Piano infrastrutturale da 13 miliardi di dollari per il turismo thailandese

Piano infrastrutturale di 13 miliardi di dollari per portare il numero di visitatori in Thailandia a 65 milioni annui

foto AP

La Thailandia che già è duramente impegnata con l’impatto ambientale del boom turistico che porterà 40 milioni di visitatori nel 2019 pensa di accrescere il boom turistico fino a toccare i 65 milioni nell’ambito di un decennio.

La seconda economia del sudestasiatico vuole immettere 13 miliardi di dollari con un piano infrastrutturale per espandere la sua capacità aeroportuale e nella connessione dei grandi punti di ingresso con ferrovia ad alta velocità.

Di conseguenza il numero di turisti stranieri potrebbe crescere più del 60% per il 2029 secondo le proiezioni del World Travel & Tourism Council.

Il turismo è essenziale economicamente per la Thailandia, ed il solo numero di turisti è la ragione per cui la Thailandia ha la valuta più forte dell’Asia quest’anno.

Ma le problematiche ambientali per affrontare questo immenso influsso si moltiplicano e può essere un icona del futuro la chiusura di Maya Bay, immortalata in un film di Di Caprio, per rendere possibile la ripresa del suo ecosistema.

“Il numero di turisti cresce troppo rapidamente per le possibilità di gestirle da parte del paese” ha detto l’economista Somprawin Manprasert della Bank of Ayudhya Pcl del Mitsubishi UFJ Financial Group.

“Dobbiamo impiegare un sistema migliore per gestire turisti e destinazioni che potrebbero essere di aiuto per la congestione ed i problemi ambientali. Non vediamo al momento che si stia facendo qualcosa”

La Thailandia non è la sola a dover affrontare le ricadute del turismo di massa che vanno dai danni al corallo alla plastica, ai rifiuti all’inquinamento marino. Anche Filippine ed Indonesia devono affrontare simili sfide.

Per la Thailandia c’è la questione che il turismo secondo varie statistiche rappresenta un quinto dell’economia, rendendo la gestione del settore una questione cruciale per la prospettiva del paese. Negli ultimi mesi gli arrivi si sono moderati, cosa che è vista come temporanea alla luce del raffreddamento dell’economia globale.

Il governo prova da anni a spingere i viaggiatori a visitare le parti meno note del paese ed a allentare la pressione sui tradizionali luoghi del turismo di massa, come Bangkok e le spiagge come Phuket. Queste iniziative hanno avuto successo solo in parte.

I miglioramenti infrastrutturali pianificati includono nuovi terminali ai due terminali internazionali di Bangkok oltre ad espandere un altro chiuso nella città di mare di Pattaya.

L’adeguamento porterebbe la capacità delle tre strutture a quasi 190 milioni di passeggeri l’anno per il 2025 dagli attuali 78 milioni. Gli aeroporti thailandesi gestiscono già molti più passeggeri di quanto possono per loro disegno.

Il miglioramento solo dei trasporti non è sufficiente per assicurare che il turismo sia sostenibile, dice l’ex ministro del turismo ora senatore nominato.

“Abbiamo bisogno di promuovere più energia e efficienza nell’uso dell’acqua, ridurre l’uso delle plastiche e riciclare di più”
Bloomberg

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