Bagan, città dei templi birmana è Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO

Andarsene in giro lungo la strada sterrata non segnata nell’antica città di Bagan, da poco dichiarata Patrimonio Universale dell’UNESCO, nella Birmania superiore, dà quasi sempre una sorpresa.

Si possono incontrare gruppi di costruzioni in mattone rosso antichi di secoli, o il tempio solitario dall’architettura unica i cui interni donano al visitatore la vista di murali risalenti al XII secolo.

Comunque un solo percorso vicino allo stupa Mingalar Zedi in questa città turistica conduce ad un altro tipo di incontro: un progetto di sviluppo moderno mischiato a tempi buddisti antichi, un contrasto così forte con lo scenario storico e visivo dei monumenti nonché un atto di sacrilegio.

Benvenuti al sito del Hotel Hilton di Bagan, un progetto congiunto tra la compagnia americana e il gruppo birmano Eden Group. L’hotel appare quasi completato, ma appare in piena opera la costruzione di una sala da pranzo di fronte al fiume. Molti monumenti antichi si trovano a pochi metri dal sito dell’hotel.

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A peggiorare il tutto, entrambi i progetti si trovano dentro “Property Zone di 50 chilometri quadri, un’area “che è stata demarcata come contenente la maggioranza degli attributi culturali” da parte del governo birmano e del UNESCO.

All’interno della zona ci sono altri progetti edilizi oltre l’Hilton di Bagan, come la torre di avvistamento Ban Myint posizionata nel Aureum Palace Hotel, come Bagan Thande Hotel, il River View Bagan Hotel, il Bagan Thiripyitsaya Sanctuary Resort, il [email protected] Gate e Ayeyar Hotel. Molte di queste proprietà contengono monumenti e stupa.

foto Zaw Zaw/Irrawaddy

Insieme a tutti gli altri fattori prementi sulla conservazione di Bagan, come il turismo e i disastri naturali, la presenza di hotel moderni di grande scala nella Property di questa città dei templi fatta di 3595 strutture buddiste è una minaccia grande all’integrità ed autenticità della città antica di mille anni, minando in qualche modo la recente inscrizione come sito Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO

Persino ICOMOS, International Council on Monuments and Sites, un gruppo di conservazione del patrimonio culturale internazionale che ha raccomandato Bagan per l’inscrizione nella Lista dei siti Patrimonio mondiali, ha detto a marzo nel suo rapporto di valutazione che gli hotel “sono intrusivi ed inconsistenti con lo scenario storico e visuale dei monumenti buddisti” sottolineando che “la costruzione degli hotel continua sia nei nuovi siti e attraverso estensioni alle strutture esistenti degli hotel”.

U Sun Oo, vice presidente di ICOMOS Myanmar racconta ad Irrawaddy che l’esistenza degli hotel compresi i progetti esistenti hanno un impatto sulla città dei templi.

“L’unicità di Bagan non è solo nelle pagode o nei templi. Si deve considerare l’ambientazione ed il panorama archeologico insieme. Nessuno può negare che queste costruzioni di hotel danneggiano l’ambientazione”

Per affrontare il problema, il governo birmano presentò un piano di gestione di Bagan all’UNESCO nel gennaio del 2018 come una parte del processo di nomina. Il piano include le strategie e le linee guida per risolvere le altre questioni come l’incremento turistico, lo sviluppo, problemi ambientali e disastri naturali.

Definendo la questione dell’alloggio dei turisti “una delle maggiori minacce alla Property Zone, il governo si impegna nel piano di gestione a verificare che tutti gli hotel esistenti e le guesthouse vicino alla Property Zone non impattano negativamente sul sito Patrimonio.

“Tutti gli hotel posizionati dentro il sito, escludendo quelli nelle città che sono adeguati rispetto alle leggi locali, devono essere eliminati per il 2028. Tutti gli ulteriori lavori su tali impianti devono finire. Gli hotel dovranno essere interamente rimossi e l’area riabilitata perché diventi di nuovo area archeologica. Si devono chiarire le procedure definite dai proprietari” dice il documento.

In realtà questa pone una sfida immensa per il governo. Ha bisogno di formulare soluzioni di più lungo termine che includano la valutazione degli impatti delle proprietà sui monumenti patrimonio in consultazione con proprietari ed esperti della conservazione secondo U Aung Aung Kyaw, direttore del dipartimento di archeologia e del Museo Nazionale. “Non sarà cosa facile”

La prima dinastia di Myanmar

Bagan che si stende lungo le rive del fiume Irrawaddy nella regione di Mandalay ebbe i suoi giorni di gloria tra l’undicesimo ed il tredicesimo secolo. Lo storico Thant Myint-U nel suo libro The River of Lost Footsteps sostiene che fu Re Aniruddha di Bagan a unificare la valle del Irrawaddy sotto un singolo sovrano creando un regno che si adatta abbastanza fedelmente al confine della Myanmar odierna. Il re prese Thaton, un principato lungo la costa meridionale sulle Andamane e poi conquistò con la forza tutta la penisola malese, approfittando delle rotte commerciali di lunga di stanza da Sri Lanka e India Meridionale fino al Mare Cinese Meridionale.

Aniruddha è conosciuto non solo per aver creato la prima dinastia del Myanmar unificando il paese ma anche per la sua promozione del buddismo Theravada. Da uomo di appassionato fervore religioso, costruì templi e pagode a Bagan e dappertutto.

Lo storico nota che Bagan ebbe il suo periodo migliore nel dodicesimo secolo quando sorsero sulle rive del Irrawaddy le costruzioni di sublime bellezza. Era diventata una società di grande energia e creatività assorbendo e trasformando arte ed idee da tutto il subcontinente indiano.

“L’aspetto più grandioso della Bagan Medioevale era la sua apertura al mondo esterno, la sua abilità di attirare idee ed aspirazioni da tutta la regione e poi rifarle come parte di un centro davvero multiculturale” ha detto al The Irrawaddy.

foto Zaw Zaw/Irrawaddy

Oltre mille anni dopo quella gloria, nonostante sia una zona sismica dove l’ultimo terremoto risale al 2016, il regno un tempo buddista è ora una città popolare per i turisti per il suo gruppo esteso di oltre 3000 templi di elegante fattura dispersi in miglia della piana battuta dal vento di Bagan in cui convivono comunità viventi.

Tra le sue espressioni di sostegno per l’iscrizione della lista dei siti Patrimonio dell’Umanità per Bagan, ICOMOS scrisse che “Bagan è notevole e distintiva” anche relativamente “alle ricchissime espressioni e tradizioni di architettura buddista ed arte ritrovate in tutta l’Asia”. La città dei templi fu iscritta nella lista il sei di luglio divenendo la seconda voce del Myanmar dopo l’iscrizione collettiva delle tre città Pyu nel 2014.

Dal sublime al ridicolo

Bagan fu nominata la prima volta per l’iscrizione dell’UNESCO nel 1996 durante il governo del regime militare che durò dal 1988 agli inizi del 2011. Credendo che sarebbe servito ad assicurarsi la nomina, la giunta militare nel 1990 fece ricollocare centinaia di famiglie che vivevano nella vecchia Bagan, un’area interna dentro le mura antiche al Tharapa Gate, affermando che gli antichi monumenti non dovevano ospitare una comunità. Iniziò anche qualche lavoro di rinnovo. Ma la nomina fu rigettata alla fine per la mancanza di un piano dettagliato di gestione ed articoli per le infrastrutture e lo sviluppo turistico.

Il rigetto parve colpire nell’orgoglio i generali di allora. Essi assunsero nelle proprie mani l’onere della conservazione dei monumenti, e alla fine degli anni 90 fu accelerato il processo lanciando grandi lavori di restauro a Bagan. Il loro uso di ricostruzioni ipotetiche e materiali inadatti colpì l’autenticità del sito secondo ICOMOS.

La persona incaricata del lavoro fu l’allora capo delle spie, il generale Khin Nyunt, che si proclamò “restauratore di Bagan”. Alcuni anni dopo disse ai giornalisti: “Non possiamo seguire quello che ha indicato l’UNESCO. Dobbiamo conservare il nostro patrimonio culturale con le nostre forze sia che la riconoscano o meno”

Per fortuna che la furia restauratrice del generale non sembrò avere un grande impatto. Nel suo rapporto per la seconda nomina di Bagan nel 2018, ICOMOS disse: “La proprietà nominata mantiene la sua autenticità in tutto il suo esteso tessuto storico originale, risorse archeologiche, murali e sculture”

Fino al momento in cui fu presentato “Il piano di gestione” al UNESCO nel 2018, Bagan non aveva alcuna linea guida sulla conservazione e protezione del patrimonio in particolare sul controllo degli sviluppi di hotel.

La sua prima legge di protezione del Myanmar risale al 1998, due anni dopo che fu rigettata la sua nomina a Patrimonio dell’Umanità.

Comunque la legge rimase quasi disattesa a causa della corruzione rampante, del clientelismo e del nepotismo dell’era militare rispetto alla protezione di Bagan. La maggior parte degli hotel di oggi dei quali alcuni in costruzione fu approvata dal regime militare e dall’amministrazione seguente di Thein Sein. Appena prima di lasciare il governo a marzo 2016, il precedente governo approvò 42 progetti di costruzione di hotel nella Property Zone, secondo il ministro della cultura attuale Thura U Aung Ko. A settembre 2016 il ministro disse che l’attuale governo del NLD doveva dare via libera a 25 dei 42 hotel perché erano stati già costruiti, mentre rigetto altri 17 la cui costruzione dove ancora iniziare.

Per i cittadini di Bagan, gli hotel sono diventati fonte di dolore. Vedendo sorgere come funghi hotel dove prima loro vivevano, non possono fare a meno di domandarsi se il loro esproprio non servì solo ad aprire la strada a stranieri con portafogli grandi. Inoltre Mentre loro dovevano rispettare le dure restrizioni nella costruzione delle case e dei loro piccoli opifici per il possibile impatto sui monumenti, i grandi hotel sorgevano al fianco dei templi secolari.

“Fummo sacrificati agli hotel” dice Ko Naing Naing Tun, che abitava nella vecchia Bagan in una casa vicino al tempio Gawdaw Palin che è diventata ala del Bagan Hotel.

Ci sono 85 hotel autorizzati a Bagan secondo il ministero. Quasi tutti sono nella zona della proprietà ed alcuni hanno dei templi antichi dentro il loro spazio e sono virtualmente impossibili da visitare per gli altri turisti. Il dipartimento archeologico di Bagan sostiene che sono visitabili su richiesta.

Eredità tormentata

U Aung Aung Kyaw, direttore del Dipartimento di Archeologia di Bagan, ha detto al Irrawaddy che gli hotel sono l’eredità degli errori del passato governo. “Abbiamo ereditato questi errori e proviamo a risolverli come meglio possiamo. Non possiamo abbatterli perché non sono adeguati alla legge attuale. Dobbiamo formulare soluzioni per risolvere il problema.”

foto Zaw Zaw/Irrawaddy

La legge del febbraio 2019 Protection and Preservation of Cultural Heritage Zones Law proibisce ogni costruzione che possa avere un impatto negativo sui monumenti vicini. Secondo il direttore, si deve affrontare per primo l’impatto degli hotel sul patrimonio. Poi il risultato deve essere passato al governo, agli esperti UNESCO e proprietari degli hotel per negoziare le opere da fare per mitigare tale impatto. Il direttore non ha voluto dare la lista degli hotel ancora in costruzione: “Non è appropriato”

Rispetto alla ricollocazione degli hotel nel 2028 il direttore ha aggiunto a quanto detto: “E’ quello che so finora. Non posso dire nulla di più per il momento”

Nonostante il fatto che il piano di gestione impegna il governo a fermare ulteriori costruzioni, alcuni progetti erano ancora in costruzione appena dopo l’iscrizione di Bagan a sito Patrimonio dell’Umanità a luglio. La sala di ricevimenti del Hilton Bagan Hotel di fronte al fiume che ospita 22 templi antichi è solo uno degli esempi.

L’autore di questo articolo poté visitare il progetto attuale durante una visita ai monumenti dentro il territorio dell’Hotel, scortato da tre guardie dell’hotel che si assicurava che lo scopo della visita era solo religioso. Le tre guardie hanno ripetutamente detto che non si dovevano fare foto dell’hotel quasi ultimato né dell’ala vicino al fiume. L’autore dell’articolo ha ricevuto una dura richiesta di cancellare le foto del progetto lungo il fiume.

foto Zaw Zaw/Irrawaddy

A parte l’attuale costruzione lungo il fiume, i templi buddisti nell’area del Hotel hanno fatto crescere le preoccupazioni degli esperti a causa della vicinanza all’hotel. Nel rapporto del 2015 al ministero della cultura dell’associazione degli architetti birmani, coinvolta nella redazione del grande piano della Property Zone di Bagan, gli architetti avvisarono che alcune proprietà dell’hotel erano “molto vicini ai templi” infrangendo il limite ufficiale del tempo.

Il rapporto afferma che “alcune strutture di hotel sono a quasi 4 metri dai monumenti antichi” e raccomanda che “tutte le costruzioni siano ricollocate ad almeno trenta metri” dai siti patrimonio come richiesto dai regolamenti di Conservazione del Patrimonio di Bagan del 1990.

In una recente visita si è visto che non sia stato fatto quasi alcun cambiamento. All’entrata ci sono vari edifici ad un piano quasi completati da un tiro di sasso dai templi antichi.

U Chit Khine, presidente del Eden Group, partner locale del Hilton Bagan, ha detto al Irrawaddy che le costruzioni sono per una sala di ricezione e l’impresa attende di sapere dal governo se mantenerli o demolirli.

Spiega come l’hotel fu permesso dal governo militare perché localizzato nella Zona Hotel del tempo, e la costruzione iniziò sotto il governo di Thein Sein. La zona divene poi estensione della Zona di Proprietà. U Chit Khine dice che la costruzione lungo il fiume è in accordo con le linee guida attuali delle distanze. Il regolamento del 2014 richiede che si trovi a 36 metri da un monumento. Però perché l’area lungo il fiume ricade nella zona di Proprietà il progetto ricade dentro l’area che non prevede progetti.

Alla domanda se seguirà la proposta di ricollocazione del governo per il 2028 come affermato nel piano, U Chit Khine dice che la sua intenzione è di proseguire con l’hotel per gli alti investimenti richiesti. Se ogni hotel a Bagan è obbligato ad adeguarsi, lo farà anche lui.

“Finora non ho ricevuto istruzioni dal governo su cosa fare con l’hotel. Siamo in un limbo”

A meridione dell’Hilton Bagan nella zona di proprietà lungo il fiume non lontano dalla Pagoda Saytanar Gyi si erge Sanda Hotel della Sanda Co Ltd, il cui direttore è Daw Khin Sanda Win, moglie di un ex ambasciatore inglese in Myanmar, Andrew Patrick.

Coperto dalla vegetazione, il progetto non è visibile dalla strada ma si possono notare a distanza più ravvicinata alcune costruzioni e strutture.

La manager Daw Thae Ma Ma Nyein ha scritto ad Irrawaddy via email che l’hotel di 14 stanze è ora completo e lo si sta decorando. Il progetto fu approvato da Thein Sein e la costruzione è stata autorizzata dal governo del NLD nel 2017.

“Confidiamo che non avrà impatti sul patrimonio di Bagan” scrive Daw Thae Ma Ma Nyein ed aggiunge che la compagnia è intenzionata a lavorare col governo per preservare il sito Patrimonio dell’Umanità.

Il governo NLD ha quindi permesso la costruzione nello stesso momento in cui si preparava a presentare il dossier per la nomina di Bagan al Comitato del UNESCO. Il direttore del dipartimento di archeologia ha detto solo: “Lo abbiamo lasciato fare perché era stato approvato in precedenza. Non abbiamo permesso altri progetti da allora”

Gli obblighi nascosti

L’iscrizione recente di Bagan nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità è condizionale. Il governo deve soddisfare gli impegni che fece nel suo piano ed adeguarlo alle 20 raccomandazioni aggiunte, tra le quali figurano quelle del ICOMOS sugli hotel.

Oltre alla rimozione di strutture alberghiere e turistiche invasive e tenendo conto del bisogno di un approccio in fasi e di strategie di lungo termine per gli hotel a Bagan, ICOMOS ha invitato il governo a lavorare insieme ad esso e all’UNESCO per preparare una strategia per creare zone di hotel e fare i cambiamenti necessari sulle strutture esistenti.

“Tutti i nuovi progetti devono essere oggetto di valutazione di impatto sul patrimonio e la creazione di zone dove permettere la costruzione di hotel deve essere accompagnata da regolamenti sull’altezza degli edifici e di disegno, e deve essere integrata nella Strategia di Turismo Regionale”

Il governo di Myanmar deve fare rapporto sull’applicazione delle raccomandazioni del Centro del Patrimonio Mondiale per dicembre 2021. Dicono gli esperti che ogni mancanza nel fare azioni correttive richieste dagli impegni e raccomandazioni mette in pericolo l’iscrizione.

“Tutti i progetti in essere devono essere fermati per la valutazione di impatto. Altrimenti Bagan resterà in pericolo poiché non si può fare nulla che danneggi il patrimonio nella zona di proprietà” dice Daw Ohmmar Myo, un ex coordinatore UNESCO coinvolto nella gestione del patrimonio della città dei templi.

Lo storico Thant Myint-U crede cbe sia estremamente importante che quello che resta sia protetto in modo appropriato e che si facciano investimenti nella ricerca e nelle borse di studio se il turismo deve essere parte del futuro di Bagan.

“Ma lo si deve gestire attentamente; una strategia di turismo sostenibile che crei lavori ben pagati e massimizzi i benefici per la gente del posto, piuttosto che miopi politiche che cercano di massimizzare i profitti per un pugno di proprietari ed investitori”

Comunque visti i progetti lungo il fiume Irrawaddy e la Zona di Proprietà sembra non esserci una soluzione facile in vista.

Nonostante il doveroso riconoscimento della necessità di una valutazione di impatto sul patrimonio, persino il direttore del dipartimento di archeologia U Aung Aung Kyaw non ha alcuna idea quanto la si potrà fare.

“C’è bisogno di ulteriori discussioni. E’ difficile dire come potremmo applicarla”

Kyaw Phyo Tha The Irrawaddy