Bella vittoria di Jokowi in Indonesia: segno del ripudio della intolleranza?

Il risultato finale delle elezioni presidenziali indonesiane hanno definito una bella vittoria di Jokowi, presidente in carica Joko Widodo, sullo sfidante Prabowo Subianto con il 55,5% dei consensi contro il 44.5% di Prabowo.

Questa bella vittoria di Jokowi è presentata almeno in alcuni casi come una prova che gli indonesiani, in un’era di uomini forti populisti che avanzano globalmente, hanno rigettato in qualche modo la politica degli uomini forti a favore di una persona più legata al pluralismo democratico e agli aggiustamenti pragmatici dei grandi bisogni del paese.

Per esempio il New York Times ha definito la rielezione di Jokowi “il ripudio della politica e della fede nazionalista che hanno portato gli uomini forti al potere in tutto il globo”.

Certamente, quando lo si paragona a Prabowo, un ex generale pretenzioso che negli ultimi anni aveva stretto alleanze con gli islamici ed aveva fatto capire regolarmente di poter governare da uomo forte, Jokowi ha fatto bene in molte aree del paese con grandi presenze di minoranze religiose a suggerire che questi elettori credono che sia più attento a proteggere i concetti di laicità e pluralismo incastonati nella costituzione indonesiana.

“Per l’esistenza futura del nostro paese” Jokowi ha detto al NYT dopo i risultati finali “dobbiamo fare affidamento sulla cultura indonesiana che è diversa e tollerante”.

Tuttavia dalla prima presidenza di Jokowi non si capisce che, nel suo secondo mandato, voglia riportare probabilmente l’Indonesia su un percorso pluralista. Sembra improbabile che sposterà il paese da alcune tendenze che indicano una crescente influenza militare sull’economia e la politica interna, una repressione crescente sulla libertà di espressione e la crescente intolleranza per le minoranze religiose ed etniche e gli indonesiani LGBT.

Nei suoi primi cinque anni da presidente Jokowi ha lasciato cadere molte speranze dell’inizio di essere un potente esempio di democrazia, diritti e pluralismo in un paese che sempre più si trova di fronte a divisioni settarie ed ad un movimento islamico rafforzato.

Non ha detto praticamente nulla sulla crescente intolleranza verso le minoranze religiose o le sempre più numerose sentenze contro la comunità LGBT indonesiana.

Ha difeso occasionalmente la comunità LGBT ma il suo governo non ha fatto alcuna azione per fermare gli attacchi degli islamisti contro la gente LGBT che avvengono spesso col sostegno delle forze di sicurezza.

Lo scorso anno Jokowi in un incontro con rappresentanti dell’ONU insinuò che non si dovevano accettare le persone della comunità LGBT in Indonesia.

Nel frattempo nella parte finale della sua presidenza nominò molte figure di ex militari nel suo governo dando loro ministeri con portafoglio.

Questo è un segno preoccupante per i diritti e per il controllo civile delle forze armate, se si considerano la storia di abusi delle forze armate ed il fatto che alcune delle persone poste da Jokowi in posizioni importanti, come il ministro della difesa Ryamizard Ryacudu, sono legati ad abusi del passato.

Il ministro della difesa Ryamizard Ryacudu è anche noto per le sue dichiarazioni contro i gay come quando affermò che il movimento dei diritti della LGBT è una “forma di guerra per procura” contro il paese.

Forse ora che non deve essere rieletto un’altra volta, Jokowi sarà più incline ad usare la sua posizione come un pulpito per bulli per respingere il crescente islamismo e la crescente intolleranza delle minoranze. Ma Jokowi non è normalmente un oratore da pulpito per bulli, preferendo di causare cambiamenti in modo incrementale, diversamente dai suoi predecessori.

Questo fa parte del suo fascino da uomo comune, ma il suo stile di oratore modesto non si adatta necessariamente ad essere usata per i poteri retorici di una presidenza che difenda laicità e pluralismo e che combatta il crescente islamismo.

Sembra inoltre particolarmente attento, in questo secondo mandato, a produrre risultati in aree come il miglioramento di programmi di benessere sociale, a continuare il suo lavoro per le infrastrutture fisiche del paese ed ad attaccare l’estrema povertà ed ad attrarre investimenti.

Sono queste le tanto necessarie aree importanti su cui il presidente guarderà, il cuore di una piattaforma pragmatica di un uomo che si è fatto le ossa in politica da sindaco di una grande città.

Ma servono a poco a fermare lo slittamento del paese nell’illiberalità e nel settarismo. Jokowi ha anche promesso un grande cambiamento del suo governo, una mossa comune dopo la rielezione

Dato comunque che Jokowi ha stretti legami con i grandi uomini militari, molti di loro resteranno nella sua cerchia stretta.

Nelle settimane dopo le elezioni non ci sono segno ad indicare che Jokowi intenda fermare i suoi sforzi per usare i poteri dello stato contro gli oppositori politici anche se è stato rieletto.

All’inizio del mese le forze di sicurezza arrestarono un grande sostenitore di Prabowo per accuse di tradimento per aver pianificato presumibilmente le grandi proteste.

Joshua Kurlantzick, CFR