Sairee Beach sull’isola della morte di Koh Tao: un altro stupro impunito

Sairee Beach sull’isola di Koh Tao è stata l’ambientazione di un altro stupro di una ragazza inglese, avvenuto all’una di notte di fine giugno 2018, dopo che la ragazza è stata intontita con qualche droga.

Sairee Beach è anche la spiaggia dalla sabbia bianca dove trovarono la morte altri due turisti inglesi Hannah Witheridge, stuprata ed uccisa ed il suo amico David Miller, massacrato sulla spiaggia.

La ragazza inglese è però riuscita a scappare dall’isola dopo aver provato a denunciare il crimine ricevuto preso la polizia di Koh Phangan. Lì la polizia ha accettato la denuncia del furto degli oggetti della ragazza ma non ha voluto saperne di accettare la denuncia di stupro.

La ragazza ha portato con sé la maglietta che indossava quella notte consegnata alla polizia inglese per l’analisi del DNA.

Secondo la denuncia della ragazza, apparsa sul SamuiTimes che ha taciuto il nome della ragazza, ha raccontato di aver bevuto insieme al suo amico di viaggio qualcosa al Fish Bowl Bar e di essersi spostata poi al Leo Bar, che si trova a brevissima distanza dal posto dove Hanna e David furono massacrati.

La ragazza ricorda di aver bevuto qualcosa in quel bar ma di essersi allontanata stanca dal bar. Si è poi risvegliata sulla spiaggia senza pantaloncini e mutandine con un uomo a fianco che le sorrideva. Poi l’uomo se ne va.

L’amico di viaggio ha poi raccontato di aver visto un uomo seguirla nell’uscita. L’uomo sarebbe apparso su vari social media con una zappa simile a quella che uccise Hannah e David e sarebbe il proprietario del Leo Bar.

La madre della ragazza successivamente contatta il Leo Bar telefonicamente viene a sapere che quella notte le telecamere di sicurezza erano spente, in modo molto simile a quanto raccontato per la morte di Hannah e David e di altre vittime.

Il 2 luglio la ragazza torna in UK e consegna la sua maglietta con tracce di DNA alla polizia.

La polizia di Koh Tao dice invece che nessuno ha fatto denuncia di stupro quel giorno e che il resoconto del SamuiTimes sembra falso.

“Avremmo fatto le indagini se qualcuno avesse sporto denuncia” ha detto il vicecapo della polizia di Koh Tao “Nessuno ci ha dato alcuna allerta”.

Anzi nel passato secondo la polizia di Koh Tao ci sono stati casi di stupri denunciati che poi si sono rivelati del sesso consensuale.

“Molti casi si sono rivelati consensuali dopo la denuncia, come il caso del turista francese”.
Il proprietario del Leo Bar Phutthiphon Chotchuang ha detto di non aver notato nulla di strano nel bar, ma nulla dice che non possa essere successo fuori.

“Sono sempre in contatto con la sicurezza che tengono d’occhio la gente che viene qui. Non è accaduto assolutamente nulla nel bar. M non so se si è ubriacata ed ha seguito qualcuno fuori dal bar”.

Alla madre che lo contatta con un messaggio per dirgli che la figlia è stata drogata nel suo bar, l’uomo risponde che ci sono le telecamere di sicurezza nel bar e che le riprese sono state già cancellate da quelle successive.

“Sua madre mandò un messaggio alla pagina di Facebook” dice Phuttiphon. “Le dissi che se è accaduto di recente avremmo avuto le immagini”

Dichiarazioni contrastanti e nei prossimi giorni si saprà qualcosa di più.

La realtà è che Koh Tao non è affatto quel paradiso che si cerca, che ci sono state tantissime morti sospette che hanno lasciato ai più l’amaro in bocca.

Nel caso di Hanna e David, due ragazzi birmani, lavoratori emigrati a Koh Tao sono nel braccio della morte dopo un processo farsa.

Hannah Witheridge e David Miller, Ben Harrington (Regno Unito), Nick Pearson (UK), Luke Miller (UK) Christina Annesley (UK), Elise Dallemagne (Bel), Dimitri Povse (Fra) Silje Mathisen (Nor), Hans peter Suter (Sui) and Bernd Grotsch (Ger): sono tutti morti in circostanze che gli amici e familiari credono siano estremamente sospette. La stragrande maggioranza delle famiglie non è affatto contenta di come sono state condotte le indagini.

Sul forum di Thaivisa un espatriato in Thailandia scrive:

“Vivo su un’isola vicina e per molti anni ci sono andato. Ma negli ultimi sei anni il posto è diventato molto insicuro ed è una buona ragione per cui non ci vado più. Sono deluso di sentire che la polizia di Koh Phangan si sia rifiutata di accettare la sua denuncia di stupro. Speriamo che la maglietta che ha consegnato alla polizia inglese abbia il DNA di chi l’ha stuprata…”

Un altro turista scrive:
“Andavo spesso su quell’isola per immersioni ed esplorare l’isola nei primi anni 90. ma non ci sono tornato da 18 anni. Ora il paradiso di sicuro è perso. I ragazzi hanno bisogno di sapere molto di più dei rischi del viaggiare in Thailandia, del bere insieme alla gente del posto nelle isole turistiche”.

Cosa ancora aspettano a Bangkok ad intervenire per assicurare delle indagini fatte ad indagini e il non ripetersi di così tante storie che deturpano l’immagine che la Thailandia vuol dare di sé?