Sagay, isola di Negros, Filippine, nove contadini uccisi da una banda di uomini armati.

A Sagay, provincia filippina sull’isola di Negros, nove contadini sono stati uccisi da quaranta uomini armati nell’Hacienda Nene nel Barangay Bulanon, la notte del 20 ottobre.

Tra i nove contadini uccisi ci sono quattro donne e due minori, e tutti e nove appartenevano alla Federazione Nazionale dei lavoratori dello Zucchero, NFSW.

massacro di Sagay
Foto indayevarona

Secondo la versione della polizia, i contadini avevano occupato l’azienda Hacienda Nene di una certa Carmen Tolentino il sabato mattina dopo che era stato fatto il raccolto.

Dopo aver posizionato delle piccole tende improvvisate i quaranta uomini armati aprono il fuoco sul gruppo fatto di residenti della provincia di Sagay incendiando anche le tende improvvisate. Sul corpo di alcuni uccisi sarebbero stati trovati segni di bruciature, ed il racconto di sopravvissuti lo avrebbe confermato.

Il governatore ha posto una taglia di 500 mila peso a favore di chi darà informazioni sui colpevoli.

La Federazione Nazionale dei lavoratori dello Zucchero, NFSW, ha emesso un duro comunicato sulla strage avvenuta nella prima notte del Bungkalan.

“L’area di coltivazione del suolo chiamato Bungkalan è la nostra risposta per far conoscere la nostra campagna a favore di una genuina riforma agraria e per una distribuzione libera della terra. I contadini hanno occupato in modo militante terre incolte e coltivano insieme questi suoli per renderli produttivi. Bungkalan riflette il fallimento del programma di riforma della terra del governo e il rifiuto dei latifondisti di distribuire la terra a chi la coltiva”.

I latifondisti secondo il gruppo “hanno una paura mortale della forza unita dei contadini ed usano la forza bruta omicidi compresi per attaccare i contadini” che invece stanno affermando i propri diritti.

“Ci promettiamo di continuare con più vigore e una risoluzione maggiore per combattere oer la riforma genuina della terra con la libera distribuzione delle terre ai contadini, lo smantellamento delle haciendas e la fine della proprietà straniera delle terre”.

Il vescovo della Diocesi San Carlos oltre a mobilitare l’aiuto della chiesa a favore delle vittime ha chiesto al governo e alla polizia un’indagine imparziale sulla strage dei nove lavoratori ed ha promesso di partecipare insieme agli altri gruppi dei diritti ad una missione di ricerca dei fatti.

Nel racconto di un sopravvissuto, come riportato nell’articolo di Inday Espina-Varona, ABS-CBN News,il gruppo di 14 persone stavano mangiando e si riposavano nelle loro tende quando gli uomini armati hanno aperto il fuoco. L’uomo è riuscito a rifugiarsi dietro dei sacchi e a scappare prima che le fiamme si diffondessero.

Sui corpi delle donne morte sono stati ritrovati i segni di bruciature estese come confermato dalla polizia.

Con queste nove vittime, 45 è il numero complessivo di contadini e lavoratori uccisi sotto il governo Duterte, secondo il NFWS.

A dicembre scorso la presidente del NFSW fu uccisa con 13 colpi di coltello di uomini delle forze paramilitari del XII battaglione di fanteria. Un altro membro del NFSW fu ucciso a febbraio scorso con un “caricatore di M16 sparatogli in testa”.

L’isola di Negros è il centro della produzione dello zucchero delle Filippine ed è da sempre un vulcano sociale a causa delle forti disparità sociali ed economiche. Non è una sorpresa che qui fu il centro più forte dell’insorgenza contro la legge marziale di Ferdinando Marcos.

“Siamo tornati ai tempi della legge marziale durante il regime di Marcos?” si domanda Alminaza. “Il diritto alla vita è inalienabile ed inviolabile. Uccidere il nemico percepito, specialmente se sono privi di difesa non risolverà proprio nulla ma accrescerà il problema”.

I militari filippini considerano la tecnica del bungkalan un modo per dare base logistica per l’insorgenza comunista del NPA, un’affermazione che sembra avvalorare un certo sostegno almeno ideologico a chi ha compiuto la strage.

L’organizzazione militante NFSW spiega però perché questa occupazione dopo il raccolto con cui inizia il Tiempo Muerto, la stagione di fine lavori in cui i lavoratori, che non godono di paghe elevate né di sussidi di disoccupazione, devono provvedere ad un brutto periodo.

Il Bungkalan si rivolge a quei suoli coperti dalla riforma agraria che però è lasciata non applicata ed il gruppo di persone uccise aveva cominciato a seminare alcuni raccolti quel sabato pomeriggio per potersi procurare appunto da mangiare nel Tiempo Muerto.

Infatti tutti i lavoratori attaccati erano lavoratori di quella hacienda Nene da molto tempo. La proprietaria attuale, secondo il presidente del NFSW Rolando Rillo, era riuscita a farsi attribuire i titoli delle particelle a persone a suo servizio di fiducia con una disputa che dura da una decina di anni. La distribuzione delle terre è una questione sospesa dalla fine degli anni 80 e nella sola Negros restano da distribuire 220 mila ettari di suolo, secondo Rillo del NFSW.

Secondo NFSW ci sono 1860 proprietari fondiari hanno il 34% dei 424130 ettari di piantagioni di canna da zucchero, altri 6820 piccoli e medi coltivatori posseggono il 30%. Il restante 35% della terra è posseduto da oltre 53 mila contadini.

massacro di Sagay

In questa situazione di latifondi da decenni muoiono coloro che vogliono affermare il loro diritto a possedere le terre che coltivano da decenni. Dal 2000 al 2004, 15 beneficiari della riforma agraria furono uccisi ed altri 57 feriti a causa dei conflitti sulla terra a Negros Occidentale.

Il problema è che anche chi riesce ad ottenere la terra spesso ha solo quella, senza sostegni e mezzi.

Chi lavora nelle piantagioni di zucchero riceve in media paghe settimanali comprese tra 8 e 12 euro per tutto l’anno anche se spesso le paghe possono anche essere inferiori. Nella piantagione dove lavoravano i lavoratori massacrati “erano pagati da 300 peso a 500 la settimana” (da 4.8 a 5 euro) a seconda di quanto velocemente caricavano la canna da zucchero sui mezzi