Si accende nelle Filippine la critica nazionalistica alla politica estera di Duterte

Ad una settimana dalla visita storica di Xi Jinping a Manila l’opposizione nazionale alla politica di confronto del presidente Duterte verso Pechino ribolle di nuovo a Manila.

Nei due anni di presidenza Duterte si è accesa periodicamente la critica nazionalistica a sottolineare le sfide strutturali che le relazioni diplomatiche si trovano davanti nonostante i pronunciamenti ambiziosi di cooperazione e il personale rapporto diplomatico costruito tra XI e Duterte.

I due hanno firmato 29 accordi bilaterali nella visita di due giorni di Xi a Manila, tra i quali un Memorandum di Intesa, MoU, che potrebbe aprire la strada per l’esplorazione e sfruttamento congiunti di petrolio e gas nel mare cinese meridionale.

I due paesi hanno rivendicazioni in competizione sulla via d’acqua, un punto di attrito antico nelle relazioni che Duterte scommette di poter ridefinire con maggiore cooperazione e meno confronto nelle aree di mare. Secondo i critici il governo avrebbe ceduto interessi di sovranità per accordi e contratti di breve respiro.

I 29 nuovi accordi, molti dei quali vaghi se non opachi, sono quindi emersi come una nuova gatta da pelare, mentre il primo magistrato del paese, il vicepresidente ed i senatori di opposizione chiedono tutti maggiore attenzione, onestà e presenza nelle trattative di Duterte con Pechino.

Xi e Duterte hanno firmato un vasto memorandum di intesa che ha steso vaghi termini per facilitare l’esplorazione e sfruttamento futuri di gas e petrolio nel Mare Cinese Meridionale sotto regole applicabili con la legge internazionale.

L’accordo provvisorio mostrato nei media non dà specifiche su quali aree sono considerate per l’esplorazione collaborativa. I rapporti dicono che le due parti guardino ad accordi di contratto di servizio nelle isole Calamian, vicino Palawan, come anche le contestate Reed Bank.

Secondo il MoU, tutti i negoziati “non pregiudicheranno le rispettive posizioni legali di entrambi i governi” e “non creeranno diritti o obblighi sotto la legge nazionale o internazionale”.

Quindi al massimo il MoU è solamente l’esplorazione di un accordo di esplorazione possibile.

Il vago accordo comunque ha alzato un polverone ad opera del primo magistrato del paese.

Il 24 novembre in un discorso di alto profilo all’università il primo giudice Antonio Carpio ha descritto la presenza marittima cinese come “la minaccia esterna più grave dalla II guerra mondiale.”

Ha messo in guardia il governo dall’accettare ogni “esplorazione, sviluppo e sfruttamento congiunti” con la Cina nelle acque della contesa dal momento “la costituzione dice che lo stato avrà controllo completo e supervisione nell’esplorazione e sviluppo delle nostre risorse naturali”.

“Se sono congiunte, allora non siamo più in controllo completo … Dovremmo evitare esplorazione e sviluppo congiunti” ha detto il magistrato mentre ha avvisato “Una volta che cediamo i diritti di sovranità in un documento li cediamo per sempre”.

Invece Carpio ha invitato il governo di Duterte “a prepararsi per il giorno quando il Politburo cinese istruirà la potente marina ad applicare la mappa delle nove linee come un confine nazionale della Cina” a spese dei paesi più piccoli reclamanti come le Filippine.

Nel mezzo del clamore Alfonso Cusi, ministro dell’energia, ha provato a rassicurare tutti che il MoU di esplorazione non minerà nessuno delle rivendicazioni filippine contrarie alla Cina.

“Il MoU firmato con la Cina fornisce un quadro per ogni possibile cooperazione che potrebbe o meno includere l’esplorazione congiunta tra Filippine e Cina nel Mare Filippino Occidentale” ha detto il ministro che in tal modo si riferisce alla caratterizzazione filippina del Mare Cinese Meridionale. Ha poi aggiunto:“Devo sottolineare che qualunque risultato di questo MoU, saranno protetti i diritti dei detentori esistenti del servizio”

Altri rappresentanti hanno chiesto maggiore trasparenza negli altri accordi bilaterali firmati durante la visita di Xi Jinping.

La vice presidente Robredo in una sua dichiarazione ha lamentato che “c’erano tanti accordi firmati quando Xi Jinping è giunto e noi domandavamo maggiore trasparenza ma inutilmente”

“Dovremmo tutti poter capire cosa sono questi accordi. Cosa significa per un filippino ordinario? Quali benefici ottiene? A cosa ci obbligano” ha detto la seconda carica istituzionale e capo di fatto dell’opposizione.

Il portavoce del presidente Salvador Panelo ha detto al momento della firma che “Assicuriamo che il governo rilascerà tutte le informazioni pertinenti per l’uso pubblico una volta che la visita di Xi Jinping termina, e non appena i documenti corretti sono certificati e disponibili”

Tuttavia sono anche sotto la lente di osservazione altri accordi che la Cina ha fatto con Duterte compresa la licenza di telecomunicazione data da poco ad un consorzio filippino-straniero guidato dalla statale China Telecom.

La senatrice Grace Poe, presidente del comitato dei servizi pubblici, guida un comitato di ascolto per indagare le implicazioni di sicurezza nazionale dell’entrata di China Telecom nel mercato delle telecomunicazioni il prossimo anno.

“Chiederemo ai nostri esperti di sicurezza nazionale e agli specialisti di tecnologia di chiarire le preoccupazioni di sicurezza dato che un’entità straniera è un partner del terzo operatore scelto” ha detto Grace Poe.

Il senato indagherà su un recente influsso illegale di lavoratori cinesi impiegati nel settore del gioco d’azzardo online. L’entrata di lavoratori senza documenti ha umiliato la popolazione locale che soffre per l’alta sottoccupazione.

Il senatore Joel Villanueva, presidente del comitato sul lavoro ed alleato dell’amministrazione, ha apertamente attaccato questo aumento di lavoratori cinesi che “hanno rubato senza alcuna vergogna” la gente del posto di tanto necessari posti di lavoro ed ha chiesto una legislazione più forte e l’applicazione della legge.

La polizia aveva arrestato in precedenza 87 cinesi e 16 filippini sospettati di gestire piattaforme di gioco d’azzardo illegali. L’industria del gioco online ha avuto un boom insieme all’apertura di nuovi casinò per lo più a Manila.

Il furore anticinese è stato anche alimentato da un video virale. Il giorno dopo la partenza di Xi Jinping da Manila, una grande rete televisiva GMA Network postava un video che mostrava la Guardia Costiera Cinese minacciare i suoi giornalisti nelle acque della zona economica esclusiva filippina ma occupate dalla Cina a Scarborough Shoal.

Nel video si vede un ufficiale della marina cinese avvertire la ciurma che “senza un permesso cinese non potete fare l’intervista qui” e che “se non ve ne andate, ne faremo una questione di forza”

Questo incidente sottolinea il fermo controllo cinese sulla barra e le acque circostanti che cadono nella zona economica esclusiva filippina.

E’ servito questo video a ricordare il video dell’inizio d’anno che mostrava la guardia costiera cinese minacciare e confiscare in quella stessa area di mare, con la forza, il pescato dei pescherecci filippini in cambio di pacchetti di sigarette e spaghetti scaduti.

#BatasNgKaragatan: Pagbabalik sa Scarborough

"Without the permission of China, you cannot carry out the interview."Ito ang sinabi ng Chinese Coast Guard sa #ReportersNotebook habang kami ay nasa Scarborough Shoal. Catch the FULL REPORT tonight on Reporter’s Notebook, 11:35 PM on GMA Network!

Gepostet von Reporter's Notebook am Mittwoch, 21. November 2018

Il senatore Joseph Victor Ejercito, vicino all’amministrazione, ha attaccato la chiara prepotenza cinese contro i media filippini. “Non sorrido a questi ultimi sviluppi”

Persino il capo del partito di Duterte Senatore Kiko Pimentel ha chiesto al ministero degli esteri di porre la questione con la Cina.

 EPA/ROLEX DELA PENA/POOL

Il senatore di opposizione Francis Pangilinan ha criticato il governo per essere stato “umile come un agnello di fronte a questi assalti alla nostra sovranità”, mentre il senatore Trillanes ha decscritto l’incidente “un chiaro atto di aggressione”

Piuttosto che riconciliare l’elitè politica filippina e la gente in generale, la visita di Xi Jining ha riacceso il risentimento accentuando le divisioni interne su come affrontare e gestire le complicate relazioni con la Cina.

Richard Javad Heidaryan, Asiatimes.com