Visione del ASEAN del summit di Bangkok ed il riprendersi la propria voce

Il sempre più teso scontro tra USA e Cina rischia di mettere in secondo piano il gruppo ASEAN che deve rivendicare la propria voce.

E’ stata questa la premessa che ha fatto sorgere il documento “Lo sguardo del ASEAN sull’Indo Pacifico” che mostra la posizione comune dei dieci paesi membri sulla cooperazione regionale, sicurezza e prosperità.

Il documento di cinque pagine di domenica 23 giugno segna il primo tentativo del ASEAN di articolare una prospettiva congiunta di un discorso conteso. Ma secondo gli analisti con tutto il materiale prodotto con i pronunciamenti del gruppo ci sono poche dichiarazioni sostanziali.

Il documento delinea alla larga la visione del ASEAN per migliorare la connettività, accelerare la cooperazione marittima e guidare lo sviluppo dando seguito ai principi da tempo assunti come il governo della legge e la rinuncia alla minaccia o all’uso della forza.

Non si citano mai Cina e USA e si sfiora la disputa forte del Mare Cinese Meridionale facendo un riferimento alle “dispute in mare irrisolte” e allo “sfruttamento insostenibile delle risorse in mare e all’inquinamento marittimo” per dire:

“C’è bisogno di prevenire, gestire ed eventualmente risolvere queste questioni in un modo più attento, pacifico e comprensivo”

Si osserva che “la nascita di potenze materiali sia economiche che militari, richiede di evitare l’approfondimento della sfiducia, del calcolo sbagliato e comportamenti basati sul prendere tutto o nulla”

La visione del ASEAN è fondamentalmente differente dalla strategia americana del Indo Pacifico, nota Aaron Connelly del IISS, International Institute for Strategic Studies.

“Il rapporto della strategia americana del Indo Pacifico uscito il primo giugno identifica il problema molto chiaramente come un problema delle azioni cinesi, particolarmente la coercizione cinese sui paesi del Sudestasiatico. Il documento ASEAN sembra considerare il problema come una rivalità USA Cina” ha detto l’esperto.

Il lavoro sul quadro di riferimento del ASEAN fu iniziato lo scorso anno nello stesso periodo di tempo in cui gli USA cercavano sostegno per la loro iniziativa “Indo Pacifico libero ed aperto”.

E’ considerata da alcuni come una estensione della eterna politica americana e la visione USA prevede il coinvolgimento degli alleati negli oceani Indiano e Pacifico per mantenere l’ordine internazionale basato su regole come anche la mobilitazione di finanziamenti privati e pubblici per sviluppare l’infrastruttura regionale.

Comincia a lavorare anche nella regione la BRI cinese, la nuova via della seta, che lega economie così lontane come quella africana ed europea attraverso progetti che servono anche da strumento di influenza di Pechino.

Le visioni in competizione delle grandi potenze mettono davanti ad un bivio il gruppo ASEAN, che prende decisioni attraverso il consenso.

“ASEAN deve contemplare il proprio futuro come un’entità centrata sul Sudestasiatico in risposta alle pressioni verso una forma più larga e più inclusiva di regionalismo” ha detto Tang Siew Mun che guida l’istituto ISEAS Yusof del Centro Studi ASEAN.

“Fondamentalmente le proposte del Indo Pacifico si originano dalla visione secondo cui ASEAN è indifferente o incapace di rispondere agli sviluppi strategici nuovo e che ASEAN deve giungere da una credibile risposta al di là di emettere una sua Visione del ASEAN”.

Secondo Aaron Connelly come dichiarazione di visione, la Visione del ASEAN non affronta i problemi fondamentali.

“Invece di affrontare la rivalità strategica che è emersa, essenzialmente desidera che non ci fosse”

I paesi singoli del ASEAN, secondo Connelly, hanno già ideato strategie differenti per gestire la rivalità USA Cina. “Nulla in questa Visione del ASEAN lo cambierà o farà da ponte tra queste strategie differenti.”

Da una parte ogni nuova architettura regionale avrebbe difficoltà a realizzarsi senza coinvolgere il gruppo ASEAN, dicono gli analisti. Dall’altro ASEAN perderà ulteriormente credibilità se non riesce a trasformare in azione la propria visione.

Dopo aver declamato per anni il canto della Centralità, ricade sul ASEAN la difesa di questa affermazione” dice Tang.
Tan Hui Yee, TST