Perso il controllo della epidemia di morbillo nel meridione thailandese?

Suraiya si accorge che qualcosa non va col figlio di due anni, Aftan Kuning, perché non riusce a mangiare o ad ingoiare nulla.

Che possa essere il morbillo lo pensa subito quando ricorda le notizie di avviso alla televisione sulla malattia che è prevenibile col vaccino, come anche in tutti i manifesti affissi a Narathiwat e nella provincia del meridione thailandese.

“All’inizio ho provato a pensare positivo, forse non è morbillo, forse è qualcos’altro” dice la giovane Suraiya. “Pensavo che ha avuto il primo vaccino così non può prenderlo”

Ma è successo.

Un dottore del posto ha detto che è il morbillo che Aftan ha contratto. Sebbene sia raro, i bambini possono ancora infettarsi anche dopo aver ricevuto la prima delle due iniezioni.

Sebbene sia cosa comune che la malattia sta per essere eradicata, qui nel profondo meridione thailandese il virus dell’epidemia di morbillo si è diffuso rapidamente da settembre colpendo tremila persone su 4000 casi in tutto il paese e causando la morte di almeno 22 bambini.

Dopo aver sentito che suo figlio è stato infettato Suraiya è scossa profondamente fino ad entrare in uno stato di panico dopo aver saputo che la malattia potrebbe essere mortale.

“Ero terrificata” dice. “Mio marito ed io non ci credevamo perché gli avevamo fatto già la prima iniezione. Pensavamo che non sarebbe potuto accadere a noi. Avevo bisogno di sapere cosa di più brutto sarebbe potuto accadere. E se accadeva volevo essere preparata”.

Il rischio più grosso per un bambino è che la malattia si diffonda ai polmoni. Ma per fortuna della famiglia di Aftan non è accaduto. Aftan ha cominciato a stare meglio grazie alla prima iniezione del vaccino.

Molti altri noti non sono stati così fortunati ed i dottori avvisano che si è perso il controllo della epidemia di morbillo nel meridione thailandese.

La regione confina con la Malesia in un gruppo di province: Narathiwat, Pattani, Yala e Songkla ed in queste province le tensioni separatiste sono forti da anni tra combattenti separatisti e militari thailandesi. Non sorprende affatto che sebbene l’area sia bellissima di rado vede l’arrivo di turisti.

Gli esperti dicono che lo scoppio dell’epidemia di morbillo è la conseguenza di una mancanza di educazione sanitaria, di alti livelli di malnutrizione e discorsi pericolosi contro i vaccini che da molto colpiscono l’area.

“Proprio ora la situazione è davvero cattiva” dice Muhammadfahmee Talek, epidemiologo locale presso il campus di Pattani della Prince of Songkla University, il quale nota che la maggioranza sono bambini che hanno meno di quattro anni.

Talek attribuisce il crescente numero di casi ai livelli alti di malnutrizione del profondo meridione, che colpisce fino al 30% dei bambini secondo UNICEF, e alla bassa copertura della vaccinazione.

“I tassi di vaccinazione bassa si spiegano per due ragioni: una è che c’è un elemento religioso che non fa comprendere i vaccini alla gente del posto. C’è anche della disinformazione che proviene dai capi religiosi” dice Talek che osserva da vicino l’epidemia.

“C’è anche una seconda questione che ci sarebbe una cospirazione sionista o che i vaccini sono un’invenzione occidentale e che sono pericolosi”

La religione predominante del profondo meridione thailandese è Islam e la gente del posto è conservatrice.

Sebbene la vasta maggioranza non abbia problemi con i vaccini, alcuni personalità fondamentaliste lamentano che i vaccini contengano gelatina ricavata dal maiale. E’ una questione problematica perché consumare qualunque parte del maiale entra in conflitto con l’insegnamento religioso.

Mentre due importanti capi religiosi che diffondono la narrazione contro i vaccini non hanno risposto agli inviti a parlarne, altri capi religiosi e dottori del posto diffondono un approccio più illuminato e lavorano insieme per combattere l’epidemia.

Secondo Talek, le paure delle vaccinazioni iniziarono nel periodo 2010 -11, quando uno scoppio di difterite uccise 27 persone. Tutte le morti avvennero all’interno delle aree più pericolose del conflitto, portando molti a credere che la malattia fosse un arma dei militari attraverso l’uso delle vaccinazioni.

HRW dice che è fondamentale che i bambini abbiano accesso alle vaccinazioni e che siano resi prioritari i diritti alla salute dei bambini.

“La causa di questa epidemia è perché alcuni insegnanti islamici predicano che il vaccino sia non islamico. Con tale disinformazione molti genitori hanno deciso di non portare i loro figli a vaccinarsi” dice Sunai Pasuk di HRW Thailandia.

“Da quando è scoppiata l’insorgenza armata nel 2004, il movimento separatista del BRN ha preso di mira i servizi alla salute pubblici del governo come simboli di quello che considerano essere l’occupazione dello stato buddista thailandese della loro patria. Hanno incendiato centri sanitari pubblici, assassinato infermieri volontari, ed hanno usato anche un ospedale per scopi militari. Separatisti e loro sostenitori hanno usato anche falsi insegnamenti per diffondere concezioni errate tra i musulmani secondo cui i servizi sanitari come le vaccinazioni sono non islamici”.

Per Talek invece il problema si racchiude nell’importanza dell’istruzione e coscienza della salute.

“Abbiamo bisogno di migliorare lo stato alimentare per i bambini qui, e di incoraggiare l’istruzione dei genitori. E’ così importante per i bambini perché l’immunizzazione salva innumerevoli vite umane” dice Talek che spera nel contenimento della crisi. “Se i nostri bambini non sono in genere in salute saranno più suscettibili ad altre malattie nel futuro.”

Non ci sono dubbi che le vaccinazioni hanno fatto un progresso globale. Le ricerche dicono che le immunizzazioni hanno portato ad un calo del 80% delle morti legate al morbillo tra il 2000 e il 2017, ed in quel periodo la vaccinazione per il morbillo hanno impedito 21 milioni di morti.

Per le famiglie nel centro delle aree colpite queste statistiche non danno conforto. Con quasi 25 bambini morti confermati non tutte le famiglie sono state fortunate come quella di Aftan.

“Sono così contenta che non è più in pericolo. Sono troppo contenta che sta guarendo.” dice Suraiya.

Caleb Quinley, Al Jazeera