ASEAN deve fare pressioni su Aung San Suu Kyi per i Rohingya secondo Mahathir

Nella sua seconda visita in meno di tre mesi in Thailandia, il premier malese Mahathir Mohammad ha sottolineato due cose importanti alla Thailandia che quest’anno è il presidente di turno del ASEAN e che ha chiesto alla Malesia aiuto nella soluzione del problema dell’insorgenza nel profondo meridione.

Offrire una qualche autonomia all’insorgenza del meridione thailandese anche come incentivo al BRN a sedersi al tavolo di pace; ASEAN deve fare pressioni su Aung San Suu Kyi per porre fine alle atrocità contro i Rohingya birmani.

ASEAN deve fare pressioni su Aung San Suu Kyi per i Rohingya secondo Mahathir

La Thailandia deve offrire più autonomia al suo meridione per minare il sostegno alla lotta per l’indipendenza. Lo sostiene il premier malese Mahathir Mohammad nel suo secondo viaggio in Thailandia.

ASEAN che nel 2019 sarà presieduto dalla Thailandia, deve prendere misure dure per fare pressione sulla Birmania ed il suo capo di fatto Aung San Suu Kyi e porre fine alle atrocità contro i Rohingya musulmani.

Oltre 700 mila rifugiati sono fuggiti dallo stato Rakhine birmano verso il Bangladesh da agosto del 2017, quando i militanti del ARSA compirono attacchi sulle forze di sicurezza suscitando operazioni di pulizia dalla mano pesante da parte dei militari del Tatmadaw. Questi attacchi fecero migliaia di vittime ed i residenti musulmani subirono incendi delle loro case, torture, stupri di massa, omicidi e molti furono costretti a fuggire dalle loro case.

Sia l’ONU che gli USA definirono la strage fatta dal Tatmadaw come genocidio.

L’ONU deferì i generali birmani di fronte alla Corte Penale Internazionale

“Ci possiamo appellare al governo birmano ma se non c’è risposta e le atrocità continuano, ASEAN deve sostenere le azioni internazionali per porre fine a questo abuso di autorità ed ingiustizia in Birmania” ha detto Mahathir in un’intervista al The Nation nel fine settimana. “ASEAN deve imparare a come fare pressione sui governi che non trattano la propria gente con giustizia ed equità. Se ASEAN permette soltanto il massacro di questa gente, non pare agire in modo responsabile”

Mentre il governo di NayPyiDaw ha istituito vari comitati per affrontare la crisi nel Rakhine, Suu Kyi è stata criticata per ritardare l’azione ed ha fatto poco per affrontare il problema alla radice.

Mahathir ha detto di aver invitato con altri capi di stato Suu Kyi ad aiutare i Rohingya, allo stesso modo come altre nazioni la protessero quando lei fu vittima di ingiustizia sotto il regime militare fino al 2010.

“Aung San Suu Kyi un tempo lottò contro i militari ma ora è membro del governo e non riesce ad avere influenza sui militari.” ha sostenuto Mahathir. “Non si deve schierare dalla parte dei militari. Sono stati ingiusti con lei ed ora sono ingiusti con i Rohingya”

Migliaia di Rohingya hanno rifiutato i piani ideati da Birmania e Bangladesh per rimpatriarli temendo per la propria sicurezza nel caso di un loro ritorno. La Birmania a maggioranza buddista non pare orientata a riprenderseli, ha specificato Mahathir il quale ha aggiunto che è proprio la paura dell’ulteriore violenza a spingere molti in un viaggio pericoloso in mare per cercare rifugio in Malesia o Indonesia.

“Potrebbero restare di più, non diventeranno cittadini malesi ma saranno accettati come rifugiati” ha detto Mahathir dei Rohingya in Malesia.

Mahathir ha ricevuto un premio dall’università Rangsit ed ha ricordato che la Malesia è impegnata come facilitatore per portare la pace nella regione a maggioranza musulmana del meridione Thai ed ha nominato Abdul Rahim Noor, come facilitatore, che conosce la problematica della regione

La violenza che scuote il meridione sin dal 2004 ha reclamato la vita ad oltre 7000 persone, ma il dialogo di pace con i gruppi dell’insorgenza iniziati nel 2013 non hanno portato a risultati utili.

Poiché MARA Patani è ritenuta non rappresentare l’insorgenza che combatte, Mahathir ha suggerito alle autorità thai ad invitare altri gruppi al colloquio di pace.

“Siamo coscienti del fatto che non esiste solo un gruppo ma vari gruppi, quindi se un gruppo raggiunge un accordo non significa che l’altro accetterà i risultati di tale negoziato. Perciò è importante incontrare quanti più gruppi possibile”

Abdul Rahim Noor sembra abbia informato le autorità thai che avrebbe introdotto i capi del BRN ai colloqui ma ci si attendeva una risposta negativa.

Mentre la creazione di colloqui di pace con l’insorgenza è un compito difficile, Mahathir ha detto che le autorità thai devono offrire una certa autonomia alla gente del posto per far deporre loro le armi della lotta per l’indipendenza.

Supalak Ganjanakhundee, The Nation