Gruppo Abu Sayaff partner perfetto per ISIS nelle Filippine?

il 31 luglio 2018 pochi giorni dopo l’approvazione della Legge Fondamentale della Bangsamoro che crea la regione autonoma Bangsamoro nella Mindanao musulmana, un posto di blocco a Basilan fu colpito da un attacco suicida che ha ucciso almeno 11 persone.

L’attacco fu reclamato subito dal Califfato Islamico, una “operazione di martirio”, cosa che fu immediatamente smentita dalla Forze Armate Filippine, AFP, che attribuivano l’attacco a Furuji Indama, noto capo di ASG, Gruppo Abu Sayaff.

Più di una settimana dopo il 9 aprile 2018 ISIS reclamava un altro attacco nelle Filippine Meridionali che consistette in alcune bombe di mortaio su una base militare nell’isola di Sulu.

Questi attacchi sottolineano la minaccia attuale che le Filippine ricevono dal ISIS nel dopo Marawi. I gruppi jihadisti locali sono sostenuti da gruppi e combattenti stranieri.
Insieme sostengono l’obiettivo di creare uno pseudo califfato islamico nella regione.

Sfruttare Abu Sayaff

Il Califfato islamico mantiene una presenza nelle Filippine attraverso i legami con vari militanti locali e gruppi jihadisti come il Gruppo Fratelli Maute, il BIFF, Ansar Khilafah Philippines AKP e il Gruppo Abu Sayaff.

ASG esiste sin dagli anni 90 ed è sopravvissuto alla morte dei suoi capi restando attivo. E’ riuscito a mantenere negli anni una presenza sostanziale e capacità operativa formando associazioni strategiche con altri gruppi jihadisti e militanti delle Filippine Meridionali.

Questo gruppi sono allineati all’obiettivo comune di creare un califfato islamico indipendente: questo ha mantenuto viva l’influenza del ISIS nella regione.

Al momento i gruppi sono divisi in due grandi fazioni: la fazione legata al ISIS e la fazione che opera a Sulu.

La fazione legata al ISIS lavora a Basilan che era la roccaforte dell’ex operativo del ISIS, Isnilon Hapilon, morto lo scorso anno a MArawi. In quella battaglia la fazione di Hapilon fu pesantemente coinvolta nell’operazione militare.

Un’altra fazione di ASG di Basilan è guidata da Furuji Indama che non fu coinvolto a Marawi.

La collaborazione tra ASG e ISIS è unica poiché ASG ha mantenuto la sua struttura localizzata, il profilo e gli obiettivi nonostante sostenga la visione del ISIS di un califfato globale. Questa localizzazione nonostante i legami globali è vitale affinché il gruppo mantenga il sostegno di base poiché è situato all’interno di comunità profondamente divise in cui corrono legami di famiglia e di clan.

Comunque ASG ha bisogno ancora del ISIS per dare peso ai suoi obiettivi di creare un califfato islamico indipendente e poter espandere e reclutare nella vasta rete del ISIS.

Di contro ISIS si basa sulla forza e resilienza di ASG per accrescere la sua influenza nella regione. Le isole densamente coperte di giungle a Basilan e Sulu si dimostrano ideali per gli attacchi di Abu Sayaff e perfetti come nascondiglio.

Abu Syaff ha anche provato la sua resilienza sopravvivendo ad offensive militari ripetute per oltre trentanni. La capacità di accedere alle reti vaste locali e quelle jihadiste globali rende il gruppo di Abu Sayaff, ASG, un partner perfetto per ISIS nelle Filippine.

La minaccia continua dei combattenti stranieri

ASG dà porto sicuro ai combattenti stranieri da quando era associato con Al Qaeda e Jemaah Islamiyah negli anni 90. Non sorprende quindi che i combattenti stranieri del ISIS che non sono riusciti a tornare nelle loro terre dopo essere stati cacciati dalla Siria ed Iraq siano di conseguenza comparsi nelle Filippine Meridionali.

Sebbene il gruppo non sia grande, la presenza dei combattenti stranieri sta avendo un peso sul panorama complessivo jihadista nella regione del Sudestasiatico.

ASG ha ricevuto addestramento dai combattenti stranieri nella costruzione di bombe e nella gestione di armamenti sofisticati. Il recente attacco suicida a Basilan che coinvolse un bombarolo suicida marocchino indica che i combattenti stranieri o quelli che ritornano dalla Siria ed Iraq so coinvolgono in conflitti dovunque nel mondo dove operano gruppi legati Al ISIS. Questi operativi stranieri non sono solo addestratori ma sono coinvolti nell’eseguire e portare avanti gli attacchi.

Bangsamoro Basic Law (BBL) conto la Legge Islamica

L’approvazione della legge fondamentale della Bangsamoro da parte del governo a luglio 2018 ha creato una regione governata autonomamente per l’area a maggioranza musulmana di Mindanao. Questo però non ha fermato i jihadisti nel meridione del paese dal continuare a perseguire il loro obiettivo di un califfato islamico indipendente.

La legge è importante per le prospettive di pace a lungo termine nelle Filippine e per terminare una ribellione armata nella Mindanao ricca di risorse. Con questa legge il governo di Duterte prova ad affrontare le problematiche della popolazione musulmana rafforzando la popolazione musulmana locale politicamente ed economicamente.

La legge BBL garantisce l’autogoverno ed il flusso di fondi di sviluppo nella regione per stimolare la crescita economica.

I jihadisti comunque considerano la BBL come qualcosa che non è un ordine divino contrariamente al califfato e alla legge islamica.

Continuano a perseguire l’idea di uno stato islamico indipendente che sostenga la legge della Sharia, legge del hudud compresa. Questa ideologia si fonde anche con l’ideologia faziosa dei jihadisti transnazionali e le tattiche operative brutali che sono il segno del ISIS.

L’idea di creare un califfato islamico continuerà a permeare le società in questa regione. ISIS è stato efficace nell’articolare una visione utopica e apocalittica di una società alternativa del futuro e ha conquistato il sostegno attraverso la sua propaganda

Considerata la bassa capacità del governo filippino ad affrontare la minaccia jihadista, con il fallimento di fermare il movimento dei combattenti stranieri del ISIS verso il proprio paese oltre alla sua influenza ideologica, la violenza probabilmente persisterà se non si intensificherà. Ci si deve attendere per il futuro altre rivendicazioni del ISIS.

Allo stesso tempo mentre hanno luogo questi attacchi nelle Filippine, i paesi vicini come Malesia, Indonesia e Singapore continueranno a restare vigili ed assicurare che i loro cittadini non sostengano o partecipino a questi attacchi.

Syed Huzaifah Bin Othman Alkaff, ICPVTR, RSIS Singapore, Eurasiareview