Papa Francesco in Birmania ed il rispetto dei diritti di chi chiama patria quella terra

Papa Francesco non ha citato la minoranza musulmana Rohingya nel suo discorso dal palco insieme a Aung San Suu Kyi ed ha detto che il paese soffre del conflitto civile e delle ostilità “che sono durate fin troppo e hanno creato divisioni profonde”.

papa francesco in birmania

Nel suo discorso da Nay Pyi Daw il pontefice ha parlato del bisogno di “rispettare i diritti di tutti coloro che chiamano patria questa terra”.

La visita papale giunge dopo l’esodo di oltre 620 mila Rohingya dallo stato Rakhine verso la punta meridionale del Bangladesh dopo una repressione che ONU, USA e UK hanno descritto come pulizia etnica.

Il viaggio è così delicato che alcuni consiglieri papali lo hanno invitato ad evitare la parola “Rohingya” per non creare incidenti diplomatici che potrebbero spingere i militari ed il governo contro le minoranze cristiane.

“Il futuro della Birmania deve essere pace, pace basata sul rispetto della dignità e dei diritti di ogni membro della società, sul rispetto di ogni singolo gruppo etnico e della loro identità” ha detto Francesco che ha parlato dopo Aung San Suu Kyi. “Le differenze religiose non devono essere fonte di divisione e sfiducia quanto una forza per l’unità, il perdono, tolleranza e una saggia costruzione della nazione.”

La Birmania non riconosce come cittadini o membri di un gruppo etnico con la propria identità distinta i Rohingya di cui rigetta l’uso del termine stesso.

Phil Robertson di HRW Asia ha detto che il papa ha mancato l’opportunità ed ha aggiunto: “I Rohingya sono stati espropriati di così tante cose ma il loro nome non deve mai essere una di quelle cose”.

Il rifugiato Rohingya Mayyu Ali fuggito di recente dalla Birmania in un campo in Bangladesh ha detto di essere dispiaciuto che il papa non abbia parlato più direttamente.

“Avrebbe dovuto dire la verità come ha fatto prima. Lo scorso anno citò “I nostri fratelli e sorelle Rohingya”. E disse ancor di più delle nostre sofferenze.”

“Se evita di parlare per i perseguitati Rohingya durante la visita nel nostro paese, sarebbe come se è anche un osservatore delle nostre sofferenze che viviamo da decenni.”

L’ambasciatore europeo in Birmania Kristian Schmidt ha però apprezzato il discorso ed ha detto che non era necessario che Francesco parlasse direttamente della crisi.

“Non ne aveva bisogno. Era scritto in tutto il suo discorso, tra le linee. Non doveva usare parole specifiche. E’ questione di valori. E sui valori è stato assolutamente eloquente e forte”.

L’incontro più atteso della visita è stato quello con Aung San Suu Kyi dopo le accuse internazionali sulla espressione della minoranza Rohingya. …

Lunedì sera il consiglio cittadino di Oxford ha tolto ad Aung San Suu Kyi il premio per la libertà assegnatale 20 anni fa, affermando che chi chiude un occhio alla violenza sporca la propria reputazione.

Mercoledì Francesco presiederà una cerimonia religiosa a Yangoon prima di andare in Bangladesh il giovedì successivo.

La comunità cattolica di 650 mila persone attendeva con forza la visita papale ma l’eccitazione è stata temperata dalla paura che affermazioni forti del papa potessero accendere la furia nazionalista contro di loro.

Parlando poco prima della partenza di Francesco a Nay Pyi Daw Pdre Gregory che viene dalla Birmania settentrionale ha detto che le posizioni erano divise sulla questione.

“Alcuni vogliono che lui parli dello stato Rakhine e alcuni non vogliono” ha detto rifiutano di dire la propria, una questione di estrema sensibilità della questione. “Un dilemma e quindi non posso dire.”

I capi della comunità cattolica hanno sottolineato che Aung San Suu Kyi non ha voce alcuna contro i militari per quelle operazioni, ed hanno invitato a sostenerla per i suoi sforzi a lavorar per un futuro più democratico che includa tutte le minoranze religiose, cristiani in particolare.

Nei colloqui di lunedì, il capo delle forze armate birmane ha detto che “non ci sono discriminazioni religiose in Birmania”.

Dopo l’arrivo di Francesco e dopo il benvenuto di migliaia di birmani, il generale Min Aung Hlaing h detto al papa che i militari “lavorano per la pace e la stabilità del paese” e che non ci sono discriminazioni tra gruppi etnici in Birmania”

Prima del discorso Francesco ha parlato ai capi dell’interfede presso la residenza dell’arcivescovo e ha incontrato separatamente un importante ma controverso capo buddista.

Il papa ha sottolineato il messaggio di “unità nella diversità” nel suo incontro con i capi delle varie religioni. Ha detto loro di lavorare insieme a ricostruire il paese e che nelle dispute devono discutere come fratelli che dopo si riconciliano. Lo ha detto il portavoce Greg Burke.

Il suo incontro con il monaco buddista Sitagu Sayadaw era “sempre nello sforzo di incoraggiare la pace e la coesistenza fraterna come la sola via per andare avanti”

Poppy McPhearson, The Guardian