Preludio di un prossimo golpe o una parvenza di democrazia in Thailandia?

Aleggiano sulle elezioni di domenica le tensioni che si agitano tra il capo del potente esercito thailandese, generale Apirat Kongsompong, ed i capi dei partiti democratici.

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Osservatori di lungo corso temono che le elezioni siano più un preludio al prossimo golpe che un ritorno ad una qualche parvenza di democrazia dopo cinque anni di governo militare.

L’ansia si origina dalla possibilità che i risultati elettorali non favoriscano il Palang Pracharat, il nuovo partito della giunta militare che ha nominato l’attuale primo ministro Prayuth a candidato del prossimo governo eletto.

Il falco Apirat ha avvisato gli elettori thailandesi su chi i militari sosterranno dopo le elezioni.

Durante una cerimonia di giuramento senza precedenti agli inizi di marzo, dove Airat guidò oltre 700 ufficiali ad onorare un re thailandese dello scorso secolo presso il quartier generale dell’esercito, Apirat ha detto che i militari sosterranno solo un governo fedele alla monarchia.

Questo discorso seguì un altro discorso precedente secondo cui i politici non dovevano passare la linea dopo le elezioni.

Senza sorprendere nessuno l’avviso di Apirat era stato ripreso dagli alleati politici del Palang Pracharat. Alcuni di questi sostenitori nei media sociali o nei discorsi della campagna elettorale stimolavano gli elettori a sostenere il Palang Pracharat o i suoi alleati per evitare un altro golpe.

“Credo che se la fazione fasulla pro-democratica vince le elezioni alla fine ci sarà un altro golpe. Vuoi vedere?” ha detto Benya Nandakwang, un capo di un partito ultraconservatore.

I commenti di Benya sono giunti su un post online che riflettono i sentimenti di un gruppo di partiti allineati con Prayuth.

Suthep Thaugsuban, capo dello stesso partito, ha minacciato di fare proteste in un distretto commerciale di fascia alta di Bangkok se i partiti della giunta dovessero perdere. Suthep guidò le proteste degli ultraconservatori per le strade contro il governo eletto di Yingluck Shinawatra nel 2014 aprendo la strada per il golpe successivo.

Secondo Sunai Phasuk, ricercatore di Human Rights Watch, sono cresciuti i discorsi su un altro golpe prima delle elezioni.

“Questo è ciò che preoccupa” ha detto Sunai. “che ci possa essere un intervento militare … se il risultato delle elezioni non soddisfa la giunta ed i suoi alleati politici. “E’ una forma di ricatto e ora diventa molto ovvio”

Apirat ha alzato la temperatura delle elezioni dopo che alcuni candidati democratici cominciarono a chiedere una riforma dei militari.

Un rapporto recente di FIDH, gruppo dei diritti di Parigi, che 32 partiti politici, quasi il 40% di tutti quelli che partecipano alle elezioni, chiedono agli elettori di sostenere un taglio del budget dei militari, della fine della leva obbligatoria e della ristrutturazione del sistema di comando dei militari.

Il budget dei militari è cresciuto a 227 miliardi di Baht dai 183 del 2014, anno del golpe di Prayuth. Il denaro va ai grandi comandanti che hanno 1750 generali che guidano 350 mila soldati. I militari USA di contro ne hanno solo 880.

“Apirat potrebbe lanciare un golpe dopo le elezioni apparentemente per domare dimostrazioni che si oppongono al risultato elettorale ma di fatto per preservare i privilegi militari.” dice Paul Chambers, esperto di sicurezza Thailandese della Naresuan University. “Un golpe di Apirat farebbe naturalmente cadere Prayuth dal potere rendendolo lui il nuovo Prayuth”.

L’ex capo di polizia Seripisut Temiyawek, che guida il Seri Ruam, altro partito appena formatosi, è stato il primo a chiedere una riforma dei militari.

“Voglio spostare le basi militari fuori da Bangkok e voglio cambiare il sistema della leva obbligatoria. Sono i militari il problema di questo paese e abbiamo bisogno di una grande riforma”.

La sicurezza di Bangkok è affidata alla Prima Regione dell’Esercito che ha le divisioni importanti con battaglioni e reggimenti che hanno giocato il ruolo guida nei golpe. Spostare le basi fuori della capitale renderebbe più difficile sebbene non impossibile fare i golpe.

La richiesta di Seripisut ha trovato un eco nel Pheu Thai che guidava il governo nel 2014 e resta il partito maggiore del paese, nel Partito Democratico che è il partito più antico del paese; e col Future Forward un altro partito di nuova formazione.

Pheu Thai è l’ultimo partito formato dal magnate delle telecomunicazioni Thaksin Shinawatra ed è l’ultimo di una serie di partiti che non hanno mai perso un’elezione dal 2001. Thaksin, fratello di Yingluck, fu deposto da un golpe neò 2006 e vive in esilio per evitare una condanna da un verdetto di corruzione.

Uno studioso australiano Gregory Vincent Raymond dice che Apirat potrebbe non essere dell’idea di discutere una riforma militare.

“Al momento con il paese così politicamente diviso non credo che Apirat sia pronto ad ascoltare proposte di tagli di budget” dice l’autore del libro “Thai Military Power: A Culture of Strategic Accommodation.”

“C’è una profonda sfiducia tra militari e politici” aggiunge Raymond. “e se c’è la probabilità che il Pheu Thai formi il prossimo governo, la sfiducia potrà solo crescere rendendo difficile la riforma dei militari”

Il destino degli influenti militari thailandesi comunque sta nelle mani degli oltre 50 milioni di thailandesi.

Leelavadee Vajropala, candidato per il Pheu Thai nel distretto Dusit di Bangkok dove ci sono molte basi militari, dice che un’affluenza forte alle elezioni potrà indicare che il sentimento popolare si è spostato contro la giunta militare.

“Se c’è un’affluenza di 70-80% di elettori e la maggior parte sostiene i partiti contrari alla giunta, sarà duro per i militari ignorare e lanciare un golpe”.

Sunai Phasuk dice che lo si può leggere dovunque che ci sarà un’affluenza mai vista ed indica l’affluenza delle elezioni di domenica 17 marzo quando si presentò l’87% degli oltre 2.6 milioni di votanti registrati per le elezioni anticipate.

Sunai dice che questo “indica una resistenza ai disegni militari”

MARWAAN MACAN-MARKAR, NAR