Quindici militanti thailandesi incriminati per sedizione

L’associazione degli Avvocati Thailandesi per i diritti umani, TLHR, ha denunciato che quindici militanti thailandesi, tra i quali anche Pai Dao Din e Thanathorn Juangroongruangkit, hanno ricevuto un mandato di comparizione dalla polizia di Pathumwan a Bangkok con l’accusa di sedizione.

I quindici militanti thailandesi sono stati incriminati sulla base di quanto accaduto il 24 giugno 2015 quando tentarono di denunciare la polizia per l’uso non necessario della forza per reprimere la commemorazione pacifica del primo anniversario del golpe di fronte al Art and Culture Centre di Bangkok. In quel giorno al gruppo si unì il gruppo di Dao Din, studenti di varie istituzioni, gente comune che li stava sostenendo.

Panupong Sritananuwat, un giovane che era del gruppo di Dao Din, ha detto che gli è stata consegnata la convocazione il 12 maggio a casa sua con cui gli si ordina di presentarsi il 21 maggio per ascoltare le accuse “fare apparizione in pubblico con parole, scritti o altro mezzo non ammesso nello scopo della costituzione o per aver espresso un’opinione onesta o critica per favorire il disordine e la disaffezione tra la gente per causare agitazione nel paese o far sì che la gente trasgredisca le leggi del paese” e “un’assemblea di oltre dieci persone che fa o minaccia di fare un atto di violenza, o fa qualunque cosa per causare l’interruzione della pace” secondo gli articoli 116 e 215 del codice penale.

“Sono quasi quattro anni e le accuse sono appena arrivate. Ed ovviamente è un altro tentativo spasmodico della giunta NCPO di usare la legge per zittire le persone” ha scritto Chontika Jangrew sulla sua pagina Facebook.

Nella lista dei quindici militanti thailandesi sono inclusi il nome di Pai Dao Din, che è stato appena rilasciato di prigione la scorsa settimana con un perdono reale, e Rangsiman Rome che è parlamentare del Future Forward Party, FFP.

I mandati di comparizione registrano che l’accusa è firmata dal Colonnello Burin Thongprapai, rappresentante legale del NCPO che aveva già firmato il mandato di comparizione per il capo di FFP, Thanathorn Juangroongruangkit con il quale condividono l’accusa per lo stesso incidente.

“Come ho già detto molte volte, queste azioni ingiuste non accadono solo a me, ma sono usate sistematicamente per zittire o distruggere i dissidenti politici. Vorrei invitare tutti i cittadini a non cedere alle ingiustizie e unirsi per lottare per ciò che è giusto, per la libertà dei militanti e della gente” scrive Thanathorn su Facebook. “Quando la società tornerà alla vera democrazia, il FFP farà del suo meglio per cancellare le conseguenze del golpe militare e ridare la giustizia a chiunque lotti per la democrazia”

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