Colloqui di pace locali e nazionali per vincere insorgenza NPA Filippina

Da oltre 50 anni il gruppo guerrigliero filippino Nuova Armata Popolare, NPA, cerca di fomentare la rivoluzione comunista nelle regioni rurali del paese.

Il gruppo si mantiene col sostegno, volontario oppure obbligato, dei villaggi delle zone all’interno di comandi regionali designati.

Photo Manman Dejeto via Getty

Ma proprio quando il gruppo stava per celebrare l’anniversario della propria fondazione a marzo, il governo filippino ha improvvisamente dissolto i negoziati di pace di tanti anni che trattava con l’ala politica del gruppo, conosciuto come Fronte Democratico Nazionale, NDF.

Invece di trattare con il gruppo nel complesso, le autorità a Manila cercano di sfruttare le qualità distintamente locali dell’insorgenza tenendo una serie di colloqui di pace locali nelle varie regioni.

Questi colloqui di pace locali hanno il potenziale di aprire la comunicazione tra governo e comandi regionali del NPA.

A sua volta questo potrebbe ridurre la violenza abbassando le barriere per arrendersi e reintegrare con attenzione gli ex ribelli.

Dalla fondazione del NPA nel 1969, circa quarantamila persone sono state uccise in questa insorgenza. Mentre alla fine della dittatura di Marcos negli anni 80 il gruppo vantava ventiseimila guerriglieri, l’insorgenza passò attraverso le defezioni e le purghe come conseguenza della campagna interna di rettifica che era conosciuta come “Secondo grande movimento di rettifica”.

I militari attualmente stimano che la forza del NPA si aggiri attorno ai 4000 combattenti.

Perché funzioni questa ultima tendenza alla pace, sono essenziali dialoghi estesi tra i comandi locali ed i rappresentanti del governo nazionale; indurre i militanti ad abbandonare i propri comandi con incentivi può ridurre le file del NPA ma non può porre fine all’insorgenza. Senza accordi negoziati per sciogliere, disarmare e reintegrare i guerriglieri nella vita civile, il governo rischia di esacerbare il conflitto aggiungendo un surplus di gruppi armati locali che sono una piaga delle Filippine.

L’approccio non è del tutto nuovo. Dopo il collasso dei negoziati nel 2013 a causa delle presunte atrocità del NPA e dell’incarcerazione di comandanti comunisti, l’allora presidente Aquino annunciò un nuovo approccio che coinvolgeva colloqui di pace locali. Sfortunatamente Aquino non perseguì una strategia coerente e non ebbe successo. Eppure l’eredità degli sforzi di Aquino sono sopravvissuti attraverso i programmi di sviluppo locale come il PAMANA che è continuato diventando un mezzo importante sotto l’amministrazione Duterte.

PAMANA è un percorso complementare ai negoziati di pace sotto l’egida del Ufficio del Consigliere per il processo di pace, OPAPP. L’obiettivo è sul miglioramento del governo, la riduzione della povertà ed il rafforzamento delle comunità colpite o sensibilizzate dal conflitto.

Sotto l’amministrazione Duterte questi sforzi furono messi insieme in quello che stato chiamato ECLP, programma di integrazione locale comprensivo potenziato, e secondo le notizie dei militari 423 combattenti NPA e suoi sostenitori si sarebbero arresi per avvantaggiarsi del ECLIP e di altri programmi nelle regioni del CARAGA e Mindanao Settentrionale nei primi tre mesi del 2019.

Inoltre è stato riportato che migliaia di combattenti e sostenitori disarmati del NPA si sarebbero arresi nei mesi di fine 2018.

Ovviamente l’ala politica del NPA si oppone ai colloqui di pace locali. Joma Sison, fondatore e presidente del Partito Comunista Filippino, ha preso in giro i colloqui localizzati come un disegno cinico di Duterte per dividere e vincere NPA e delegittimare il NDF. Sison ha sostenuto in modo consistente che i colloqui di pace locali e i programmi di assistenza per chi si arrende sono uno “spreco di fondi” di cui si approfittano i rappresentanti locali che ricevono soldi per falsi militanti arresi.

Lo scetticismo sul numero di militanti che si sono arresi è garantito, se si considera che NPA continua a combattere, e non ci sono dati pubblici disponibili sul numero di militanti contro quelli uccisi in azione, detenuti o arresisi.

NDF resta fiducioso nella forza ed integrità del gruppo insorgente.

Cionondimeno il governo ha nel passato negoziato la resa di gruppi insorgenti che si erano allontanati dal NPA con risultati confusi.

Il gruppo del Esercito Rivoluzionario del Proletariato Brigata Bongcayao fuoriuscì dal NPA nel 1995 e firmò un accordo di pace col governo nel 2000 sebbene non sia stato di fatto disarmato o sciolto a causa di questioni irrisolte.

Mentre è attualmente in corso di revisione un accordo finale, restano comuni scoppi di combattimenti tra gruppi comunisti rivali, specie a Negros, la quarta isola maggiore del paese.

Ci sono tantissime lezioni da trarre da decenni di esperienza. I negoziatori e l’amministrazione Duterte, ovviamente, dovrebbero vedere questi colloqui di pace locali come complementari ai colloqui più vasti con il NDF piuttosto che un sostituto a questi ultimi.

I colloqui di pace locali non devono servire da scusa per l’amministrazione Duterte per uscire del tutto dal processo di pace.
Luke Lischin, TheInterpreter