Boracay, cesso pubblico o isola paradisiaca ricca di biodiversità?

Boracay è un’isola lunga sette chilometri e larga 500 metri nella municipalità di Malay, provincia di Aklan, isole filippine delle Visayas.

Nel 2017 sono arrivati oltre due milioni di turisti e si è generato un reddito di oltre un miliardo di dollari: cifre che si presume cresceranno se il presidente filippino Duterte, che l’ha definita un cesso pubblico, permetterà ancora l’operatività dell’isola.

Si arriva a Boracay da tutta l’Asia con voli che giungano a Kalibo da dove si trasborda. Ci sono almeno otto centri in Cina che portano tantissimi turisti cinesi che di recente hanno sorpassato per numero i turisti coreani.

Inoltre Boracay è partecipe del Triangolo del Turchese insieme a Manila e Palawan e vi giungeranno tantissime navi crociere nel 2018. E’ stata di recente proclamata una delle dieci destinazioni al mondo anche dalle agenzie turistiche cinesi.

Con la sua spiaggia di sabbia bianca lunga 4 chilometri di White Beach attira tantissima gente a vedere i suoi tramonti sul mare, standosene magari comodamente seduti sui tanti ristoranti che la costellano.

Ma c’è anche l’altra faccia del turismo di massa, oltre a grandi hotel esclusivi ed a campi di golf, che crea un problema di impatto ambientale notevole: reflui non trattati, discariche a cielo aperto e parti di mare che mostrano il segno.

Secondo il ministero dell’Ambiente e delle risorse naturali Boracay viaggia a livelli allarmanti verso la capacità di ospitalità e di gestione dei rifiuti. Le licenze non sarebbero sempre a posto e i regolamenti ambientali non sono affatto rispettati con scarico dei reflui più o meno direttamente in mare.

Il presidente Duterte che non pare molto in vena di articolare discorsi l’ha definita un cesso pubblico e ha minacciato di porre l’isola sotto lo stato di calamità finché non saranno risolti la congestione del traffico, il degrado ambientale e le strutture illegali. Ha dato in un primo tempo sei mesi per adeguarsi agli oltre 200 violatori delle norme ambientali. Che ne sarà dei 19 mila lavoratori del settore turistico che lì vi lavorano?

Sembra però che questa situazione sia alquanto generale nelle Filippine ed altre attrazioni turistiche soffrono di problemi analoghi. Basterà una chiusura di un anno per adeguare Boracay a degli standard ambientali decenti, mentre poi si pensa di permettere la costruzione di altri grandi hotel sull’isola che magari guardano al turismo di fascia alta?

Boracay deve il suo nome ad un termine usato dalla popolazione indigena Ati che la chiamano Borac, cotone bianco. Ma il bianco sembra cominciare a perdere la sua lucentezza in alcuni punti a causa della crescita delle alghe che fioriscono proprio nel periodo migliore dal punto di vista turistico, da gennaio ad aprile, proprio per la pressione demografica che ha già decimato la popolazione di pesce e molto della barriera corallina.

La popolazione indigena Ati è marginalizzata, più povera e discriminata e persino i titoli di possedimento del suolo garantiti loro dal governo sono contestati da proprietari di hotel ed investitori.

Qualcuno ci ha perso la vita, come è norma nelle Filippine delle province, per difendere le terre ancestrali dagli speculatori. Il suo nome è Dexter Condez, di 26 anni, che fu ucciso il 22 febbraio 2013 mentre tornava a casa, nell’area Manoc Manoc, dopo una riunione da una persona, guardia giurata presso un grande Hotel. La sua colpa fu quella di aver difeso una terra data loro dalla Commissione Nazionale sulle popolazioni indigene, 2 ettari di terre su cui altre famiglie potenti avevano altri progetti.

La popolazione Ati in fondo appartiene ad un tempo quando “non c’erano hotel o costruzioni, potevamo farci il bagno nudi in mare, ed eravamo soliti dare la caccia agli animali selvatici, alle tartarughe e lucertole”.

Il loro posto è in qualche angolo remoto dell’isola, guardati da vicino da un posto di polizia, nella povertà e nel degrado sociale. Allo stesso tempo dovunque si mira ad espandere lo sviluppo ed ad accogliere due milioni di turisti.

“La chiesa è le ONG provano a trovare lavori nelle costruzioni e negli hotel per i membri della comunità. Ma in un paese dove i prodotti sbiancanti per la pelle valgono miliardi gli Ati dalla pelle scura sono mal trattati e finiscono a chiedere l’elemosina sulle spiagge” scrive Tim Pile su SCMP il quale ricorda che a dicembre scorso le piogge tropicali intense hanno causato allagamenti ed erosioni lasciando un migliaio di turisti isolati sull’isola.

“Un miglioramento delle fognature finanziato dal governo dovrebbe migliorare la situazione ma sarà completato nel 2020. Le zone umide naturali e gli acquitrini che un tempo aiutavano a mantenere l’intensa acqua piovana non sono più efficaci perché li si è drenati e si è costruito sopra”.

Ma proprio mentre si attacca Boracay come cesso a cielo aperto, si guarda ai grandi progetti di resort rivolti alla clientela internazionale, particolarmente cinese, come più volte indicato in varie occasioni dallo stesso presidente Duterte come strumento di sviluppo e lavoro.

A dicembre 2017, Duterte riceve una visita di cortesia dalla settima persona più ricca di Hong Kong, Lui Che Woo, che presiede il Galaxy Entertainment Group Limited. Insieme al Leisure & Resorts World Corp vogliono aprire un complesso casinò a Boracay dal valore di 500 milioni di dollari.

Traduciamo un articolo del Business Mirror sulle questioni ambientali attuali di Boracay:

Salvare la biodiversità dell’isola significa salvare Boracay.

Tutto l’aiuto possibile per salvare la sofferente Boracay, isola paradisiaca nella regione delle Visayas occidentali. E’ la maggiore destinazione turistica del paese ed è conosciuta per le sue spiagge di sabbia bianca e acque immacolate.

L’isola è andata oltre ovviamente alla sua capacità di sopportazione mentre attira turisti filippini ed internazionali. Oltre all’inquinamento dell’acqua che ha colpito la sua qualità in alcune spiagge, Boracay si trova di fronte ad una serie minaccia per le costruzioni che spuntano come funghi nelle foreste, nelle zone umide e sulle spiagge.

Questo ha comportato la degradazione di importanti ecosistemi che altrimenti assicurerebbero l’ eco-turismo sostenibile nell’isola paradiso.

Di fatto c’è molto di più delle spiagge di sabbia bianca e di acque cristalline a Boracay che la maggioranza dei turisti e persino le comunità locali non hanno apprezzato.

Gli esperti di biodiversità sono in missione per salvare la diversità biologica di Boracay e restaurare i servizi di ecosistema importanti a cui deve molto dei suoi valori di ecoturismo, ha detto la direttrice Theresa Mundita Lim del ministero.

La foresta di Boracay

Le restanti foreste su substrato gessoso, le foreste e mangrovie di spiaggia a Boracay sono unicamente distribuite nell’isola a Yapak, Balabag and Manoc-Manoc secondo la direttrice del ministero.

La macchia restante più vasta di foresta su calcare la si ritrova nella parte settentrionale dell’isola a Yapak. E’ la foresta restante maggiore nella regione faunistica Negros Panay.

A Manoc Manoc, nella parte orientale dell’isola, si può trovare una immensa concentrazione di mangrovie di quattro specie diverse. …

Siti di notevole biodiversità

La direttrice del ministero dice che Boracay ha siti di notevole biodiversità. L’unica colonia di volpe volanti, composta di tre specie differenti dell’isola di Panay si posa nelle foreste Yapak.

Boracay ospita i gusci di puka, una conchiglia unica che da il nome ad una delle sue spiagge. E’ vicina alla foresta di Yapak ed ospita le tartarughe marine.

Le grotte di Boracay

Ci sono anche varie grotte a Boracay che rappresentano uno speciale ecosistema all’interno di un ecosistema.

Tre delle cinque grotte sono state già classificate. La grotta del paradiso di Lapu Lapu a Balabag è di classe 1; la grotta Ilig-Iligan a Yapak è di classe 2; e la grotta di cristallo a Yapak è classe 3.

Secondo il Manuale di classificazione del ministero, le grotte di classe 1sono quelle con formazioni geologiche delicate e fragili, specie minacciate, di notevole valore archeologico e paleontologico e in condizioni estremamente pericolose. Tra gli usi permessi sono la mappatura, fotografia, e scopi educativi e scientifici.

Le Grotte di classe 2 hanno parti che hanno condizioni pericolose e di valore geologico, archeologico, culturale, biologico o ecosistema di valore. Le cave pericolose non sono accessibili e solo permessi a specialisti.

Le grotte di classe 3 sono sicure e non si conoscono specie minacciate, o di particolare pregio. Si possono usare per scopi economici come la raccolta del guano o di nidi di rondine.

Tutte le grotte classificate sono obiettivo di Efficacia di Gestione secondo il piano di sviluppo presidenziale 2017-2022.

Non sono state classificate le grotte a Balabag, Yapak e la parte oscura della Grotta del Paradiso a Balabag.

La Grotta dei Pipistrelli ospita il Karstarma philippinarum, una nuova specie di Granchio che dimora nel carso, oltre ad ospitare le quattro specie differenti di pipistrelli che dimorano sull’isola. Ci sono moltissime stalattiti, uccelli, rettili, granchi, cicale, ragni, pseudoscorpioni e formiche; si connette al mare…

Ecosistemi umidi

C’erano nove zone umide identificate dentro l’area forestata di Boracay. Ultimamente comunque quattro delle zone umide non si ritrovano più come visibili dalle immagini satellitari. Hotels, resort e abusivi si sono sistemati su queste aree umide.

Il ministro dell’ambiente Roy Cimatu (generale subentrato a Regina Lopez dimissionata dalla maggioranza di Duterte, NdT) ha promesso di recuperare le zone umide mancanti. Si trovano nelle aree forestali di Yapak, Balabag e Manoc Manoc.

Le zone umide di Boracay sono composte di un complesso di paludi, acquitrini a mangrovie e laguna e forniscono funzioni di ecosistemi importanti. Oltre ad essere bacini di raccolta prevengono gli allagamenti . La distruzione delle zone umide che furono riempite per poter costruire è vista come la ragione degli allagamenti che si vivono in alcune parti di Boracay.

Biodiversità costiera e marina

Per il ministero Boracay ha un ecosistema costiero e marino ricco, di coralli mangrovie e alghe. Secondo la mappa la barriera corallina costeggia l’intera isola di Boracay, mentre l’alga è osservata solo in Balabag Orientale, Manoc Manoc Orientale e Balusbos. Ci sono nove aree marine protette gestite localmente che sono anche siti di immersione designati.

“All’interno di questi parchi marini, pesca, raccolta di cristalli e prodotti di mare non sono possibili, come non è possibile gettare l’ancora, disperdere oli di motore, mentre è permesso immergersi” dce la direttrice.

Minacce

Le problematiche da affrontare sono le minacce ai siti delle volpe volanti che ricadono dentro la proprietà di 80 ettari del Boracay Property Holdings Inc. (BPHI). Questo avrebbe un grande piano di sviluppo con 17 ettari a Yapak a Malay.

La regione delle Visaya Occidentali ha proposto la dichiarazione di Habitat Critico per i siti della Volpe Volante con le aree interne e costiere adiacenti. L’iniziativa non si è materializzata per la pressione dei proprietari e delle imprese. C’è stato una Dichiarazione di Intenti a cui hanno partecipato la Regione, la BPHI e la città di Malay. La stessa zona è però vietata al sorvolo degli elicotteri, ed è necessario un permesso preventivo per tagliare alberi senza permesso nella zona tampone di 200 metri dalle cave.

Reclamo di suolo illegale

In un rapporto del 2008 la zona umida di Mangayad di Manoc-Manoc, che era connessa alla Foresta Morta, era stata illegalmente reclamata dal Boracay Crown Regency Hotel and Convention Center senza alcun certificato ambientale.

Fu emesso un ordine di sospensiva contro la proprietà che a sua volta fece causa civile contro il personale del ministero a febbraio 2008.

Oltre alla distruzione degli ecosistemi umidi, si assiste alla discarica di rifiuti solidi nelle zone umide vicine che vanno nel Darkside della Grotta del Paradiso, alla caccia di frodo dei pipistrelli e alla degradazione degli speleotemi a causa delle attività umane incontrollate nelle Grotte di Cristallo.

Il ministero riportò la formazione di fioriture algali per l’eutrofizzazione per la mancanza di rete fognaria e reflui organici, qualcosa a cui si associa ora Boracay.

Secondo la direttrice Lim si deve affrontare la raccolta illegale di gusci di puka che hanno un’importantissima funzione e la cui estinzione potrebbe sbilanciare e colpire gli ecosistemi costieri e marini

Il ministero sta ancora facendo la valutazione comprensiva dell’area e darà varie raccomandazioni per salvare le sue uniche biodiversità ed ecosistemi.

“La biodiversità di Boracay è stata colpita chiaramente dallo sviluppo insostenibile che è già evidente nel declino della popolazione delle specie nell’area, nella perdita di servizi di ecosistema dai salutari ecosistemi umici, nella perdita di habitat marini e risorse biologiche, dai danni nelle caratteristiche ecologiche umide, come grotte e formazioni di roccia.” ha detto Lim.

“Quello che c’è bisogno di valutare ora è: sono danni irreversibili o possiamo ancora fare qualcosa? Abbiamo bisogno ora di sperare”.

Mentre è difficile restaurare la biodiversità a ciò che era prima, le parti possono lavorare insieme per riportarla ad una situazione più prossima “al punto in cui l’isola può ancora dare un ecosistema che funziona obbligatorie per attività di sviluppo limitate e per sostenere un sistema di vita che ha reso famosa Boracay”

Jonahan Mayuga, Business Mirror