Licenziamento di massa per 1200 lavoratori cambogiani delle confezioni

cultura dello sfruttamento

Licenziamento di massa per 1200 lavoratori cambogiani delle confezioni è la risposta di una ditta, W&D, alle proteste autonome di massa che richiedevano le indennità di anzianità, come stipulate in una nuova legge governativa, contro i tentativi delle imprese ad evitare il pagamento di questi nuovi diritti.

licenziamento di massa

Un tribunale di Phnom Penh, su richiesta dei datori di lavoro, aveva definito lo sciopero illegale per la mancanza di preavviso ordinando il rientro in fabbrica, ma 1200 lavoratori non sono rientrati e sono stati quindi licenziati.

La W&D è un’industria che rifornisce i grandi marchi internazionali come H&M e Marks&Spencer.

E’ uno sviluppo preoccupante che potrebbe innescare nuovi momenti di disordini sociali nel settore che dà lavoro a 700 mila lavoratori e produce il 40% del Pil cambogiano.

“Dà un segnale di paura in tutta l’industria particolarmente per quei lavoratori che hanno limitate conoscenze della legge” dice Khun Tharo del Center for Alliance of Labor and Human Rights. “Non è ancora molto chiaro come devono essere applicate le nuove regole e la preoccupazione che senza altre conoscenze si vada verso un altro periodo di scioperi operai”

Sin dal 2014 il settore delle confezioni è sotto lo sguardo del mondo quando morirono negli scioperi alcuni operai durante gli scontri con le forze di sicurezza.

Mentre i grandi marchi dicono di tenerci alle condizioni di chi lavora alla produzione dei loro prodotti le condizioni materiali dei lavoratori sono ancora difficili.

La paga minima mensile è salita a 182 dollari mensili dai 61 del 2012 e i pagamenti di anzianità che si guadagnano in base agli anni di servizio vanno nel senso di migliorare le condizioni materiali.

Il costo di questa legge di svariati milioni di dollari, il cui primo pagamento si avrà a giugno, pone comunque dei problemi alle imprese che faranno cassa nei prossimi mesi.

“Alcune imprese più piccole non potranno permettersi di continuare ad operare e fare i pagamenti. Cosa faranno” dice Tharo.

Hun Sen ha anche messo in guardia i lavoratori contro gli scioperi per evitare chiusure e fuga dei datori di lavoro restando poi a mani vuote.

Una cucitrice di una ditta che lavora per Marks&Spencer dice che a far scoppiare gli scioperi è la paura di restare a mani vuote. Le ditte hanno cominciato a sostituire i cartellini dei lavoratori e a far firmare nuovi contratti per far evitare i pagamenti di quanto pregresso in termini di anzianità.

“Avevamo paura che non avrebbero pagato, così abbiamo cominciato a fare le nostre richieste”.

Per l’avvocato della ditta, tranne una cinquantina di lavoratori che hanno incitato allo sciopero, gli altri possono ritornare al lavoro mantenendo la loro anzianità.

Una portavoce di Marks & Spencer ha detto che erano in comunicazione con i capi della ditta e che avrebbero “cancellato contratti e terminato gli accordi” con i rifornitori che vanno contro i loro principi globali. La portavoce ha assicurato di seguire ancora le vicende.

Il settore complessivo delle confezioni, che vale 7 miliardi di dollari, è ad un punto critico da quando il mercato maggiore delle esportazioni, l’Europa, ha posto delle domande sull’erosione della democrazia in Cambogia con il rischio del ritiro delle tariffe agevolate dell’EBA.

Una proposta di legge di un senatore USA propone una cosa analoga per gli USA

“E un messaggio da rabbrividire questo licenziamento di massa” dice William Conklin di Solidarity Center. “Questi lavoratori sono persone molto forti. Di fronte all’intimidazione e alle pressioni dei datori di lavoro continuano a riaffermare la propria posizione”

(https://www.reuters.com/article/us-cambodia-women-garments/mass-sackings-send-chill-through-cambodian-garment-factories)