studiare e dalla sua calma diplomazia, il grande rispetto pubblico per l’abat deriva senza dubbio dalla frustrazione pubblica dalla cattiva condotta diffusa dei monaci e dall’incapacità di andare incontro ai bisogni intellettuali e spirituali moderni del Buddismo.

Bhikkhuni Nanthayanee, che rifiuta di commentare il comportamento dei monaci, mostra solo una pagina del Tri Pitaka dove il Bhuddha sottolineava che la vita di un monaco deve essere libera dal denaro e dalla ricchezza che alimenta i desideri mondani, e che ogni atto che alimenta questi desideri non sono un suo insegnamento.

“Tutto quello che facciamo è seguire il Tri Pitaka, seguendo il Bhuddha.” dice l’abate.

Il segreto che sta alla base della crescita costante del clero femminile a Nirotharam non è in realtà un segreto. Solo aderire agli insegnamenti, praticare quello che si insegna e la gente verrà a ricercare la guida indipendentemente dal genere o dalla posizione nella gerarchia monastica.

E’ triste che sia un segreto che i monaci misogini devono ancora scoprire.

Sanitsuda Ekhachai, BangkokPost