Scandalo di bracconaggio colpisce il magnate delle costruzioni in Thailandia

Fu una caduta di stile repentina. Il miliardario che ha costruito il più grande aeroporto della Thailandia ed il primo sistema di trasporto su rotaie a Bangkok attira ora l’attenzione per uno scandalo di bracconaggio che ha accelerato il dibattito sui privilegi di cui godono i ricchi del paese.

AFP

Premchai Karnasuta, il presidente importante dell’impresa thailandese di costruzione Italian-Thai Development fu arrestato all’inizio di febbraio per aver cacciato specie in pericolo di estinzione, come un raro leopardo nero, nella riserva naturale patrimonio dell’umanità a Kanchanaburi.

Immediatamente dopo l’arresto si diffusero le immagini di Premchai, seduto davanti alla sua tenda in pantaloncini e ciabatte, che presentava i suoi fucili ai ranger del parco. E’ una notizia che ha dominato tutti i media tradizionali e sociali in Thailandia.

Maggiore rabbia fu causata dalla notizia di un tentativo di corruzione verso i ranger in cui offriva tutto quello che volevano in cambio del rilascio.

Premchai che ora è libero su cauzione nega le accuse tra le quali la caccia illegale, il possesso illegale di armi da fuoco e la corruzione. Alcune delle possibili accuse comportano una pena massima di dieci anni.

La gente spinge la polizia ad accelerare la messa sotto accusa per fare il processo a Premchai. Il 26 marzo deve apparire davanti al tribunale di Thong Pha Phum a Kanchanaburi per il rinnovo della cauzione.

Sebbene lo scandalo sia una questione personale di Premchai, pone dei rischi per la reputazione della compagnia, dice Bandid Nijathaworn, presidente della Thai Institute of Directors Association.

“L’incidente dice che il codice di condotta della compagnia e il codice etico possono non essere osservati dai grandi direttori esecutivi” dice Bandid. “Potrebbe questo mettere in pericolo la fiducia degli investitori e le parti verso l’applicazione della governance e la reputazione della compagnia.”

Premchai resta comunque presidente della Italian-thai development.

Gli investitori comunque hanno reagito allo scandalo facendo crollare le azioni della compagnia del 18% nelle sei settimane dalle notizie dell’arresto. In contrasto il benchmark del SET è una discesa del 1% ed una caduta del 11% della CH Karnchang, il maggior rivale della Italian-Thai Dev.

Il settore intero delle costruzioni in Thailandia non dà buoni risultati perché i guadagni della Ch Karnchang e Sino-Thai Engineering, altro colosso, hanno riportato un declino nei guadagni nel 2017 .

Il crollo della Italian Thai ha fatto più impressione perché la compagnia, diversamente dagli altri, aveva annunciato un miglioramento dei guadagni nel 2017 ritornando al profitto per la prima volta in tre anni a causa di grandi nuovi contratti.

La compagnia lo scorso anno è passato ad un profitto netto di oltre 13 milioni di dollari dalla perdita di oltre 2 milioni di dollari del 2016, mentre le entrate sono cresciute del 16%.

“Mentre gli investitori sono complessivamente cauti nel settore delle costruzioni per il ritardo dei grandi progetti infrastrutturali, lo scandalo di bracconaggio ha aggiunto incertezze sulle azioni della ITD” ha detto Kasem Prunratanamala che guida la ricerca presso il CIMB Securities. “L’immagine potrebbe scoraggiare potenziali partner di progetto a lavorare con la compagnia”.

La ITD è la maggiore compagnia di costruzioni per introiti. Il suo noto logo arancione fattodelle sue iniziali lo si può notare sui siti di costruzioni delle nuove strade, ferrovie e palazzi in tutto il paese.

ITD fu fondata oltre 60 anni fa dal padre di Premchai, Chaijudh Karnasuta, e Girgio Berlinghieri, un italiano che aveva in Vietnam un impresa di scavo. Iniziarono quello che divenne un’operazione congiunta di successo nel riprendere navi affondate nel fiume Chao Praya nel 1954. I due si unirono a fondare nel 1958 la Italian-Thai Development.

Quando Giorgio Berlinghieri morì agli inizi degli anni 80, la compagnia fu gestita dalla famiglia Karnasuta che ora controlla col 30% delle azioni la compagnia. Premchai è il maggior azionista.

All’inzio il padre Chaijudh nominò il fratello di Premchai a succedergli, ma rimase ucciso in un incidente stradale nel 1979 e Premchai prese la guida della compagnia alla giovane età di 20 anni.

Allora la ITD era già un delle più grandi compagnie del paese ma Premchai cercò di espanderne le operazioni. Nel 1994 portò la ITD nel mercato azionario Thailandese, un’azione che fu fatta contro la volontà paterna.

Premchai spinse anche la compagnia alla conquista di grandi progetti infrastrutturali come l’aeroporto internazionale Suvarnabhumi a Bangkok che si aprì nel 2006, e lo SkyTrain di Bangkok, le prime linee del trasporto di massa su Rotaia a Bangkok apertosi nel 1999.

La compagnia di recente ha vinto contratti per l’espansione dell’aeroporto e varie nuove linee di trasporto di massa a Bangkok. L’attuale governo militare sta accelerando con nuove varie gare i suoi progetti infrastrutturali in previsione delle prossime elezioni previste per febbraio 2019.

La ITD starebbe adocchiando un progetto di ferrovia ad alta velocità con tecnologia cinese ed un progetto di ferrovia per connettere i tre aeroporti a Bangkok e la zona industriale orientale del paese.

“E’ come un bulldozer” avrebbe detto la sorella maggiore di Premchai, Nijaporn Charanachitta, che è direttrice della compagnia e vicepresidente, nel descrivere il fratello più giovane.

Nijaporn che gestisce la parte finanziaria della compagnia spesso si sarebbe lamentata che Premchai sarebbe piombato su progetti e che lei era quella che doveva far quadrare i conti. Spesso avrebbe detto scherzando che “Sembra che lo segua sempre con una scopa e a pulire il casino che crea”

DI recente, Premchiai è stato prono ad uscire dalla Thailandia vincendo progetti come un aeroporto in Birmania, le ferrovie in India ed un porto e trasporto del carbone in Mozambico.

“Ci sono più possibilità e opportunità all’estero” disse ad Aprile scorso a margine di un incontro degli azionisti.

Ma operare nei mercati emergenti comporta rischi elevati. In Bangladesh nel 2011 la compagnia vinse un contratto da un miliardo di dollari per costruire una strada veloce a Dhaka. Ma secondo i media locali fu completato solo il 7% del progetto per difficoltà nei finanziamenti e campi ripetuti di disegno per adattarsi alla disponibilità dei suoli.

Nel frattempo è in ritardo anche una zona economica speciale nel distretto meridionale birmano di Dawei. Ad ITD fu data una concessione per sviluppare ed operare l’intera zona economica nel 2010 dal vecchio governo militare, ma fu costretto a cancellare il proprio impegno perché non si riuscì a trovare i finanziamenti.

Nel 2015 fu dato un nuovo contratto per per sviluppare la prima fase della zona economica ma il governo di transizione birmano creò ulteriori ritardi. Le autorità devono ancora dare la via libera che permetterebbe alla ITD di invitare le imprese ad operare nella zona economica.

Ma Premchai è contento di prendersi i rischi. “Se andiamo da altre parti non riusciremo ad avere i progetti. Questi sono posti in cui non vanno molti nostri concorrenti. Ecco perché i vado io” disse.

Se dovesse dimettersi a causa delle accuse, gli analisti dicono che subentrerebbe la sorella Nijaporn. Altre fonti dicono che il fratello più giovane Thoranis, membro del consiglio di amministrazione dal 2014 e assistente del presidente, è anche un possibile candidato.

Una volta Premchai disse ad un ex-aiutante: “Divenni presidente che avevo vent’anni. Perché non lo può fare mio figlio?”

Forse ITD potrebbe non essere la stessa senza Premchai. Era determinato a trasformare la compagnia in qualcosa differente da un comune appaltatore per creare “un’entrata costante”, disse agli azionisti lo scorso aprile affinché la performance della compagnia non sarebbe affidata troppo a progetti infrastrutturali imprevedibili.

Ma mentre molti di questi progetti hanno ancora perdite sui grandi investimenti “alcuni potrebbero scoraggiarsi se Premchai lascia” ha detto un analista del settore che vive a Bangkok.

Un ex aiutante descrive Premchai come “cocciuto ma amorevole”. Agli occhi della gente, Premchai è visto come un altro riccone che potrebbe farla franca con le sue malefatte, cosa che accade comunemente tra i ricchi thailandesi.

Un noto esempio fu un caso di omicidio stradale dell’erede della Red Bull. Nel 2012, Vorajut Yoovidhya, nipote di Chaleo Yoovidhya fondatore della Red Bull, investì con la sua Ferrari una motocicletta di un poliziotto di Bangkok, fuggendo poi dopo aver rascinato il corpo per un po’. Il poliziotto morì.

Vorayuth prima accusò dell’incidente un autista di famiglia provando ad usare l’influenza della famiglia per insabbiare il caso. Alla fine fu arrestato e rilasciato su cauzione.

L’incriminazione del ricco figlioccio giunse cinque anni dopo ad aprile 2017 dopo aver ignorato gli inviti a presentarsi della polizia e dei tribunali, mentre continuava nella sua vita sfarzosa. Alla fine poteva essere accusato di omissione di soccorso e guida pericolosa, perché erano prescritte le altre accuse come la guida in stato di ubriachezza.

Cionondimeno Vorayuth prima dell’arresto fuggì all’estero dove si nasconde. Molti dubitano che pagherà mai per le sue conseguenze.

Regole simili si applicano al mondo delle imprese.

Quando la direzione della CP All, la catena commerciale maggiore del paese che gestisce i 7-eleven fu ritenuta colpevole di Insider Trading nel 2014, gli investitori chiesero le loro dimissioni. Ma la compagnia, che appartiene al potente conglomerato Charoen Pokphand Group, non fece nulla contro di loro.

Il presidente Dhanin Chearavanont, che guida il CP Group, chiese agli azionisti di CP All, in una dichiarazione letta ad alta voce in un incontro annuale, di perdonare la direzione perché avevano dato un grande contributo a rendere la compagnia grande e valida.

La direzione restò al suo posto e fu solo multata dalla Commissione della Borsa che diede al vicepresidente Korsak Chairasmisak la multa più alta, un milione di dollari, sebbene non sia stato mai chiaro quanti dirigenti avevano di fatto avuti benefici dal loro comportamento illegale.

Comunque lo scandalo di Premchai potrebbe portare differenti conseguenze perché la rabbia per la sua caccia di frodo continua a diffondersi.

Nelle scorse settimane si sono organizzate manifestazioni contro Premchai a Bangkok da parte di vari movimenti che indossavano la maschera del leopardo nero e chiedevano al governo e alle imprese di non lavorare più insieme alla ITD.

Il leopardo nero è diventato il simbolo sia della lotta contro la crudeltà contro gli animali e l’impunità dei ricchi. Nella capitale Bangkok si sono visti murali artistici con leopardi neri. In un sito della ITD fu dipinto sul logo della compagnia un animale in lacrime.

La disparità di reddito continua ad allargarsi in Thailandia ed è una questione che il governo militare attuale, giunto nel 2014 con un golpe sostenuto dai ricchi di Bangkok, non è riuscito ad affrontare.

La Thailandia si trova al terzo posto per i paesi a maggiore diseguaglianza secondo un rapporto del 2016 del Credit Suisse, dopo Russia e India. Secondo il rapporto 1% della popolazione di 70 milioni di abitanti controlla il 58% della ricchezza del paese, contro il 38.5 del 2011.

Il primo ministro Prayuth ha continuato a dire che il caso di Premchai sarà indagato a dovere e chiunque tenta di interferire rischia di essere punito.

Mentre il paese si avvicina alle elezioni nazionali, deve essere passato per la mente di Prayuth un altro scandalo di bracconaggio che nel 1973 portò alla caduta di un altro governo militare.

Allora una caduta di un elicottero svelò che militari e polizia facevano caccia di frodo nello stesso parco naturale dove è stato pescato di recente Premchai.

Il governo militare allora provò a nascondere le malefatte dei militari e polizia che crearono una grande rabbia che sfociò in proteste di massa con la richiesta del ritorno alla democrazia.

Prayuth, con il suo governo che soffre per il calo di popolarità sembra voler considerare la questione seriamente. Ha detto che se i tribunali condannano Premchai non si po’ aiutarlo.

“Colpevole significa colpevole per quanto importante possa essere”

YUKAKO ONO, Asia Nikkei