Accordo di libero commercio UE Vietnam ed i dazi americani

Vietnam ed Europa presto si scambieranno molti più pomelo e formaggio portoghese quando sarà attivo un accordo di libero commercio di che lega le due regioni che cercano un’alternativa alle tensioni commerciale causate dagli USA.

accordo di libero commercio

Il Parlamento Europeo discuterà dell’accordo commerciale il 28 maggio dopo anni di negoziati tra Vietnam ed Unione Europea. Questo accordo è importante perché facilita le esportazioni come i frutti tropicali ma prevede anche impegni sui diritti umani, sindacati e protezione dell’ambiente.

Per i critici comunque l’Accordo Di Libero Commercio UE e Vietnam non rafforzerà davvero gli standard dei diritti umani e continuerà l’esportazione di posti di lavoro che ha lasciato i lavoratori indifesi.

Per la UE l’accordo è un altro modo per accedere alle economie in rapida crescita dell’Asia, fissa un modello di commercio con paesi in via di sviluppo e fa rispondere allo stato a partito unico sulla promessa di rendere uguali per tutti il campo degli affari.

Per il Vietnam è la possibilità di chiamarsi paese aperto agli affari con molti accordi commerciali oltre ad accrescere gli standard di qualità a quelli attesi dai clienti europei.

“Include tanti impegni a migliorare l’ambiente degli affari in Vietnam” ha detto Le Thanh Liem, vice presidente del Comitato del Popolo di Ho Chi Minh City, alla Camera di Commercio Europea in Vietnam.

I rappresentanti vietnamiti dicono spesso che aiuta avere un fattore esterno nel completare le riforme interne. Sarebbe per esempio difficile convincere i conservatori a permettere la formazioni di sindacati di lavoratori. Ma se c’è un incentivo esterno come un maggiore commercio con la UE, la cosa potrebbe convincere i conservatori.

I sindacati sono una preoccupazione dell’Europa. Un’altra è la perdita di lavori delle tute blu verso l’Asia Vietnam incluso. I lavoratori europei sono preoccupati che mentre loro prendono lavori precari, come la consegna di alimenti, al posto dei posti di lavoro stabile, ci sono meno salvaguardie nei programmi dei datori di lavoro di lungo termine o nei programmi governativi finanziati dalle tasse. E c’è anche la preoccupazione sollevata attraverso l’accordo di libero commercio:

“Siamo preoccupati dei diritti umani in Vietnam ma se ne è discusso” ha detto il presidente della Camera di Commercio Europea Nicolas Audier.

Amnesty International ha denunciato lo scorso mese che il numero dei detenuti politici è salito a 128 dai 97 dello scorso anno nonostante il fatto che Hanoi dica di non mettere in carcere persone per ragioni politiche.

Per alcuni la UE applica forti doppi standard quando va avanti con gli accordi commerciali col Vietnam persino mentre penalizza le vicine Cambogia e Birmania per gli abusi di diritti umani.

Bruxelles sta ritirando il suo progetto EBA di accesso commerciale preferenziale per gli altri due paesi, in Cambogia per la repressione sui politici di opposizione nelle elezioni 2018 e per il genocidio in Birmania dei Rohingya Musulmani.

Ma sia il Vietnam che la UE vogliono più più opzioni commerciali anche perché un grande partner commerciale si sta ritirando dall’economia mondiale. Washington si è ritirata dall’accordo TPP nel 2017 rimuovendo una delle ragioni fondamentali per cui Hanoi firmò quell’accordo, vale a dire dare alle imprese vietnamite di tessuti e manifattura accesso al mercato USA. L’Europa è stata anche colpita quando Washington ha posto le tariffe sull’acciaio e l’alluminio straniero nel 2018 ed ora minaccia ulteriori dazi sulle auto europee.

UE e Vietnam lavorano ancora sul loro accordo di libero commercio e si riflette anche sul programma del primo ministro Nguyen Xuan Phuc che visiterà la Romania e la Repubblica Ceca ad aprile e riceverà una visita rumena a maggio. Continuano le attività di lobby per l’accordo con la principessa svedese ospite in Vietnam e la visita di cortesia di risposta a Stoccolma.

VOA