Minaccia morbillo nel ASEAN, Thailandia Birmania e Filippine a rischio

I casi di morbillo crescono nel mondo ed i dati rilasciati dalla OMS dello scorso mese indicano che i casi denunciati sono saliti del 300% nei primi tre mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018.

Questo segue gli aumenti consecutivi nei due anni passati ed è una tendenza preoccupante nel mondo e il morbillo nel ASEAN diventa finanche una minaccia.

Negli scorsi mesi ci sono stati picchi di casi di morbillo nel ASEAN come in Birmania, Filippine e Thailandia che hanno causato molte morti, in gran parte tra bambini.

Filippine e Thailandia, al quinto e nono posto globalmente, sono tra i dieci paesi con il più alto numero di casi di morbillo confermati nel periodo dal 8 maggio 2018 al 8 maggio 2019.

Il morbillo è una delle malattie più contagiose che hanno la potenzialità di essere estremamente gravi.

L’OMS nota che nel 2017, l’anno in cui si hanno stime, ha causato 110 mila morti. Persino in paesi più ricchi, le complicazioni comportano l’ospedalizzazione fino ad un quarto dei casi con possibili disabilità che vanno da danni celebrai a cecità e perdita di udito.

La malattia è quasi del tutto prevenibile con due dosi di un vaccino sicuro ed efficace. Per vari anni la copertura globale con la sola prima dose si è bloccata al 85% che è ancora meno del 95% necessaria per impedire scoppi e che lascia in molte comunità le persone a rischio. La copertura della seconda dose mentre cresce si attesta al 67%.

Il direttore generale della sanità malese Noor Hisham Abdullah lo scorso anno disse che il principale contributo al crescente numero di casi di morbillo era dato dalla bassa copertura di immunizzazione.

Secondo lui, la copertura di immunizzazione dei bambini fino ad un anno in Malesia era caduta al 92.08% del 2017 contro 94.37% del 2016.

“Abbiamo bisogno di una copertura di immunizzazione di oltre il 95% per dare un’immunità d gregge per il morbillo” ha detto riferendosi ad un genere di immunità che avviene quando la vaccinazione di una parte significativa della popolazione fornisce la protezione ad individui che non sono o non possono essere immunizzati.

Questo si scontra dall’ascesa del rifiuto della vaccinazione da parte di movimenti no-vax.

Nessuna fiducia nei vaccini

Gran parte della crociata dei no-vax è fomentata da una pubblicazione del 1998 apparsa nel The Lancet dei ricercatori guidati dal dottor Andrew Wakefield che suggeriva un legame tra il vaccino trivalente MMR e l’autismo. Comunque lo studio presentava solo otto bambini che erano stati selettivamente campionati, studio che fu poi ritirato dalla rivista.

Il gastroenterologo fu poi cacciato dalla professione medica nel 2010 per una frode per dati falsificati e guadagni finanziari poiché era finanziato da avvocati coinvolti in una battaglia legale con compagnie farmaceutiche.

Comunque per alcuni no-vax il rifiuto della vaccinazione dei loro figli si baserebbe anche su credi religiosi e di salute per delle componenti del vaccino derivati da fonti suine.

Questa posizione è stata colta dalla compagnia farmaceutica indonesiana di stato PT Bio Farma che vuole sviluppare un vaccino halal, ammissibile dalla legge islamica, per morbillo e varicella.

La compagnia lavora collaborando con il MUI, consiglio degli Ulema indonesiani, per sviluppare una versione della vaccinazione che soddisfi i criteri emessi dall’autorità islamica.

Sebbene il MUI avesse detto che si può usare il vaccino perché non esiste alternativa, i tassi di vaccinazione sono caduti nel paese più popoloso della regione fino al 65% ed in alcune province di Aceh anche al 6%.

Nelle Filippine un vaccino imperfetto distribuito a livello nazionale ha minato la fiducia pubblica nei vaccini portando lo scorso anno i tassi di vaccinazione del morbillo nel paese attorno al 55%.

Per bloccare il riemergere di questa malattia c’è bisogno di molta informazione basata su prove per separare i fatti dai miti che circondano il vaccino del morbillo.

Dopo l’introduzione nel 1971 del vaccino, le morti causate da questa malattia fortemente contagiosa si sono ridotte da circa i due milioni alle centomila annuali.

Il vaccino si è dimostrato così efficace da farci dimenticare cosa era essere nella piaga di questa malattia contagiosa.
Jason Thomas, TheAseanPost